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In camper a RIMINI: la bella romagnola

rimini copertina def

L'antica città romana di Ariminum, poi fu libero Comune nel periodo medievale, città natale del famoso regista Federico Fellini, conosciuta da molti per le sue spiagge e la vita mondana, ma pochi per il suo interessante e affascinante centro storico.
Ecco la nostra esperienza di 2 giorni alla scoperta della città di Amarcord.


di Marzia Mazzoni

Le estati a RIMINI: quanti ricordi o potrei dire Amarcord, ovvero “mi ricordo” come il celebre film di Federico Fellini (premio oscar 1975), che fu girato a Cinecittà un'ambientazione ricreata artificialmente che rappresentasse la sua Rimini tanto amata dal Maestro, il film più autobiografico che racconta della sua città e della sua gente. Ma lo sapevate che Fellini non ha mai girato nemmeno un film nella sua città natale?
I miei ricordi di Rimini sono legati all'infanzia quando le vacanze estive si trascorrevano in questa rinomata città balneare e poi appena maggiorenne, con le amiche a catapultarci nel divertimento che la città offre, tra discoteche, pub e locali notturni, la famosa movida riminese, nota già negli anni '60. Chissà quanti di voi hanno, come me, trascorso le vacanze qui, ma quanti la conoscono nel suo tessuto urbano storico e nei suoi bei monumenti!?!?
Sono stata tante volte a RIMINI, ma non conosco RIMINI... O meglio fino a questo ottobre 2019.
Chiedo venia però e me ne vergogno, ma non avevo mai visitato il centro storico fino ad ora. Quest'anno in occasione del TTG (la fiera nazionale dedicata al turismo B2B), abbiamo deciso che avremmo prolungato il nostro soggiorno nella città romagnola per poterla visitare, esplorare e vivere il suo aspetto scoprendo la parte dedicata al suo passato di città romana, poi quella medievale e anche felliniana.
Il 20 gennaio 2020 il Grande Maestro, Federico Fellini, compirebbe 100 anni e la città si sta preparando con tante iniziative a celebrare questa data.
Per la visita della città, ci fermiamo con il camper al Parcheggio con camper service di Via Roma, comodo perché vicino alle fermate dei mezzi pubblici oppure con una piacevole camminata anche al centro storico.
Dedichiamo un paio di giorni a scoprirla a ritmo slow, perché Rimini va “gustata” senza fretta, senza orari, senza darla per scontata!


 

Giorno 1: RIMINI – il centro

centro storico


Che cosa tenere conto in questa visita? Il nostro consiglio è di immaginarla:

  • antica città romana, una delle più importanti della Roma antica
  • centro politico ed economico in età medievale, grazie ai Malatesta divenne Signoria nel 1259
  • il 16 agosto 1916 un terremoto distrusse parecchi monumenti storici, oltre a morti e feriti, in passato ce ne fu uno anche nel 1672
  • il 28 dicembre 1943 Rimini fu distrutta da un devastante bombardamento aereo
  • il 20 gennaio 1920 nacque Federico Fellini in via Dardanelli 10 a Rimini
  • nel 1992 fu istituita la provincia di Rimini, distaccandosi dalla precedente appartenenza con Forlì

Perché vi ho detto questo? Perché come anticipato all'inizio, la sua immagina attuale è da comprendere tenendo conto di tutti questi aspetti, positivi e negativi. E ora che vi ho fatto qualche anticipazione, ecco il nostro itinerario realizzato a piedi. Pronti a partire? Seguiteci in questo itinerario da 4 stagioni...

