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Irlanda in libertà: diario di viaggio on the road tra città, scogliere e paesaggi selvaggi - seconda parte

SEGUE da PRIMA PARTE

3-06-2025 martedì

Ci svegliamo con un timido sole e partiamo veloci e speranzosi per il Connemana National Park. Andiamo al punto di ingresso del parco dove c’è il centro visitatori, e prendiamo le mappe con i sentieri del parco.

Ci sono diversi sentieri che è possibile percorrere, da quelli adatti alle famiglie di poco più di un chilometro che percorrono un itinerario adiacente ad un lago, a quelli un po’ più impegnativi.

Noi decidiamo di affrontare il più impegnativo, il sentiero rosso che porta in cima al monte più alto del parco, il Diamond Hill, di 448 metri. Il tempo per ora regge, ma memori dei cambiamenti repentini irlandesi, siamo attrezzati di tutto punto. Ed infatti durante la salita per 2 volte il sole sparisce e due acquazzoni con forte vento ci investono lungo la strada. Ci mettiamo le mantelline, ma durano meno di 1 minuto e dopo rispunta il sole. È tutto un cambiarsi e spogliarsi.

La salita è impegnativa. Nonostante il percorso sia tutto battuto e agevolato da scaloni in pietra e passerelle, il dislivello in alcuni tratti è impegnativo, e se non siete abituati a questo tipo di escursioni, conviene non farlo (soprattutto se avete bambini al seguito).

Alla fine arriviamo in vetta. Il panorama è veramente notevole e meritava la fatica. Intorno a noi è visibile tutto il parco con ai nostri piedi il vicino lago ed il mare, che creano uno scenario suggestivo.

Connemana National Parkjpg

Connemana National Park2

Ci attardiamo a contemplarlo, e quando riscendiamo al nostro mezzo sono già le 14.30.

Pranziamo, e subito dopo ci dirigiamo verso una meta di cui avevo letto alcuni anni fa e che mi incuriosiva: la Kylemore Abbey.

Sono appena 10 km che ci separano da questo sito, e poco dopo parcheggiamo nel grande parcheggio di questa dimora 53.559517 -9.890963.

Dico subito di aver fatto un errore in quanto non avevo intuito quanto poteva essere grande questo posto, che sicuramente avrebbe richiesto l’arrivo in mattinata, per dedicarvi le maggior ore della giornata. La chiusura alle 18.0 ci costringe invece a farlo abbastanza di corsa. Dopo aver pagato i 15.50 euro dell’ingresso (prezzo per seniors), iniziamo la visita.

Kylemore Abbeyjpg

La Kylemore Abbey sembra uscita da un libro di fiabe. L’edificio fu fatto costruire Mitchell Henry, figlio di un facoltose mercante di cotone. Poi dal 1920 venne abitato dalle suore benedettine che ne fecero la prima abbazia benedettina d’Irlanda. Di tutto questo impianto fanno parte una chiesa neogotica ed un mausoleo dove sono sepolti Mitchell Henry e la moglie.

Dopo aver visitato il palazzo, davvero pregevole, una breve passeggiata di 20 minuti (c’è anche una navetta che fa questo percorso, per chi non viole camminare) partendo dal centro visitatori, porta agli splenditi giardini impreziositi da degli orti che vale davvero la pena di vedere.

 Kylemore Abbey giardini

Sono ormai quasi le 19.00 quando torniamo al parcheggio, praticamente per ultimi. Ci dirigiamo per la notte al bel parcheggio del paesino di Leenane, direttamente con vista sull’inizio del fiordo (53.596674, -9.693973) dove già altri camper si sono accampati per la notte.

4-06-2025 mercoledì

La tappa di oggi sono le Achill Island. Ma non prendiamo la strada diretta. Ci apprestiamo a percorrere all’inizio il breve tratto di costa sulla sponda nord del fiordo di Killary lungo una strada molto panoramica per poi imboccare la R335 che percorre la Doolough Valley. Questa è uno dei percorsi più panoramici d’Irlanda, caratterizzata da un’assenza quasi totale di case, con una desolazione che però offre panorami sublimi, con ripide montagne che scendono verso le limacciose acque del Doo Lough. Questo è anche uno dei luoghi più toccanti del paese. Fu qui infatti che ebbe luogo la Doolough Tragedy avvenuto nel 1849, nel pieno della Grande Carestia, quando centinaia di persone si misero in marcia da Louisburgh alla volta di Delphi Lodge dove speravano di trovare del cibo; ma una volta arrivati non trovarono nulla e si rimisero in marcia per il ritorno. Molti di loro morirono a causa del freddo intenso, la malnutrizione e la debolezza. Questo avvenimento e ricordato da una croce che si trova all’incirca a metà strada.

