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Diario di viaggio in camper: Grecia Peloponneso 2007

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Ecco la vacanza di Gianluca R, amico di Vacanzelandi@, che, in compagnia della famiglia, ci propone un tour in Grecia alla scoperta delle meravigliose spiagge del Peloponneso.

Equipaggio: Gianluca (Romix), la Patty, Matteo (Matte) e Filippo (Filo)

Durata: 14 giorni circa

Percorrenza km: 1630 totali (Parma/Ancona km 315 + km 1000 giro del Peloponneso + 315 km Ancona/Parma)

Traghetto: Anek € 706.50

Un viaggio alla scoperta delle spiagge più belle del Peloponneso, un itinerario dedicato al sole, mare e buon cibo, un paio di settimane da godersi in famiglia.

01 maps peloponnesoProgramma di Viaggio:

Partenza da Parma il 16/08 ore 14:00

Imbarco ad Ancona il 17/08 ore 13:00

Sbarco a Patrasso il 18/08 ore 13:30

18/08 Patrasso/Nafplio - km 180

Appena sbracati a Patrasso (GR) prendiamo subito la strada in direzione di Nafplio e prediamo confidenza con le strade greche.

Già dopo pochi chilometri abbiamo capito che, strano a dirsi, in Italia è decisamente meglio (sia per quanto riguarda la qualità delle strade sia per quanto riguarda lo stile di guida).

Arriviamo a Nafplio nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per parcheggiare il camper a ridosso del porticciolo prima che arrivassero tutti quelli che avevano programmato di arrivarci in serata.

Prima di cena prendiamo un piccolo battello ed andiamo a visitare il Kastro.

Dopo cena facciamo un giro a piedi per il paese; è una bella scoperta! Il centro è pieno di gente a passeggio e le vie sono belle e caratteristiche.

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Nafplio

 

19/08 Nafplio/Monemvasia - km 195

Questa mattina, prima di partire per Monemvasia, ci concediamo il primo bagno nel mare greco.

Scavalchiamo il paese salendo per la salita che porta alla fortezza che domina il paese di Nafplio accedendo così ad una bella spiaggetta di ghiaia che ci offre un mare di incredibile bellezza; caldo e cristallino.

Pranziamo e partiamo per Monemvasia sapendo che, anche se i chilometri non sono molti, ci vorrà più tempo del previsto (in Grecia ogni considerazione fra strada da percorrere e tempo a disposizione và debitamente ponderata in quanto ci vuole quasi sempre il doppio del tempo previsto).

Arriviamo a Monemvasia giusto per ora di cena.

Parcheggiamo il camper oltre il paese, oltrepassato il braccio di mare che divide il continente dall'isola, dove già altri camper sono fermi per la notte (sebbene sia ben visibile un cartello di divieto di campeggio, è bene considerare che in Grecia, in linea di massima, il divieto di campeggio non sia così tassativo così come vien da pensare...il campeggio è diverso dalla sosta con camper....quindi basta non "campeggiare" e nessuno ti dirà nulla).

Ceniamo e poi facciamo un giro per il paese concedendoci un gelato sul lungo mare costellato di ristoranti (deicsamente "per turisti") stracolmi di persone.

Andiamo a letto dopo avers messo a letto i bimbi ed aver ammirato un cielo stellato particolarmente bello (favorito anche dal fatto che in Grecia le luci della notte sono molto soffuse rispetto a quelle dell'Italia).

Questa mattina prendiamo il pullmino che, fermandosi proprio davanti al parcheggio, ci porta direttamente su alla città vecchia.

E' particolarmente carina, tutta ristrutturata con gusto (la parte più estrema deve essere ancora ultimata), senza la pretesa di essere una meta di largo consumo.

Tanti piccoli borghi ed angoli caratteristici colorati da fiori e piante rampicanti che danno una certa sensazione di "fresco" sebbene il caldo sia decisamente pressante.

A malincuore rinunicamo alla salita sulla cima dell'isola, dove imperano le rovine dell'antica fortezza, in quanto c'è troppo caldo ed i nostri bimbi (e non solo) non potrebbero sopportare una simile faticaccia.

Rientriamo per il pranzo ed al pomeriggio mentre il resto della famiglia si concede un pisolino, mi infilo pinne e maschera per dedicarmi un pò allo snorkeling.

Perlustrando il fondale di sinistra (guardando l'isola) mi imbatto in una cosa tanto interessante quanto inquietante........il fondale in un certo punto, è disseminato di bombe di cannone.

Al pomeriggio facciamo un'altro giretto per paese, ceniamo e ci guardiamo un film in TV (tanto per non perdere le nostre sane abitudini).

