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A Tu per Tu con i Lettori

04/02/2011: una (dis)avventura per la visita al Vesuvio

Un nostro affezionato lettore, Enzo Notarnicola della provincia di Modena, ci invia copia di una lettera che ha inviato agli Enti preposti per lamentare una sua (dis)avventura avvenuta durante le vacanze di Capodanno a Napoli.  Sono state omessi nomi e date, questo per non colpevolizzare le singole persone ma bensì per denunciare un malessere in Italia di cattiva gestione di siti e luoghi turistici famosi in tutto il mondo che etichettano l'Italia disorganizzata e per nulla accogliente agli occhi dei turisti sia italiani che stranieri.

 

"OGGETTO: visita guidata "mancata" al "gran cono" del Vesuvio.

Gent. XXXX,

sono Enzo Notarnicola, ci siamo parlati telefonicamente nei giorni tra il X ed il XXXXXX scorsi durante la mia permanenza a Pompei come turista interessato tra l’altro a visitare anche il "gran cono" del Vesuvio.

Le scrivo per manifestarLe la mia delusione come turista ed il mio disappunto come italiano circa la gestione delle visite al Vesuvio. Le descrivo i fatti:

prima di partire per il viaggio, consultando la home page del sito dedicato (XXXXXXXX), ho notato un avviso specifico relativo al periodo di mora nell’affidamento dei servizi di biglietteria fino ad almeno il 15 Gennaio che consente l’ingresso gratuito con accompagnamento obbligatorio per le visite al cratere. L’avviso non menziona affatto scioperi o sospensione del servizio relativo alle guide.

La mattina del XXXXXX mi sono quindi recato al locale ufficio turistico di Pompei per avere maggiori chiarimenti al riguardo e per capire se la visita poteva essere realizzata in giornata. L’addetto, molto cortese, per sicurezza ha telefonato direttamente alle guide ricevendo conferma dell’effettuazione delle visite guidate per quel giorno.

Rassicurato dalla risposta positiva dell’addetto, con la mia famiglia ed altri amici abbiamo quindi preso l’autobus dedicato che porta da Pompei fino a quota 1000 mt. dove è situata la biglietteria di ingresso per le visite guidate.

Quasi al termine del percorso, nella stretta strada in salita che porta verso il cratere, l’autista ha dovuto fermarsi per lasciare strada ad un altro autobus pieno di turisti di ritorno che stava scendendo a valle.

A bus fermi, durante "l’incrocio" dei mezzi, consultandosi dal finestrino aperto del posto di guida con il suo collega, ha iniziato quindi ad imprecare con linguaggio a me poco comprensibile, comunicandoci poi in italiano che la visita era annullata in quanto le guide erano in sciopero.

Con sbigottimento generale ed incomprensione più totale soprattutto della maggioranza di turisti stranieri presenti sul bus al completo, arrivati al parcheggio, abbiamo assistito al pessimo show dello "scarica barile" di responsabilità delle guide che cercavano di giustificare la mancanza del servizio con personali e svariate motivazioni…

Siamo allora tornati indietro in bus a Pompei, arrabbiati e delusi per aver pagato inutilmente il trasporto (60 euro in totale) senza però avere avuto accesso alla visita guidata del "gran cono" del Vesuvio. Ho fatto presente l’accaduto all’addetto dell’ufficio turistico di Pompei che non ha saputo dirmi altro che: "guardi non so cosa farci, non è colpa mia è colpa di…ecc..ecc".

A quel punto, sentendomi non poco preso "in giro" ho voluto contattare l’ufficio XXXXXXX per fare presente l’accaduto ed avere maggiori chiarimenti.

Ecco quindi che riuscendo a parlare direttamente con Lei, con la Sua personale cortesia ed interesse e con la rassicurazione che i problemi con le guide erano stati risolti, ho avuto una seconda possibilità per la visita al Vesuvio. Ho seguito infatti i Suoi consigli contattando direttamente la mattina del giorno XXXXXXX (bellissima giornata di sole fra l’altro..) ilXXXXXXXXXXXX  al numero di cellulare che cortesemente Lei mi aveva fornito.

Niente da fare, dopo diverse telefonate il cellulare risultava sempre irraggiungibile;mi recavo allora di nuovo all’ufficio informazioni di Pompei dove un altro cortese addetto riprovava a sua volta a telefonare senza successo al capo-guida. Nel frattempo alla fermata adiacente l’ufficio informazioni era arrivato il solito bus per prelevare i turisti per portarli sul Vesuvio: chiediamo allora informazioni all’autista che ci conferma che c’erano ancora problemi di accesso per le visite con le guide. Segue di nuovo uno scambio di: "io non so..non è colpa mia…è sempre la stessa storia…qui sarebbe meglio chiudere..ecc..ecc.." e l’autista poi mi sottolinea che ci sono sempre stati problemi di comunicazione con la base a 1000 mt. (basso campo di ricezione per le comunicazioni telefoniche..).