Doo Lough

Doolough Tragedy

Arriviamo verso l’ora di pranzo a Westport. Qui non siamo riuscito a trovare un parcheggio idoneo ad una sosta, ma poi sono riuscito a fermarmi nella strada principale in prossimità del centro commerciale DECO. Cogliamo l’occasione per fare un po’ di spesa e per una rapida visita del carinissimo centro.

Westport

Proseguiamo, e attraversando il ponte che collega la terraferma alle isole Achill, arriviamo alla Keel Beach, la più famosa spiaggia dell’isola. Qui proprio sul mare c’è un campeggio, ma noi ci sistemiamo nel grande spiazzo ciottoloso a ridosso della spiaggia protetto dal vento da alte dune dove stazione altri numerosi camper e auto 53.97377 -10.07372.

Keel Beach

Il tempo è decente, e visto che abbiamo ancora alcune ore di luce facciamo una passeggiata sulla lunga spiaggia che porta fino alle scogliere. Il panorama è suggestivo, e ci prendiamo molto tempo ad ammirarlo e scattare foto. Alla fine soddisfatti, rientriamo in camper per un meritato riposo.

5-06-2025 giovedì

Partiamo appena pronti e proseguiamo lungo la strada costiera che ci porta alla più remota delle spiagge dell’isola: Keem Bay. La strada per arrivarvi si inerpica in una ripida salita che percorre il fianco della montagna a picco sul mare. E’ difficile prestare la dovuta attenzione alla strada con questo panorama. Alla fine arriviamo al parcheggio dedicato anche per i nostri mezzi 53.96966 -10.19394.

Questo non è direttamente sulla spiaggia, perché c’è un divieto di accesso camper specifico oltre il punto dove abbiamo sostato; si trova a circa 800 metri, ma in alto rispetto al mare, quindi calcolate che c’è una buona discesa, e salita dopo, da fare a piedi.

Comunque lo spettacolo è di nuovo notevole. C’è diversa gente con i piedi nudi che passeggia sull’acqua, e il vento, per una volta, pressochè assente unito ad un timido sole, rendano la giornata piacevolissima.

Keem Bay

Rimaniamo fino ad oltre l’ora di pranzo, e complice sempre il bel tempo, invece di mangiare in camper, ci concediamo un hot dog con patatine al chiosco sulla spiaggia consumandolo sui tavoli presenti a bordo riva.

Con poca voglia alla fine decidiamo di ripartire. Ripercorriamo la ripida salita e discesa che riporta a Keel Beach, e prima di abbandonare l’isola andiamo a fare lo scarico wc e carico acqua (5 euro) all’area di sosta attrezzata di Achill Sound (53.92855 -9.93144).

La tappa successiva è un mio errore di programmazione. Siamo andati al Wild Nephin National Park, che si trova su una delle più grandi torbiere d’Europa (54.025210 -9.826561 poi seguire le indicazioni). Avevo erroneamente creduto che sia i percorsi naturalisti, che l’esibizione al centro visitatori, fosse basato sul processo di creazione della torbiera. Invece, anche se il parco ospita una grande torbiera, non è per questa che si viene qui, ma per la grande varietà di specie animali, tra cui lontre e lepri di montagna. Se avete bambini può essere interessante, altrimenti potete tranquillamente saltare.

Per rifarci decidiamo di percorrere qualche chilometro extra itinerario per andare a dormire in un posto davvero unico: Doohome head (4.071671, -9.961695). È un bel parcheggio a pochi metri dal mare, con tavoli e barbecue. Dai finestrini del camper si vede la bella spiaggia che dopo cena, con il calare del vento, percorriamo in uno scenario di serenità.

