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Riflessione andamento mercato camper e caravan 

statistiche camper caravan

A tre anni di distanza, com’è evoluto il mercato europeo dei veicoli ricreazionali?

di Cesare Tomasini

Ogni tanto rileggo i vecchi “tendalini” (conosci la mia rubrica? Qui il link con tutti gli articoli pubblicati → Il tendalino di Cesare): è sempre interessante vedere come evolve una rubrica di questo tipo, partita un po’ per gioco e un po’ con idee forse anche troppo seriose; nel terzo “tendalino” mi presi la briga di cercare e commentare i dati riguardanti il mercato dei veicoli ricreazionali nuovi, attingendo al sito dell’European Caravan Federation (www.e-c-f.com) l'articolo era "Qualche ragionamento sul mercato europeo dei veicoli ricreazionali".

All’epoca analizzai il 2016 perché era l’ultimo anno di cui fosse disponibile un set completo di dati. Secondo voi ho resistito a dare un’occhiata e a ripetere l’analisi confrontandola con quella di allora? Sul sito ho preso l’ultima annata completa disponibile, il 2019, e quindi vediamo un confronto a esattamente 3 anni di distanza, ‘19 su ‘16 e senza la perturbazione portata dalla pandemia di Covid 19.

tabella 1

Precisazione: come Motorcaravan qui si intendono tutti i tipi di motorizzato.

Dal confronto con il 2016 vediamo un settore in grandissima crescita: se si analizzano i dati percentuali questo settore merceologico consegue risultati impressionanti; se poi si considera che stiamo parlando di una nicchia dell’Automotive, lo stacco rispetto alle percentuali messe a segno dai costruttori di vetture è decisamente impietoso. Ricordo che la foto è stata scattata PRIMA della pandemia, dove si è avuta la sensazione di un ulteriore balzo in avanti, che verificheremo tra un annetto.
È vero che la Svezia è calata mediamente di un 20%, così come qualcosa ha pagato il Regno Unito, però ci sono stati nei quali si sono venduti nel 2019 tre volte i motorizzati che si erano venduti nel 2016!!

Se si confrontano le caravan con i motorizzati si vede poi che questi ultimi sono cresciuti molto di più, ma la cosa francamente non stupisce: sembra che il destino del rimorchio abitabile sia quello di cedere il passo completamente ai motorizzati, per la gioia degli uffici Marketing che stanno dimostrando di riuscire a pilotare perfettamente la gente, nonostante le ottime carte in mano alla caravan.

E in Italia? + 43% di motorizzati e + 5% di caravan, direi che anche da noi il settore cresce nella fascia del nuovo, ampliando ancora il divario tra queste due tipologie di mezzi per il plein air.
Non si può non notare, come facemmo tre anni fa, che gli stati presi in considerazione rimangono principalmente quelli dell’Europa occidentale per cui nulla si sa di nazioni, anche importanti, posti al di là di quella che una volta si chiamava “cortina di ferro”. Sarebbe bene che i membri dell’European Caravan Federation facessero notare ai vertici dell’associazione che il muro di Berlino cadde 31 anni fa!
Ancora poi vediamo che mancano informazioni riguardo a tutto ciò che non sia una caravan o un motorizzato: non mi stancherò mai di dire che carrelli tenda, tende tradizionali e da tetto sono spesso il gradino di accesso al mercato soprattutto per i giovani; poi esisterebbero anche moduli pick-up ed altro!

Prendendo i dati e mettendoli in forma grafica per analizzarli meglio, spicca subito come il ruolo dell’Italia nelle vendite dei motorizzati nuovi, usando una metafora ciclistica, sia quello di prima del gruppo degli inseguitori:


grafico1ok
Precisazione: blu = 2016 ; rosso = 2019

quindi quarta avendo sopravanzato la Svezia, ma tallonata da vicino dalla Spagna, cresciuta tantissimo, e da Svizzera e Belgio, certamente non dei giganti a livello di popolazione. Nel 2016 in Germania si vendettero 8,25 volte i motorizzati che si vendettero da noi, nel 2019 il rapporto è stato di 8,88 quindi il divario aumenta ancora e rimane comunque impressionante.

