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Con la tenda da tetto verso Capo Nord, cosa abbiamo imparato

capo nord tenda tetto

Capo Nord, o meglio la penisola scandinava è stato il nostro primo viaggio con la tenda da tetto. 

di Monica Liverani - blogger di Idee di tutto un po'


Tutto era nato molti anni prima, quando i miei genitori andati con il camper, mi fecero vedere le diapositive (e dico diapositive, per capire il “periodo storico”) delle isole Lofoten.

Quelle diapositive mi sono rimaste impresse per anni, fino a quando svezzata la cucciola sul fronte del campeggio abbiamo, anzi, io ho ritenuto fattibile percorrere 10.000 chilometri con auto e tenda.

L’unico problema era che i giorni non erano tantissimi, ma mi sarei accontentata se i nostri amici non ci avessero offerto in prestito la loro tenda da tetto, sostenendo che per noi sarebbe stato impossibile fare il giro che avevamo previsto in 22 giorni dovendo anche mettere in conto tempi di montaggio e smontaggio della tenda.

Il nostro prima viaggio con la tenda da tetto: che emozione!

capo nord tenda tetto 1

Ma avevamo ancora tutto da imparare sulla gestione di questo nuovo spazio di viaggio e di sosta, che abbiamo accolto, nell'organizzazione del nostro viaggio come fosse una normale tenda da terra.

Così la nostra organizzazione di carico è rimasta la stessa che avevamo anche con la tenda classica.

Il viaggio nella penisola Scandinava anche se fatto in estate non da garanzie di bel tempo e di temperature estive, ma questo è un problema che potevamo avere anche con una tenda classica.

Tra l’altro in quel periodo eravamo dotati di sacchi a pelo “quasi antichi” militari, di lana, fantastici, che per quanto riguarda le temperature non ci hanno mai tradito.

La prima differenza l’abbiamo notata nel carico dell’auto: questi famigerati sacchi a pelo, occupavano davvero tanto posto.

Aggiungendo la tenda, i materassini gonfiabili e i cuscini a cui non siamo mai riusciti ad rinunciare, nonostante l’auto fosse piuttosto spaziosa, il posto interno si riduceva di molto.

La prima cosa che abbiamo imparato è stata proprio nel carico dell’auto e abbiamo visto che ci era concesso molto più spazio di prima. Avere più spazio voleva dire non dover viaggiare con l’auto stipata all’inverosimile senza nemmeno la possibilità di utilizzare lo specchietto retrovisore completamente oscurato dal carico.
Ti è mai capitato di avere l’auto così piena da non poter vedere dietro?

Avere il letto fatto sopra la testa, consente di non avere cuscini e sacchi a pelo in auto e di lasciare a casa i materassini. Quindi di viaggiare come “normali” automobilisti.

Alla prima tappa, dopo circa 1400 chilometri, non ci è nemmeno balenato nella mente che potevamo fermarci in un parcheggio di un motel sull’autostrada tedesca e alzare la tenda.

No, da novellini, abbiamo avuto timore e abbiamo affittato una stanza in motel.

Questa però è stata solo la prima di una serie di “miti” e di pregiudizi che alla fine dei 22 giorni abbiamo sfatato a noi stessi.

Quello che abbiamo imparato in quel primo viaggio sono comunque le domande che ancora adesso mi sento rivolgere da chi non ha mai provato l’esperienza e che abbiamo imparato nella nostra prima esperienza, anche perché l’Europa del Nord è decisamente una buona destinazione che ti consente di prendere confidenza e sicurezza con il “modus viaggiandi” della tenda da tetto.

Viaggiare in Nord Europa è un po’ come imparare a fare campeggio. Quello bello, quello fatto bene. I Paesi Nord Europei e la gente del Nord Europa concepiscono il campeggio in un modo assolutamente diverso da noi.

Campeggiare è la norma e anche uno stile di vita alquanto diffuso, i campeggi sono davvero differenti dai nostri per come sono curati e per i servizi che offrono.

Nel Nord Europa in qualsiasi campeggio ti trovi, avrai la possibilità di utilizzare una cucina più o meno grande per poter cucinare i tuoi pasti. Comodo se non hai il fornello, le pentole e le stoviglie e vuoi viaggiare leggere.

Sì nelle cucine, spesso ci sono anche le stoviglie e le pentole e anche se io preferisco usare le mie in ogni caso, è carino sapere che esiste anche questa possibilità

I campeggi generalmente sono spazi verdi molto molto vasti, dove gli equipaggi non sono stipati a dieci centimetri uno dall'altro, niente animazioni, ma parchi giochi per bambini sì, blocchi servizi particolarmente efficienti ma soprattutto davvero davvero puliti.

La cura del verde, del terreno e degli alberi è in alcuni casi davvero maniacale.