Doohome head

6-06-2025 venerdì

Quasi increduli ci alziamo con una giornata stupenda a tutto sole stile Italia. Prima che il tempo ci ripensi e cambi, partiamo subito per un sito che vale la pena essere visto con il bel tempo: Downpatrick Head, nella Contea di Mayo, una maestosa e scenografica scogliera. Arriviamo al parcheggio di Downpatrick Head situato a circa 500 metri dal promontorio (54.3226, -9.34556) fruibili anche per la notte anche se la zona è molto esposta al vento. Camminiamo fino ad arrivare al suo punto più scenografico, il faraglione di Dún Briste (in gaelico il "forte rotto"), un costone di roccia isolato dalla terraferma e circondato dal mare che sembra tagliato con un coltello e messo lì come se fosse una nave. 

faraglione di Dun Briste

Si ritiene che questo gigantesco pezzo di roccia si sia separato dalla scogliera nel 1393 a causa della forza del mare che con la sua violenza lo avrebbe staccato dalla parete. La storia narra che su questo scoglio rimanessero alcune persone, che furono salvate poi nei giorni successivi. È tutto molto bello e scenografico. Facciamo una breve passeggiata sulla scogliera per ammirare il panorama da tutte le posizioni, non tralasciando di fotografare le numerose colonia di uccelli vari e gabbiani che nidificano sulle rocce a picco sul mare.

Pranziamo in camper, con splendida vista sul mare, e dopo ci dirigiamo alla cittadina di Ballina, per rifornire un po’ la dispensa. Ci fermiamo al parcheggio pubblico 54.116642 -9.152525 (1 euro 2 ore), proprio vicino al centro commerciale.

Facciamo una passeggiata per le vie del paese, niente di particolare, e dopo partiamo per andare a fermarci al Enniscrone Pier, il molo di questa cittadina che vanta la più bella spiaggia della penisola.

Ci attardiamo a passeggiare sulla spiaggia, veramente bella, fino a quando le prime nuvole della giornata ci ricordano che per oggi abbiamo già avuto abbastanza.

Enniscrone Pier

Riprendiamo il nostro cammino, e per la notte andiamo a stabilirci sul bel parcheggio direttamente sulla spiaggia di Dunmoran Beach (54.26256 -8.72444), posto stupendo, senza servizi naturalmente ma con vista davvero notevole. E per chi vuole, qui c’è anche una sauna.

7-06-2025 sabato 

Pioggia durante tutta la notte. Quando ci alziamo però il cielo e grigio ma sembra tendere al miglioramento. Oggi dobbiamo fare circa 150 chilometri per andare a vedere l’attrazione principale della contea di Donegal: le Slieve League.

Partiamo, ma come al solito non prendiamo la strada diretta, ma decidiamo di percorrere il perimetro del promontorio del Mullaghmore Head. È un fantastico percorso che segue tutta la costa, con molti punti panoramici dove fermarsi, e dove ognuno di essi offre spunti diversi per una foto. Il clou si raggiunge al 54.47002 -8.4641,

Alla fine arriviamo per l’ora di pranzo alle Slieve League, le scogliere a picco sull’oceano più alte d’Europa (600 m sul livello del mare) fermandoci al centro visitatori, dove parcheggiamo il camper nel parcheggio gratuito (54.63473, -8.64529). Una volta arrivati pranziamo, e dopo prendiamo la navetta che per 8 euro a testa ci porta direttamente al punto panoramico sulle scogliere.

C’è anche un altro parcheggio più avanti di qualche chilometro dopo il Visitor Centre, ma molto piccolo quindi non facile trovarvi posto, anch’esso a pagamento, e da lì in poi l’accesso veicolare è consentito solo alle navette o ai BUS autorizzati. In alternativa si può arrivare a piedi al punto panoramico ma la strada è molto in pendenza e può risultare molto faticosa. La scelta della navetta è sicuramente la migliore, anche perché permette di arrivare freschi alla meta in modo da poter poi affrontare il percorso a piedi che dalla fermata del bus, porta a diversi punti panoramici imperdibili.

Posso dire che questo è stato il posto più bello visto fine ad ora. Dovrei usare dei superlativi per esprimere tutta la bellezza che si apre davanti a noi. Il tempo poi ci ha regalato un sole, seppur un po’ velato da alcune nuvole dispettose, che ha reso il tutto ancora più superbo se possibile.