Arco di Augusto

I resti di una cinta muraria abbracciano la città e l'Arco d'Augusto è una delle porte d'accesso a questo bel centro storico per chi proviene dalla Flaminia. Difficile non notare questo monumento, possente e imponente, elegante con il suo colore candido della pietra d'Istria, eretto nel 27 a.C. come porta urbica (e pensate che è ancora in piedi nonostante i terremoti e i bombardamenti), fu voluto dal Senato romano e volle onorare la figura e la politica di Ottaviano per celebrare il restauro della strada consolare, la Via Flaminia, la merlatura superiore risale invece al X secolo. Soffermatevi a guardarlo, non abbiate fretta. I quattro clipei raffigurano divinità romane: Giove, padre di tutti gli dei, massima divinità dei romani; Nettuno, dio italico, di tutte le acque; Apollo, figlio di Giove, protettore della salute; Minerva, protettrice della città di Roma, delle arti e dei mestieri. Ma non solo, ammirate le sue colonne, i fregi decorativi...
Varcato l'arco si entra in Corso d'Augusto, quello che ai tempi dei romani era il decumanus Maximus, su cui si affacciano negozi e palazzi signorili (al civico 115 visse pure Federico Fellini con la propri famiglia). Alla fine di questo lungo corso si trova il Ponte di Tiberio, che lo andremo a scoprire poi...

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Piazza Tre Martiri

L'ampio spazio che si slarga lungo corso d'Augusto è quello che un tempo fu il foro romano, poi piazze delle Erbe e oggi Piazza Tre Martiri. Bella elegante e con tanti elementi interessanti. Non passa certo inosservato il tempietto dedicato a Sant'Antonio da Padova che si trova proprio di fronte alla chiesa dell'omonimo santo, di forma ottagonale merita sicuramente una visita anche all'interno. Un riquadro in ceramica ricorda il miracolo della mula (la leggenda vuole che il santo stesse porgendo l'ostia consacrata ai cittadini quando passò di li un contadino in compagnia di una mula. Il contadino proprio non ne voleva sapere di ricevere l'ostia, la mula invece si sedette, come prostrandosi, di fronte alla mano del santo – Da Riminiturismo.it).
Sul lato opposto, bei palazzi storici con portici.
Un grande inserto in marmo ricorda i tre Martiri, che danno il nome alla piazza, partigiani che furono impiccati nel 1944. Bella la torre dell'orologio, quest'ultimo di grande fascino, se guardate bene il quadrante ha sia il calendario, che i movimenti zodiacali che le fasi lunari.
Giulio Cesare è protagonista di questa piazza con una statua in bronzo e un cippo che riporta il discorso che fece alle legioni dopo il passaggio del Rubicone.
Ogni sabato mattina qui si svolge il mercato che si prolunga anche su via IV Novembre, che insieme a via Garibaldi, era l'antico cardo romano.

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Tempio malatestiano

Su Via IV Novembre sorge uno dei monumenti simbolo della città: il Tempio Malatestiano, gioiello del Rinascimento, che qualcuno chiama Basilica, Cattedrale, ma soprattutto Duomo... Lo sentirete nominare in tutte queste modalità. Prima di entrare, vi consiglio di ammirarlo dall'esterno, non solo la facciata, ma anche la parte laterale. La firma di quest'opera è del grande genio Leon Battista Alberti. Da antica chiesa francescana, di modesta e umile fattura, i Malatesta signori di Rimini decisero la sua trasformazione, che continuò anche nei secoli successivi. Fu pesantemente distrutto dai bombardamenti, riportato al suo antico splendore fine anni '90.
L'interno è ricco di elementi di grande interesse, a destra si trova la tomba a Sigismondo Malatesta, poi è tutto un susseguirsi di cappelle, elementi decorativi, immagini votive. Vi segnalo di grande importanza il Crocifisso di Giotto dipinto intorno al 1300 posto sopra all'altare e un affresco di Piero della Francesca in cui è raffigurato Sigismondo Maltaesta inginocchiato ai piedi del Santo suo omonimo.

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Piazza Cavour

Terminata la visita al Tempio Malatestiano torniamo su Piazza Tre Martiri e proseguire su Corso d'Augusto e raggiungere l'altro foro della Rimini romana: Piazza Cavour, dal fascino medievale. Chi ha visto il film di Fellini Amarcord, qui ritrova tanti elementi che appaiono nel corso della pellicola: la scalinata esterna di Palazzo dell'Arengo, l'antico Palatium Comunis, simbolo del governo cittadino, ma anche la fontana della Pigna (che appare in varie scene, ricordate quella del pavone del conte che si posa sopra? Oppure i ragazzi fanno a palle di neve bersagliando Gradisca?). Su un lato della piazza sorge imponente ed elegante il Teatro Galli che vorremmo visitare, si dice sia di grande fascino. Abbiamo prenotato la visita con la guida che ci accompagnerà alla scoperta di questo luogo che è stato riportato al suo antico splendore dopo la ristrutturazione avvenuta recentemente dopo la distruzione dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

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Teatro Galli

Ad agosto lessi un post che dichiarava che sul TIME, la nota rivista newyorchese, aveva pubblicato un articolo inserendo questo teatro tra le migliori cento esperienze al mondo da provare nel 2019 la cosa mi aveva incuriosito parecchio. 