Scopro anche dalle sue parole che normalmente tutti i giorni è l’autista della prima corsa mattutina del bus che arriva al parcheggio di quota 1000 mt. che poi dà comunicazione agli altri bus che salgono col passaparola se si può accedere o meno alle visite guidate!

In sostanza, tutti i giorni tanti turisti e purtroppo tanti di quelli stranieri prendono il bus o peggio, non avendo informazioni adeguate, a costo molto maggiorato si affidano agli abusivi presenti con i loro furgoni a fianco della fermata ufficiale del bus per la salita al Vesuvio, spendendo soldi senza avere garanzia certa di accessibilità per la visita!

Personalmente mi vergogno come italiano per la pessima figura che ci facciamo quotidianamente verso i turisti stranieri, ma anche mi indigno per lo "scarica barile" di responsabilità con "sceneggiata" allegata a cui ho assistito ogni volta.

Vorrei essere sempre orgoglioso di ciò che l’Italia offre al mondo in termini turistici ed un sito come Pompei ed il Vesuvio non deve essere da meno a tanti altri siti italiani dove vige l’eccellenza organizzativa. Quello a cui ho assistito invece mi ha fatto vergognare!

In ogni attività, specie se di servizio pubblico, i problemi se ci sono devono essere affrontati con orgoglio e determinazione diretta: ognuno, per il proprio ruolo e per le proprie possibilità deve dare il suo contributo anche minimo per arrivare a realizzare l’eccellenza operativa!

Da semplice turista allora con questa lettera ho voluto alzare la voce per porre attenzione al problema di questa indolenza dilagante e qualunquismo che ho trovato durante la mia vacanza a Pompei nei servizi offerti dall’XXXXX..

Soprattutto quando in campo c’è la credibilità di un bene così prezioso quale è il turismo in Italia è necessario poter disporre di persone veramente capaci e pragmatiche!

Ecco alcune semplici idee che si possono implementare da subito:

• Potenziare la rete di comunicazione tra base a quota 1000 mt. ed uffici informazioni turistiche locali.

• Porre un cartello multilingue a fianco di ogni fermata bus che porta alla salita del Vesuvio con le indicazioni di accessibilità giornaliera da aggiornare quotidianamente.

• Rimuovere gli abusivi!

• "Smuovere" l’orgoglio personale di ogni addetto al servizio!

Come da Suo consiglio, siccome ho speso soldi inutilmente con il bus per raggiungere il parcheggio di quota 1000 mt. senza poi poter accedere alla salita del Vesuvio per i motivi di cui sopra, Le indico i miei riferimenti bancari per il rimborso che a questo punto sono a richiederLe:

IBAN: ……….

Grazie dell’attenzione

Distinti saluti

Enzo Notarnicola"

 

Enzo ci comunica che ha già ricevuto il rimborso riguardo i biglietti del bus, ma è un'amara soddisfazione e consolazione che non ripaga di un disagio avuto in loco e soprattutto di un'immagine di disorganizzazione che l'Italia purtroppo mostra quotidianamente ai turisti di tutto il mondo.

Enzo sostiene inoltre che per "rompere"questo pessimo stato di disorganizzazione è necessario un "risveglio" comune del nostro senso civico volto non solo a protestare, ma soprattutto a proporre vie di miglioramento. A suo avviso, la politica del singolo del "lasciar correre" pensando a:"ma chi te lo fa fare di scrivere, di denunciare, ecc..tanto non cambia niente..." , giustifica ancora di più i comportamenti di chi fa il furbo o agisce pensando solo a trarre vantaggi per se stesso.

E prosegue affermando che, se invece della sua singola lettera fossero arrivate anche quelle delle decine e decine di turisti che come lui non hanno avuto il servizio richiesto, tutte con la richiesta di rimborso, (ma anche con suggerimenti migliorativi del servizio), forse chi gestisce il tutto sarebbe costretto a rivedere a breve termine il suo modus operandi cercando alternative di miglioramento all'attuale pessimo status quo.

 

Noi di Vacanzelani@ condividiamo il comportamento ed il pensiero di Enzo e speriamo che questa testimonianza possa essere di utiiltà a chi opera nel turismo e a tanti altri come esempio di un impegno sociale per migliorare la ricettività turistica italiana.

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