Slieve League

Il percorso a piedi non è così difficile come si può credere; è decisamente fattibile, certo con un po’ d’impegno ma senza troppa eccessiva fatica. Si può decidere di affrontare solo il primo tratto meno impegnativo, o proseguire per i successivi, a seconda del tempo e della voglia, ma qualunque sia la scelta quello che vedremo sotto di noi è certamente qualcosa che non scorderemo.

Slieve League2

Slieve League3

Ritorniamo al camper estremamente soddisfatti, e dopo un buon caffè ed una tisana ci spostiamo ancora verso nord.

Percorriamo la strada che porta al Glengesh Pass, e andiamo a fermarci a Dungloe, al Turing caravan park (54.95018, -8.35798), approfittando della lavatrice e asciugatrice del campeggio per lavare lenzuola e altro.

8-06-2025 domenica

Dopo un’altra nottata di pioggia battente, ci sveliamo con questa che non ha ancora diminuito di intensità. Ce la prendiamo quindi comoda, e quando il tempo inizia a cambiare in meglio, dopo aver effettuato le operazioni di carico e scarico, partiamo con un buon ritardo sempre in direzione nord.

Arriviamo dopo pranzo nel bel parcheggio allestito per la visita del Great Pollet Arch alle coordinate 55.25490, -7.63093. Questo è l’Arco più grande che si trova in Irlanda, creato dalla forza del vento e del mare. Lo si raggiunge con una bella passeggiata verso il mare tramite un sentiero che parte dal parcheggio e dopo circa 1 km arriva sulla spiaggia proprio di fronte all’Arco.

Naturalmente non è all’altezza delle scogliere che abbiamo visto fino ad ora, ma in un contesto come quello che abbiamo trovato noi, con un mare piacevolmente calmo, ed un vento per una volta assente, è sicuramente un posto che vale la pena di vedere e contemplare.

Great Pollet Arch

Ripreso il camper torniamo indietro di una trentina di chilometri per l’ultima visita della giornata: il Doe Castle. Parcheggiamo proprio davanti a questo castello 55.134540 -7.865494. (È una roccaforte quattrocentesca situata in un luogo molto pittoresco, con un lungo promontorio lambito dal mare e un fossato scavato nella roccia. L’ingresso è gratuito.

Doe Castle

Al termine dobbiamo invertire la nostra marcia e tornare verso sud. Il giorno 11 giugno arriva all’aeroporto di Dublino nostra figlia, che trascorrerà una settimana di vacanza insieme a noi. Per quel giorno dobbiamo essere là a prenderla.

Ne approfitteremo per visitare la parte dell’Irlanda che si trova lontana dalle coste. Per la notte scendiamo a Donegal, andando a dormire al parcheggio misto 54.6511, -8.1144. Bellissimo posto con vista porto; la domenica gratuito cosi come tutte le notti dalle 18.00 alle 9.00. Intorno ci sono molti locali. Dopo cena ne approfittiamo per andare a bere una birra e ascoltare un po’ di musica.

mappa5

 

9-06-2025 lunedì

Iniziamo il nostro viaggio che per andare a Dublino ci farà toccare alcune tappe intermedie. La prima sosta la facciamo a Boyle per andare a vedere la sua famosa Abby datata 1161. Ci fermiamo nel grande parcheggio di una vicina chiesa; stamani è possibile perché non c’è funzione, 53.971974 -8.293510, e da qui percorriamo il breve percorso che ci porta all’abbazia. Si paga un ticket di 5 euro e si viene riforniti di un foglio con dettagliate descrizioni del sito, in italiano. La Boyle Abby è ben conservata, fondata dai monaci cistercensi presenta diversi stili architettonici, tra cui il romano e il gotico.

Boyle abby

È stata davvero una bella sorpresa, e sicuramente una visita che valeva la pena effettuare.

Boyle abby2

Ripartiamo dopo aver pranzato nel piazzale della chiesa, e nel nostro tour di avvicinamento facciamo una breve fermata ad Athlone. Non abbiamo trovato parcheggi idonei, quindi ci siamo fermati in uno degli stalli, a pagamento, che si trovano lungo la strada principale (53.421979, -7.928921). Paghiamo 1 euro per 1,5 ore di parcheggio; tempo sufficiente per visitare il vivace centro storico e dare un occhiata al possente castello che domina la riva del fiume Shannon e la cattedrale accanto ad esso.