E ora eccoci qui con la guida a scoprirlo, dentro, fuori e soprattutto conoscere la sua storia. La guida, molto simpatica (i romagnoli in questo sono proverbialmente noti), ci fa ammirare l'edificio dal centro di piazza Cavour, dove guardando la sua facciata elegante e di grande fascino inizia a raccontarci di questo bellissimo edificio, che fu costruito a metà dall'ottocento su progetto dell'architetto e ingegnere modenese, definito l'archistar, al secolo Luigi Poletti. 

L'opera fu iniziata nel 1843, la stessa data che segnò l'inizio della prima stagione balneare di Rimini. Il Poletti fu criticato per le spese eccessive di questo progetto, ma in realtà la guida ci fa riflettere che da quel momento “Rimini iniziò a pensare in alto”.
La fine dei lavori fu nel 1857, fu inaugurato da Giuseppe Verdi con L'Aroldo e si chiamava allora Teatro Nuovo. La sua sorte però fu non troppo felice, perché 100 anni dopo l'inizio della sua costruzione, i bombardamenti del 1943 lo distrussero.
La ricostruzione è avvenuta come aveva disegnato il Poletti, un progetto di teatro all'italiana a ferro di cavallo, traendo ispirazione dal Palladio e Vitruvio.
Percorrendo le varie sale, le scalinate e arrivare fino in cima è un crescendo di “WOW”, stupore e meraviglia di questo teatro di una “bellezza innegabile”.
Tante le particolarità che si scoprono, dal fatto che non ci sia un Palco Reale, non ci siano 4 ordini di palchi perché il Poletti non voleva l'effetto “alveare”, la sensazione che vedendolo dall'alto sembri più grande di quanto sia guardandolo dal basso.
Non proseguo nel raccontarvi, anzi vi suggerisco di andarlo a vedere e resterete pure voi affascinati da questo teatro. A proposito, si chiama attualmente Galli, a ricordo di un illustre compositore riminese.

  01 - Rimini - teatro Galli.jpg 02 - Rimini - teatro Galli - interno.jpg 03 - Rimini - teatro Galli - interno - dettagli.jpg 04 - Rimini - teatro Galli - interno - dettagli.jpg 05 - Rimini - teatro Galli - interno - dettagli.jpg 06 - Rimini - teatro Galli - interno.jpg 07 - Rimini - teatro Galli - interno.jpg 08 - Rimini - teatro Galli - interno.jpg 09 - Rimini - teatro Galli - interno.jpg 10 - Rimini - teatro Galli - interno.jpg

Vecchia Pescheria

Pittoresco e di grande fascino è il luogo che si trova vicino alla Fontana della Pigna, ovvero la Vecchia Pescheria, un porticato realizzato in pietra bianca d'Istria dove un tempo si vendeva per l'appunto il pesce. Un consiglio? In serata raggiungete questa zona, dove i tanti localini si animano nell'orario dell'aperitivo/cena, offrendo menù a prezzo fissi... ma soprattutto creando una piacevole atmosfera conviviale tipica della Romagna.

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Castel Sismondo

Adiacente a Palazzo Galli, c'è una via che porta a Castel Sismondo, quella che fu concepita come residenza-fortezza da Sigismondo Pandolfo Malatesta, iniziato nel 1437, fu terminata nel 1446 (qualcuno scrive che vi si lavorò anche attorno al 1454). Un edificio bello, ordinato e possente che invita ad avvicinarsi. Le tabelle informative ci portano a scoprire quello che fu l'edificio più importante dei Malatesta, oltre al fatto che fu considerata una “formidabile macchina da guerra”, quello che vediamo oggi è soltanto il nucleo centrale. Chissà che splendore poteva essere all'epoca!?!?