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Monemvasia

 

21/08 Monemvasia/Vinglafia - km 60

Partiamo di buon'ora, appena dopo aver fatto colazione ed esserci preparati (ci vuole poco: costume, t-shirt, scarpette)

La strada offre uno scenario diverso dal solito, valichiamo delle montagne ricoperte di abeti; si potrebbe quasi scambiare questa zona con il nostro Trentino.

Arriviamo fino a 1300 metri di altidudine per poi cominciare a scendere nuovamente verso il mare.

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Vinglafia

Arriviamo a Vinglafia in tre ore circa; troviamo subito una sorta di agriturismo che si chiama "Da Andreas" che altro non è che un terreno privato adiacente ad una casa dove si può sostare con il camper, caricare e scaricare le acque (nere e grigie) e fare la doccia (rigorosamente non riscaldata) al modico prezzo di una cena (nel senso che basta andare a cena dal loro, in 4 abbiamo speso € 35,00, ed il "campeggio" è già incluso).

Giusto il tempo di sistemare il camper, aprire la veranda, le sedie ed il tavolo ed inforchiamo subito le nostre biciclette per andare in spiaggia.

UNA MERAVIGLIA!

Una lunga distesa di sabbia con un mare "maldiviano", acqua di una trasparenza che lascia senza parole, calma e calda come un brodino...

Facendo tutto il giro della spiaggia (guardando l'immagine dal satellite è quel triangolo bianco rivolto verso il basso) mi sono imbattuto in una vera è propria tribù di camperisti parcheggiati a 5 metri dal mare; mi infilo pinne e maschera e vado ad osservare i resti di un antico insediamento ora ricoperto dal mare.

Rientramo al camper per un pranzo veloce e poi via ancora in spiagga; una goduria simile bisogna gustarsela in tutto e per tutto.

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Vinglafia

Arriva così sera, rientriamo al camper, una doccia veloce e poi a cena nella loro trattoria; il mangiare è onesamente buono (nel senso che non è la miglior "beccata" di pesce della mia vita ma che senz'altro vale più di quei 10 € a cranio che ci è costata, campeggio compreso per l'appunto).

Andiamo a letto un pochino cotti dal sole (oggi in effetti è stata la nostra prima giornata di tutto-mare).

Arriva la mattina e decidiamo di lasciare il campeggio dove siamo per andare ad aggregarci alla tribù dei camperisti che ho visto il giorno prima; ma trattandosi poi di dover attraversare uno stagno semi-prosciugato decidamo di destistere visto che non ne vale la pena di rischiare di impantanarsi con un mezzo che è troppo lungo e pesante (7,50 mt per 40 qli di peso) per tentare una cosa del genere (i camper visti dall'altra parte erano o più piccoli, alcuni addirittura dei furgoni semplicemente attrezzati, o dei camper montati su truck da deserto).

Decidiamo così d fermarci per il giorno e la notte sulla sabbia proprio all'inizio dello stagno, a 100 metri dal mare. Ci buttiamo subito in ammollo fino ad ora di pranzo, rientriamo al camper per un pranzetto veloce, e poi via, ancora in acqua fino a sera.

Verso ora di cena arrivano altri camper; alcuni decidono per l'attraversata dello stagno ed altri desistono: dopo avere visto cosa si dovevano inventare per attraversare lo stagno mi sono convinto che la scelta di desistere dell'attraversamento non è stata poi una stupidaggine.

Passiamo la notte qua, fra sabbia e "steppa"; i bimbi sono a letto, io e Patrizia ci godiamo all'aperto il fresco della notte nel silenzio...

23/08 Vinglafia/Elafonissos - traghetto

Questa mattina, dopo aver fatto il carico d'acqua da Andreas (al modico prezzo di € 2,00) ci imbarchiamo per l'isola di Elafonissos.

Il traghetto che fà la spola fra Vinglafia ed Elafonissos è decisamente piccolo ma sono due i mezzi che si danno il cambio ed il trasferimento dura circa mezz'ora.

Sbarcati ad Elafonissos ci concediamo due passi a piedi per il paese, giusto il tempo di comperare un po' d'acqua, di viveri ed un caffè (a proposito di caffè: attenzione perchè è caro! Circa € 2,50 ed allo stesso prezzo si può prendere un cappuccino, un caffè shakerato od un "ice coffee", che è praticamente un frappè di caffè senza il latte).

Partiamo nuovamente e dopo pochi chilometri arriviamo alla spiaggia di Panaria.