Puoi entrare nei campeggi a qualsiasi ora del giorno e della notte, non come da noi, che nella maggior parte dei casi le sbarre sono chiuse e devi attendere il mattino parcheggiando fuori.
Se tu arrivi quando la reception è chiusa puoi tranquillamente entrare, parcheggiare e poi al mattino successivo si sbrigano tutte le formalità di registrazione.

Questo modo di gestire le vacanze e il campeggio ci ha assicurato una certa tranquillità di viaggio: le nostre tabelle di marcia non dovevano sottostare ad orari di arrivo in tempi utili per poter trovare un posto campeggio.

Questo modo di gestire il campeggio e il campeggiatore ci ha fatto sentire decisamente molto tranquilli tanto che ad un certo punto del nostro viaggio ci è venuto naturale pensare che avremmo potuto anche azzardare il campeggio libero. In fondo abbiamo visto altre persone che si erano fermate per la strada senza problemi e abbiamo respirato una dose di tranquillità così forte che ci ha fatto prendere confidenza anche con questa idea.

La cosa importante che abbiamo imparato nei Paesi Scandinavi, ma che vale sempre ovunque al di là della differenza fra il campeggio, il bivacco e la sosta, è che bisogna avere sempre rispetto della proprietà altrui e delle persone e anche delle regole non scritte, ma di buon senso che spesso siamo portati ad eludere “perché chi vuoi che se ne accorga”

Quindi tanto per essere precisi: in Svezia e Finlandia è tollerato, in Norvegia legale ma la questione fuochi è un tantino diversa. Non è detto che visto che ti puoi fermare devi per forza accendere un fuoco.

capo nord tenda tetto 2

Una cosa interessantissima che abbiamo imparato nel nostro primo viaggio con la tenda da tetto è sulla scaletta.

La Scaletta è lo strumento che ti consente di andare a dormire. Ci sono alcune tende, generalmente quelle senza guscio che hanno la scaletta integrata nella tenda, per il tipo di tenda a guscio che avevamo in prestito e che abbiamo anche ora, si tratta di una scala pieghevole che bisogna riporre da qualche parte.

Ognuno ha le proprie teorie e le proprie abitudini, noi in quel primo viaggio abbiamo imparato che la scaletta non era conveniente inserirla dentro la tenda e poi chiudere i gusci..

Come spazio ci sta, il problema è che con i sobbalzi di strade magari non proprio perfette, i ganci superiori della scaletta sbattono sul controsoffitto isolante rovinandolo. La prima soluzione che abbiamo adottato dopo questa meravigliosa scoperta è stata quella di chiudere la scala in una sacca per evitare il contatto tra la scala e il guscio superiore.

Dopo qualche esperienza in più ora abbiamo ricavato un posto in auto.

L’altra cosa che abbiamo imparato sull’uso della tenda da tetto è sulle condizioni climatiche.

Temperatura: in tenda, anche se le pareti sono di tela, si riesce a creare una sorta di microclima che ti consente di ambientarti dopo un po’ di tempo. Specialmente se ci dormi in tre come facevamo noi, ad un certo punto della notte, riuscivamo ad avere una temperatura meno gelida.

Chiudere la tenda dopo la pioggia: anche se in realtà non è sconsigliato, se è possibile è meglio aspettare che si asciughi un po’. Anche se le case madri dicono che le coperte non si bagnano, in realtà si inumidiscono tanto che in quella nostra prima esperienza abbiamo, a volte, anche messo dei sacchi di plastica tra la tela e le coperte.

Il vento: il vento è terribile, ma è più terribile se hai la tenda montata per terra, Con vento molto forte sembra che ti debba cadere tutto sulla testa e poi volare via. Con la tenda da tetto, anche se sei più alto e quindi più esposto è un attimo mettere in moto e scegliere la migliore posizione a favore di vento.

Un’altra cosa che abbiamo imparato, in quella nostra prima esperienza fredda e umida è che il letto deve essere fatto prima di chiudere i gusci. Non è solo una questione di ordine.
I gusci si chiudono meglio se il letto è sistemato e le coperte tirate, ma c’è un altro motivo: le coperte riparano dal freddo e dall'umido.
In generale questo vale anche quando la tenda è piazzata e ferma per un paio di giorni: se le coperte sono tirate su l’umidità rimane sulle coperte e sotto rimane asciutto. Sai cosa vuol dire entrare nei lenzuoli umidi con temperature basse? La sensazione è quella di entrare in un frigorifero ed è per questa ragione che anche i cuscini e i pigiami li mettiamo sotto le coperte.

Non male come prima esperienza, no? Tanto “non male” che da quel viaggio siamo tornati con la voglia di avere una tenda da tetto solo per noi.

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