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Biblioteca Comunale

Torniamo in Piazza Cavour e poi proseguire la nostra visita a Rimini su via Gambalunga, dove si trova la Biblioteca Comunale, considerata una tra le più belle al mondo (come quella di Cesena, che visitammo un paio di anni fa).
Visita con la guida per la parte storica.
Veniamo accompagnati da una guida molto preparata alla scoperta delle sale che raccolgono la ricca collezione che Alessandro Gambalunga volle regalare alla comunità riminese.
Il palazzo che ospita la biblioteca fu costruito inizi 1600, Gambalunga non badò a spese e lo fece progettare secondo le regole auree e con accorgimenti a regola d'arte che lo rendono tutt'ora un edificio di grande fascino.
Nel suo testamento redatto nel 1617 scrisse esplicitamente i suoi voleri nei confronti di questo suo patrimonio, che registrava 1438 volumi e poco meno di 2000 opere, a stampa, fatta eccezione dell'unico manoscritto, ancora conservato, le Metamorfosi di Ovidio. Il testamento prevedeva anche regole di comportamento con multe per chi sottraesse i libri, soldi che sarebbero stati reinvestiti nell'acquisto di altri testi e anche uno stipendio per il bibliotecario. Ora i volumi sono circa 330.000 e spaziano dal latino, all'italiano, al greco, all'ebraico, ma anche il tedesco e l'aramaico. Questo per farvi capire l'apertura culturale di Gambalunga nei confronti della cultura mondiale.
Teche che contengono libri di valore e diciamolo pure, di rara bellezza per quella scrittura e quei decori che nei secoli passati andava ad impreziosire le pagine quasi come opere d'arte. Il profumo della carta è magico, almeno per me che mi piacciono i libri e lo percepisco così piacevolmente (anche se per questioni di spazio, mi sono dovuta arrendere all'uso del lettore digitale dei libri... ma questa è un'altra storia!).
Sale ricche di testi, storia, cultura e soprattutto raccontano la vita di un mecenate molto generoso con il proprio popolo. Nell'ultima sala, non ve ne accorgete, ne sono convinta, ma la guida vi mostrerà una porta segreta che si staglia tra scaffali e libri.
Una visita che dura circa un'oretta, ma merita veramente di essere effettuata.
Al piano terra del palazzo si trova la Galleria dell'Immagine, in questo periodo verranno allestite mostre per il centenario della nascita di Federico Fellini.

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Piazza L. Ferrari

A pochi passi si trova Piazza Luigi Ferrari, dove possiamo trovare elementi parte del passato storico romano come la Domus del Chirurgo, risalente al II secolo d.C., ma anche il Caffè Commercio (inquadrato in Amarcord), così come il monumento ai Caduti, una scultura in bronzo, che secondo Fellini, il suo lato B inquietava e turbava i protagonisti del film.
Ma torniamo alla Domus del Chirurgo. Sotto a tettoie e scavi che presumiamo siano ancora in corso, in quanto alcune persone con pazienza stanno “pennellando” alcuni reperti, qui si trovano i resti di una abitazione tardo imperiale che ha portato alla luce mosaici, ma soprattutto tanti reperti che sono custoditi nell'adiacente Museo della Città, in via Luigi Tonini, strutturato su più piani, che vi consigliamo di visitare.

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Museo della città

Biglietto cumulativo con la Domus del Chirurgo.
Ogni piano racconta di un periodo storico, partendo da piano terra dove si trovano anche i reperti della Domus del Chirurgo, fino ai piani alti dove si trovano quadri, opere d'arte e collezioni.
In tutto 36 sale che raccontano la storia di questa città.
Torniamo in centro per una sbirciata ai bei negozi che si affacciano sulle vie cittadine, non ultima Porta Montanara, detta anche di Sant'Andrea, al termine di via Garibaldi, l'ingresso urbico meridionale alla città, costruita nel I sec. a.C.