La sosta per il camper è permessa solo all'interno del parcheggio a pagamento della spiaggia (senza servizi) oppure nel campeggio poco più distante.

Optiamo chiaramente per il parcheggio...(siamo o non siamo camperisti?)

Ci dirigiamo immediatamente alla spiaggia.

Un volta arrivati ci portiamo verso la punta più lontana (che è quella più bella e meno "ingolfata" di persone); il posto è talemnte bello da lasciare senza parole; la sabbia e la limpidezza del mare sono da cartolina; ed il fatto che il piccolo istmo di terra crea due spiagge con due mari lo rende un posto veramente unico.

Restiamo in spiaggia fino al tramonto; il tramonto è veramente eccezionale, la spiaggia si è completamente svuotata ed ha assunto un fascino decisamente selvaggio...

Ritorniamo al camper per la cena e nel frattempo si alza il vento.

Nel corso della serata il vento si è trasmormato in una vera tempesta di sabbia e così, non potendo alzare la parabola, ci guardiamo un DVD dentro la nostra "casetta".

Nel corso della notte quella che era diventata un tempesta di sabbia si trasforma in qualcosa di peggio, diventa impossibile riuscire a dormire dai colpi che prende il camper (ci sono dei momenti se sembra sollevarsi su un fianco); decido così di spostarlo mettendeolo perpendicolare alla direzione del vento e sembra che vada un po' meglio (tant'è vero che poi l'indomani mattina tutti i camper avevano cambiato posizione).

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Elafonissos

 

24/08 Elafonissos/Karavostassi - km 60

Alla mattina il risveglio non è dei più felici...l'interno del camper ha cambiato colore!!!

E' tutto completamente rivestito di una sottile patina di polvere rossa; mobili, vetri, tavoli, letti, bagno, cabina di guida...tutto rosso.

Il vento continua a soffiare fortissimo e quindi non potendo andare certamente in spiaggia decidiamo di ripartire (non prima di avere dato una pulita in giro); peccato perchè il mare ed il posto erano tanto belli che avevamo programmato di passarci tutto il giorno ed andare via domani.

Ci imbarchiamo nuovamente ed una volta sbarcati a Vinglafia ci rifermiamo da Andreas per un nuovo carico di acqua e scarico delle acque nere.

Partiamo così per Karavostassi.

Arrivati a Karavostassi ci fermiano in una sorta di parcheggio che c'è proprio a ridosso della piazza principale.

Potremmo metterci proprio a ridosso del mare (dove già ci sono altri 3 camper) ma c'è anche un bel cartello di divieto di parcheggio ed andare là sembrerebbe proprio loanciare un guanto di sfida...

La prima impressione non è delle migliori...la prima imprssione viene poi confermata nel seguito della giornata.

Questa cittadina doveva essere un posto rinomato alcuni anni addietro, ma adesso è evidentemente nel bel mezzo di una e vera e propria crisi turistica e sono evidenti i segni di locali ormai chiusi ed abbandonati (ristoranti e discoteche); quei pochi che sono ancora aperti sono alla stremo delle proprie possibilità ed alla sera la piazza si anima di una piccola folla di gente che sembra essere stata lanciata li come con un tiro di dadi!

In questi giorni si sono fatte preoccupanti le notizie sugli incendi che stanno devastanto il Peloponneso ed all'orizzonte, nel buio della notte, si vede una specie di aurora arancione sovrastare le montagne alle spalle del mare...ed è proprio da quella parte che dovremmo andare domani...

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Karavostassi

 

25/08 Karavostassi/Porto Kagio - km 124

Oggi ci rimettiamo in marcia poco dopo pranzo, verso le 12:00, la strada da fare non è tanta ma avendo preso confidenza con le strade greche sò già che per questa tappa ci vorrà quasi tutto il pomeriggio (senza considerare l'incognita degli incendi).

La strada, specialmente negli ultimi 50 chilometri, è un vero e proprio delirio!

Una specie di serpente che si insinua lungo la costa frastagliata e che più avanzi più si stringe; in alcuni punti entra in paesini che sono un misto fra la tristezza di una vita che non c'è ed il fascino di una cultura che segue ritmi diversi dai nostri.

In alcuni passaggi stretti e sinuosi ti chiedi se fra le case ci uscirai da solo o solamente dopo che i pompieri ti avranno tagliato via la mansarda del camper che è rimasta incastrata fra i balconi delle case...

Ad un certo punto si lascia il livello del mare e ci si comincia ad inerpicare su per una strada che è poco più che una carraia ricoperta con un velo di asfalto, stretta (anche troppo in alcuni punti) senza che neanche l'ombra di una guard-rail...