Per le caravan nuove invece lo scenario è desolante:

grafico2

Precisazione: blu = 2016 ; rosso = 2019

essendo l’Italia praticamente fanalino di coda, giusto prima di Slovenia e Portogallo, essendo stati sopravanzati anche dalla Finlandia (che per la cronaca ha lo stesso numero di abitanti della mia regione, l’Emilia-Romagna).
Come commentammo tre anni fa, la cosa non sorprende più di tanto però personalmente mi intristisce avendo visto che incredibili potenzialità ha questo tipo di mezzi.
Nel 2016 in Germania si vendettero 26 volte le caravan che si vendettero da noi, nel 2019 il rapporto è stato di 34,6; in Gran Bretagna nel 2019 il rapporto è stato di 23,4 volte. Fermatevi un attimo e provare a visualizzare il divario: è impressionante!!

Mettendo in relazione i dati dei motorizzati con quelli delle caravan vediamo come l’avanzata dei camper sia inarrestabile:

grafico3


Precisazione: blu = 2016 ; rosso = 2019

come tre anni fa, solo nel Regno Unito, Paesi Bassi e Danimarca si vendono più caravan che motorizzati, negli altri paesi non c’è storia. È qui che l’Italia afferma il suo primato: se nel 2016 si vendette una caravan ogni 5,7 motorizzati, nel 2019 il rapporto è salito impietosamente a 7,8

Mettendo in relazione il venduto con la popolazione di ciascuno Stato (stime ONU) il risultato è il seguente:

grafico4
Precisazione: blu = 2016 ; rosso = 2019

la Svezia arretra dal secondo posto al quarto, mentre Germania e Svizzera la sopravanzano; l’Italia è stabilmente fanalino di coda dopo la Spagna e sopravanzando solo il Portogallo.

Quindi, se da un lato si conferma che le immatricolazioni dei veicoli ricreazionali nuovi sono molto più frequenti nei paesi ricchi rispetto a quelli poveri o in crisi, dall’altro è anche una questione di orientamento culturale, che da noi non ha sfondato dopo i primi entusiastici risultati degli anni ‘70 dello scorso secolo: possono essere parecchie le cause di questo, dal costo oggettivo dell’acquisto, manutenzione e uso dei mezzi, allo sbilanciamento del mercato verso i più costosi motorizzati a scapito delle caravan, alla difficoltà d’uso in un paese che ha un territorio difficile e vacanze condensate in periodi brevi uguali per tutti, all’immagine “povera” del plein air laddove “l’apparire” sociale è prioritario e chi più ne ha più ne metta.

Fin qui il confronto con la situazione di tre anni fa; visto però che sono disponibili anche le statistiche del circolante stimato nel 2018, mi sono divertito a curiosare anche quest’ambito:

grafico5

Anche qui, guardando ai numeri in assoluto, i “big player” sono sempre Germania, Francia e Regno Unito, con Paesi Bassi , Svezia e Spagna a seguire principalmente grazie all’ampissimo parco caravan. L’Italia è solo settima, con l’anomalia ben conosciuta di una stragrande maggioranza di motorizzati rispetto alle caravan.
Mettendo in relazione il circolante con la popolazione di ciascuno Stato:

grafico6

poco o nulla cambia rispetto a quanto visto per il venduto, per cui non mi sto a ripetere.

Spero che l’argomento vi abbia interessato come ha interessato me: parliamo di aridi numeri, ma servono a capire meglio il mondo che gira intorno alla nostra comune passione!

Personalmente sono molto curioso di vedere questo strano 2020 riflesso nei numeri di vendita, ma sarà necessario attendere qualche mese prima di soddisfare questa curiosità.

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