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Rimini by night (da cinquantenni)

cinema fulgor

Tranquilli, non vi porteremo alla scoperta della movida riminese di discoteche, pub e locali notturni, non abbiamo più l'età!
La serata tiepida ci invoglia a restare all'aperto e di goderci questi spazi tipici della Rimini centro, raggiungiamo la zona della Vecchia Pescheria, dove tanti localini propongono menù a buffet e aperitivi colorati e sfiziosi, i famosi apericena che ora vanno tanto di moda!
Ci fermiamo in uno di questi e facciamo trascorrere piacevolmente il nostro tempo in questo spazio molto suggestivo e tipico per poter attendere le 20.30 e raggiungere il cinema Fulgor dove si tiene una proiezione gratuita di un film di Federico Fellini preceduto da un dibattito che parla del Grande Maestro. Per noi è un'imperdibile occasione di ficcanasare all'interno di questo simbolo felliniano e della Rimini storica.

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Cinema Fulgor

Fu per Federico Fellini la “sua seconda casa” e come disse lui “è il luogo dove da piccolo scoprii i film”.
Si trova a pochi passi da Piazza Cavour, su corso d'Augusto andando verso il Ponte di Tiberio.
Nel 2018, dopo 5 anni di restauri, è stato riaperto e si presenta in uno stile quasi “hollywoodiano” (definito hollywoodiano-romagnolo da Dante Ferretti, scenografo italiano) degli anni Trenta, ricordando quelle ambientazioni tipiche dei cinema americani.
Quando si entra l'effetto WOW è assicurato, noi abituati alle multisala, costruzioni prefabbricate monocolore, qui si ha di fronte un vero e proprio “piccolo teatro”.
Rosso e oro sono i colori che predominano, velluti, decori, colori caldi, luci soffuse fanno fantasticare e la mente va a quando Fellini raccontò che qui vide il suo primo film “Maciste all'inferno” seduto sulle ginocchia del babbo.
Il Fulgor nella visita di Rimini è una tappa imperdibile.

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Giorno 2: la Palata – Borgo San Giuliano – buona cucina e...

borgo san giuliano murales

A pochi passi dall'area camper si trova l'anfiteatro romano, purtroppo non visitabile e soprattutto attorniato da erbacce. Era corretto scriverlo, anche se purtroppo ci piange il cuore vedere monumenti lasciati in questo totale abbandono. Pazienza! Proseguiamo la visita di Rimini. Oggi meno storica e molto più particolare.
Il nostro secondo giorno di Rimini inizia con una bella passeggiata sul lungomare.

La Palata di Rimini

La palata, come viene chiamata qui la passeggiata sul porto, è uno dei luoghi più piacevoli che si possa percorrere nelle quattro stagioni, d'estate animata e vivace, nelle mezze stagioni, piacevole e rilassante, d'inverno molto suggestiva.
Una curiosità! Ma lo sapevate che le traverse, ben 26, portano i nomi dei film di Fellini? Ecco così: La strada, Lo sceicco bianco, Le notti di Cabiria, I vitelloni e via via la principale rassegna cinematografica del Grande Maestro.
La nostra camminata raggiunge il parco Federico Fellini dove si trova la nota fontana dei Quattro cavalli, superstite fortunatamente alla distruzione dei bombardamenti, rimane un simbolo della riviera riminese e a pochi passi, un altro iconico simbolo di Rimini e di Amarcord è il Grand Hotel, luogo dell'immaginario felliniano per eccellenza.
Ricordate le scene del film dove il principe incontra Gradisca e l'emiro si presenta con 30 concubine? Ma nel film la cosa fantastica è quello sbirciare dei ragazzi all'interno di questo luogo dove il lusso regna sovrano. La facciata in stile liberty dell'albergo e la vita lussuosa all'interno sono più volte menzionate nel film, tanto che il Grand Hotel di Rimini è diventato un luogo leggendario e pur essendo una struttura ricettiva alberghiera è oramai diventata una tappa d'obbliga passarci davanti ed immortalarla. Così come una foto d'obbligo è davanti a Fellinia, l'enorme macchina fotografica che riproduce le sembianze della macchina fotografica Ferrania.
La giornata è tiepida e piacevole, senza vento, così ci spingiamo fino alla punta del molo di Levante, ovvero fino a dove si trova la statua “La sposa del Marinaio”, un omaggio alle donne che attendevano il ritorno dei mariti pescatori, intente a scrutare l'orizzonte. Da qui si ha una vista sulla spiaggia riminese e verso il mare... Quel mare che nel film Amarcord, Fellini aveva fatto solcare anche dal transatlantico REX.