Io pesto sull'accelleratore al fine di togliermi dall'impiccio nel minor tempo possibile (prima ce ne esco e meno possibilità ho di incorciare qualcuno, è un puro calcolo statistico...) anche perchè se dovessi incrociare qualcuno non avrei idea di come fare per poterci incorciare senza che uno dei due (quello rivolto verso la costa) non scenda giù verso il mare per "la direttissima"!

Più pesto sull'accelleratore e più questa strada invece che finire sembra allungarsi...non finisce mai!

Ad un certo punto si arriva alla cima di questo crinale e per un pò di chilometri si viaggia in quota; ormai è una passeggiata...Poi cominciamo a scendere nuovamente verso il mare e dopo una mezz'oretta circa arriviamo finalmente a Porto Kagio.

Ormai il sole è tramontato e posso dire che questi sono stati i 124 km più lunghi della mia vita.

Ci fermiamo per la notte nel parcheggino di una delle tre trattorie che ci sono sulla spiaggia ed andiamo subito a cena. Il posto è veramente un incanto.....sempra un piccolo presepe sul mare acceso con tante lucine rosse, gialle e verdi. Chiaramente l'oste ha capito di avere a che fare con turisti e forse ha anche intuito come farci spendere il quadruplo del normale...Ci fà vedere un meraviglioso esemplare di "black cernia"; noi abbocchiamo alla sera così come il pesce aveva fatto alla mattina con il pescatore...

La cena è veramente squisita, ma il conto che ci presenta mi spinge ad una considerazione spontanea: esiste l'uomo lupo...essite l'uomo elefante...esiste anche l'uomo pesce (IO); riuscire a spendere € 95,00 in Grecia in un posto che si chiama Porto Kagio è una impresa da Guinness!

Per digerire la cenetta faccio due passi sul molo per fare alcune foto in notturna e poi mi schianto nel letto.

Anche oggi ce ne staremo qua tutto il giorno, oggi non abbiamo proprio voglia di fare della strada. Questo paesino è proprio quello che cercavo in quest'angolo di Grecia! Quattro case in croce, due taverne e niente più!

I bimbi giocano tutto il giorno nell'acqua (peccato solo che la spiaggetta sia di ghiaia fine); la mamma si rilassa sulla sdraio ed il papà gioca a fare il piccolo sommozzatore.

Il fondale (quello di destra) è meraviglioso; ricco di pesci e ricci; riesco anche a stupire la mia piccola prole con due bellissime stelle marine ed una seppia catturata con le mani.

Arriva ora di cena e, visto che perseverare è più stupido che diabolico, ritorniamo nella stessa osteria della sera prima! I bimbi hanno già cenato sul camper...e noi non ci facciamo fregare e ci mangiamo una bella insalata greca con una bella frittura di scampi e gamberi. Ce la caviamo così con € 30!

Andiamo a letto presto (anche perchè non c'è assolutamente nulla da fare...).

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Porto Kagio

 

27/08 Porto Kagio/Pilos - km 160

Partiamo di buon'ora per Pilos; la strada da fare anche oggi è tanta ed abbiamo l'incognita di che strada fare per evitare la zona degli incendi.

Salutiamo così Porto Kagio e francamente sono un pochino geloso di lasciarci nel parcheggio un camper...vorrei che questo posto fosse tutto mio...

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Pilos

La strada fino ad Arepolis è decisamente facile.

Arrivati ad Areopolis prendiamo contatto per la prima volta con la questione degli incendi; è bruciato tutto! Fin i giardini delle case non esistono più; sono risuciti a salvare giusto gli edifici......questa penso la si possa proprio chiamare "la forza della disperazione".

Ad Areopolis ci troviamo ad un bivio: andare verso Sparta dove la strada è grande e battuta dal traffico (ma Sparta brucia) o stare sulla costa su una strada secondaria della quale non abbiamo informazioni? Chiaramente faccio la cosa più logica: vado alla stazione dei pompieri di Areopolis a chiedere consiglio!!!

Mi dicono di fare tranquillamente quella della costa in quanto non ci sono problemi di fuoco, mentre mi dicono che da Sparta non si passa proprio. Ripartiamo così nuovamente alla volta di Pylos; la strada suggeritaci è abbastanza stretta ma è anche molto bella dal punto di vista panoramico!

Arriviamo a Pylos quando è già scesa la sera; ci fermiamo per la notte sul molo del porto (adibito a parcheggio).

Ceniamo e poi facciamo un giretto nella piazza della gità giusto per concederci un pò di relax visto che oggi abbiamo viaggiato tutto il giorno.