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Ponte di Tiberio

Passeggiamo lungo la destra del Porto e raggiungere il Ponte di Tiberio, qui chiamato anche “pont de dievli”, ovvero il ponte del diavolo perché ancora in piedi dopo secoli e secoli di storia e sopravvissuto a terremoti e bombardamenti.
Che dire di questo ponte che si specchia sul fiume Marecchia? Poche parole, perché la sua straordinaria bellezza parla da sé. Soltanto alcuni cenni storici per farvi capire la sua longeva esistenza qui. Fu fatto costruire dall'imperatore Augusto (ci troviamo proprio dalla parte opposta dell'Arco), tra il 14 e il 21 d.C., il materiale è la pietra d'Istria e da qui partono le vie consolari: Emilia e Popilia. Un consiglio? Fermatevi a guardarlo da tutte le angolazioni che vi sono concesse, anche dal Parco XXV Aprile, la sua straordinaria bellezza non vi deluderà! Noterete anche la particolarità che i massicci piloni sono muniti di speroni frangiflutti e impostati obliquamente rispetto all’asse del ponte, in modo da poter assecondare la corrente del fiume riducendone la forza d’urto... Che straordinari ingegneri edili erano 'sti romani, eh?!?!?
Varcato il ponte si entra in un'altra atmosfera, più naïf... Benvenuti a Borgo San Giuliano!

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Borgo San Giuliano

Come definirlo questo luogo? Un paese? Un sobborgo di Rimini? Un quartiere di Rimini?
Tutto questo e ben altro! Era abitato dai pescatori e artigiani, ora è un gruzzolo di case color pastello tutte vicine-vicine, ma la cosa straordinaria è che in questa atmosfera d'altri tempi, si ammirano sulle facciate delle case i MURALES che raccontano i personaggi dei film di Federico Fellini. Troverete Mastroianni e Anita Ekberg, Giuletta Masina, la famosa tabaccaia, ma anche tanti altri che sarà un crescendo di entusiasmo andarli a stanare nei vari vicoli che si incrociano tra di loro.
La cosa straordinaria in questo borgo sono anche le formelle in ceramica apposte sulle case, vicino alla porta d'entrata, dove è indicato il nome e cognome, ma soprattutto il mestiere d'altri tempi che svolgevano, dai marinai, ai pescatori, così come i cocchieri di carrozze di cavalli.
Un fascino da non perdere questo borgo, che invita a restare e goderselo appieno, anche a tavola... Perché i localini qui non mancano.
Avevo chiesto un paio di consigli ad un'amica originaria di Rimini e mi aveva consigliato: per una piadina, Nud e Crud, invece per un pasto tipico, l'Osteria de Borg, in via Forzieri 12. Optiamo per la seconda proposta.

   01 - Rimini - Borgo San Giuliano - scorcio.jpg 02 - Rimini - Borgo San giuliano - scorcio.jpg 03 - Rimini - Borgo San giuliano - murales.jpg 04 - Rimini - Borgo San giuliano - murales e formella ceramica.jpg 05 - Rimini - Borgo San Giuliano - murales.jpg 06 - Rimini - Borgo San Giuliano - murales.jpg 07 - Rimini - Borgo San Giuliano - murales.jpg 08 - Rimini - Borgo San Giuliano - murales.jpg 09 - Rimini - Borgo San Giuliano - murales.jpg 10 - Rimini - Borgo San Giuliano - murales.jpg 11 - Rimini - Borgo San Giuliano - murales.jpg 12 - Rimini - Borgo San Giuliano - murales.jpg 13 - Rimini - Borgo San Giuliano - murales.jpg 14 - Rimini - Borgo San Giuliano - scorcio.jpg 15 - Rimini - Borgo San Giuliano - scorcio.jpg 16 - Rimini - Borgo San Giuliano - murales.jpg 17 - Rimini - Borgo San Giuliano - scorcio.jpg 18 - Rimini - Borgo San Giuliano - scorcio.jpg 19 - Rimini - Borgo San Giuliano - murales.jpg 20 - Rimini - Borgo San Giuliano - murales.jpg 21 - Rimini - Borgo San Giuliano - murales.jpg 22 - Rimini - Borgo San Giuliano - scorcio.jpg

Pranzo a Borgo San Giuliano

L'entrata all'Osteria de Borg ti fa subito capire che non siamo all'interno del solito locale, mi spiego meglio. C'è qualcosa di straordinario in questo luogo. Una tipicità che si nota in ogni angolo, la Romagna è qui e si vive, si respira, si ascolta, si annusa.
L'osteria è stata ricavata da un vecchio locale di un centro ricreativo. Prima di catapultarci nel pranzo luculliano, osserviamo tutto ciò che c'è di bello qui: una scenografia creata con tanti accessori che lo rendono un luogo molto pittoresco, dagli strofinacci stesi con disegni naïf, lampade, tegami, tovaglie e quadretti.
Benvenuti in Romagna, verrebbe da dire... Perché anche il personale affabile ci fa sentire “a casa”.
Il menù è un tripudio di bontà gastronomiche, tra passatelli, cappelletti, piadine (qui più sottili rispetto a quelle che si mangiano nel ravennate e ne forlivese), carni di mora romagnola, presidi Slow Food, una griglia in bella vista che cuoce, il Sangiovese che annaffia il tutto... C'è l'imbarazzo nella scelta in questo “viaggio del gusto”.

Una cosa è certa... Una tappa a Rimini non può essere priva di una visita a Borgo San Giuliano!

Un po' di relax al Parco XXV Aprile per smaltire la “sonnolenza postprandiale del lauto pranzo” e poi ritorniamo verso il camper, per raggiungere l'ultima tappa di questo itinerario.
È una tappa molto particolare, forse vi sembrerà strana, ma noi abbiamo sentito il desiderio di chiudere questa nostra scoperta di Rimini, delle sue bellezze e del suo Grande Maestro, Federico Fellini, recandoci al Cimitero Monumentale di Rimini.

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Cimitero Monumentale di Rimini

Dista circa 3 chilometri dal centro città. Qui sono sepolti Federico Fellini, che morì il 31 ottobre 1993, era ormai da circa 14 giorni incosciente colpito da ictus, insieme a lui Giulietta Masina, che sposò il 30 ottobre 1943 (eh, già! Il giorno primo della morte di Federico era il cinquantesimo anniversario di matrimonio). Questa “piccola” donna, silenziosa e nell'ombra, ben diversa dalle vamp giunoniche e burrose protagoniste dei suoi film, che gli rimase al fianco per questo lungo tempo, un sodalizio artistico e amoroso che è rimasto inalterato fino alla morte. La ricordo con tenerezza nel film “La strada”, che vidi in tenera età, lei interpretava la dolce e ingenua Gelsomina insieme allo zingaro saltimbanco Zampanò (Antony Quinn), quest'ultimo pronunciava la parola “ciufile” che in maniera ignorante confondeva al posto di dire fucile.

Con loro è sepolto il figlio, Pierfederico Fellini, vissuto soltanto pochi giorni.

La tomba è facilmente riconoscibile perché si differenzia dalle altre, la prua di una nave in bronzo, realizzato da Arnaldo Pomodoro si staglia tra il bianco delle altre tombe. Una targa riporta la motivazione di questa opera, dove lo scultore ha spiegato la “La Grande Prua” così chiamata quest'opera, che richiama il tema della nave, più volte visto nei film di Fellini (Amarcord, E la nave va), ma soprattutto “la prua vuole andare aldilà del morire, che tocca a tutti noi.” Conclude scrivendo che “questa scultura è stata collocata su una lama di acqua, che esalta la figura, dove è evidente un possibile aprirsi delle due parti fra loro aderenti”.
Il 20 gennaio 2020 compirebbe cent'anni questo grande regista italiano che vinse ben cinque Oscar, la Palma d'oro e Leoni vinti a Venezia, rimane il suo ricordo nel mondo e soprattutto qui a Rimini, la sua città natale.

E concludo questo nostro itinerario con una bellissima frase di Fellini: “Non c'è fine. Non c'è inizio. C'è solo l'infinita passione per la vita”... E aggiungo io “per il viaggio e la scoperta”!

01 Rimini cimitero monumentale tomba Fellini e Masina


 

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