Passata la notte partiamo in bici per visitare la città ma ci mettiamo poco a scoprire che non offre niente di interessante; andiamo fare un visita alla fortezzza che domina il golfo e poi cerco di capire se c'è modo da andare a visitare i "faraglioni" ma non riesco a ssolutamente se ci sono escursioni organizzate...

Abbastanza delusi da Pylos decidiamo di andarcene da un'altra parte...

Ci spostiamo "random" andando verso sud (visto che a nord ci andremo domani) ma non troviamo nulla di interessante; oggi è stata una giornata decisamente poco interessante.

Ci fermiamo per la notte a Methoni.

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Pilos

 

28/08 Methoni/Voidokilia - km 25

Ci muoviamo di buon'ora alla ricerca della spiaggia di Voidokilia; sono particolarmente ansioso di arrivarci, voglio vedere se esiste veramente questa meraviglia o se è solo un fotomontaggio!

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Voidokilia

Facciamo abbastanza fatica a trovare la strada giusta; frecce che ti mandano dritto, a sinistra a destra, dritto a sinistra ancora a destra finchè non ti accorgi che stai facendo il giro tondo senza vedere il mare!

Avevo quasi la certezza che la spiaggia delle foto fosse un mito e niente più! Fin quando la Patty non partorisce una idea brillante: perchè non ci fermiamo a chiedere dov'è la spiaggia di queste foto? In 3 minuti siamo arrivati dove da un'ora cercavamo di arrivarci invano...

Il mito non è leggenda...è realtà!

Abbiamo lasciato il camper in una specie di oasi dietro a delle dune che nascondo questa meraviglia...

Piantiamo il nostro ombrellone (un po' come Cristoforo Colombo quando sbarcò a San Salvador) e ci spiaggiamo per le prossime 48 ore! Solo mare, sabbia, e mangiare quando il fisico richiede di essere nutrito! Bello, veramente bello, direi incantevole!

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Voidokilia

 

30/08 Voidokilia/Olimpia - km 90

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Olimpia

Quando siamo partiti da Elafonissos a causa del vento abbiamo accumulato un giorno di anticipo sulle tappe programmate; decidamo così di andare ad Olimpia, è poco distante da Voidokilia e visto che abbiamo un giorno di "bonus" tanto vale sfruttarlo per andare a visiatre la mitica città (o quel che ne è rimasto dopo gli incendi) dove naquero le Olimpiadi.

E' abbastanza impressionante arrivare ad Olimpia e vedere che tutt'attorno, notare che la città è adagiata in una "catino" circondato da dolci montagne, tutto è bruciato!

I boschi che la circondavano ora sembrano una foresta pietrificata; ad intervalli regolari passano gruppi di Canadair tedeschi (sembrano piccole formazioni di bombardieri) che vanno e vengono dal mare con loro carico d'acqua da sganciare chissà dove.

Visitiamo dapprima il museo e dopo le rovine della città; il caldo è decisamente soffocante ma mi emoziona molto essere in questo posto di cui ne ho sentito parlare così tanto sui libri ed in tv.

Passiamo la notte in una piccola località vicino Pirgos.

01/09 Pirgos/Patrasso - km 150

Questa mattina partiamo per Patrasso, ormai è arrivato il momento di tornare a casa!

Ci fermiamo a mangiare vicino al porto; subito dopo pranzo ci prepariamo all'imbarco e salpiamo verso l'Italia.

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Reimbarco a Patrasso il 01/09 ore 17:00

Sbarco ad Ancona il 02/09 ore 12:30

Arrivo a Parma il 02/09 ore 20:00

Suggerimenti per chi volesse fare lo stesso viaggio:

1 - non considerate i km della Grecia come i km dell'Italia; per percorrere la stessa distanza ci vuole il doppio del tempo

2 - quando studiate una cartina le classificazioni delle strade sono decisamente "indicative" ed una strada che potrebbe sembrare una statale potrebbe essere una strada secondaria e viceversa

3 - se possibile eviatate i piccoli centri abitati; è facile entrarci ma è più difficile uscirci

4 - i cartelli di divieto di campeggio non indicano che non ci si può fermare con il camper ma vietano il campeggio nel senso ampio del termine

5 - i distributori di benzina, nella maggior parte dei casi, non hanno il self-service; evitate quindi di dire "faccio gasolio più tardi" perchè magari all'ultima possibilità trovate la stazione chiusa senza più alternative

6 - è abbastanza facile caricare acqua, in ogni cittadina si trova sempre una fontanella o una chiesa con un rubinetto accessibile (basta avere con sè il set di adattatori per l'aggancio rapido).

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