Nel frattempo inizia a piovere, dopo averci graziato per tutto il giorno. Riprendiamo quindi la nostra marcia, ma invece di dirigersi ad est verso Dublino, facciamo l’ennesima deviazione, ancora verso sud, perché domani vogliamo andare a visitare il più importante sito monastico irlandese: Clonmacnoise.

Qui non si può pernottare, per cui percorriamo qualche chilometro in più andandoci a fermare sul molo di Shannonbridge, parcheggio gratuito (53.27853, -8.05016), proprio accanto al ponte di cui porta il nome. Il posto sarebbe anche carico con alcuni locali che abbiamo intravisto arrivando, ma la pioggia continua fastidiosa, e decidiamo di proseguire la serata in camper.

10-06-2025 martedì

Stamani il tempo ci sorprende con un bel caldo sole in un cielo privo di nuvole. Fatta colazione partiamo subito tornando al parco monastico di Clonmacnoise, sostando al parcheggio davanti al sito 53.325217 -7.987357.

Questo che andiamo a visitare, ticket di ingresso 6 euro, si trova proprio al centro dell’Irlanda, tra il corso del fiume Shannon e la strada reale. Benché il luogo sia in parte in rovina, non serve molta fantasia per immaginare come questo posto dovesse essere poco più di un millennio fa.

Era un luogo dove arrivavano studenti da tutta Europa per apprendere l’arte della miniatura dei manoscritti. Vi si accede tramite il Centro visitatori formato da 3 capanne coniche che riproducono lo stile delle abitazioni monastiche. All’interno una bellissima presentazione audiovisiva, anche in italiano, di 20 minuti da un’eccellente visione e spiegazione del sito, che sarà molto utile durante la successiva visita guidata, in inglese.

parco monastico di Clonmacnoise

Qui c’è anche un piccolo museo che contiene le croci celtiche originali che sono state prese all’esterno e sostituite da delle copie. Si rimane affascinati soprattutto dalla imponente Cross of the Scriptures, assai particolare con i bracci inclinati verso l’alto e dalle raffigurazioni della crocifissione, il giudizio universale, l’arresto di Gesù ed il sepolcro.

Cross of the Scriptures

Dopo la visita guidata, ritorniamo sui nostri passi e rifacciamo il giro per conto nostro attardandoci molto nel rivisitare i resti delle 9 chiese che vi si trovano, e la splendida torre e le tombe che circondano gli edifici.

Dopo pranzo partiamo per l’ultima visita della giornata, il complesso megalitico di Newgrange, che è dal punto di vista culturale, il monumento più importante di tutta l’Irlanda, patrimonio dell’umanità, e la costruzione più antica al mondo risalente ad oltre il 3000 a.C, ancora più vecchio di Stonehenge in Inghilterra.

Parcheggiamo davanti al centro visite 53.694403 -6.446458 ed entriamo nel complesso

Newgrange, Brun na Boinne in gaelico, è una tomba circolare di 80 metri di diametro per 13 di altezza, ed è una tomba a corridoio perfettamente conservata così come perfettamente allineata con il sole al solstizio d’inverno. E non è neanche l’unica tomba all’interno del parco appositamente creato.

Purtroppo questo sarà un altro rammarico di questo viaggio. La visita al sito infatti si effettua solamente tramite prenotazione on line, con l’iscrizione che parte 30 giorni prima della data scelta. Ci sono solo poche visite giornaliere, dato che queste durano 2 ore l’una e il numero dei partecipanti è ridotto. Non c’è posto per la nostra visita, con le prenotazioni che coprono tutta la settimana a venire. L’unico conforto è che ci viene permesso di vedere l’esibizione all’interno del centro (4 euro), e dopo il rimpianto è ancora maggiore se possibile. L’esibizione è fatta benissimo, con descrizione anche in italiano di tutta la storia del complesso e con un percorso sensoriale che crea la sensazione di trovarsi davvero in un’altra epoca. I filmati poi sono fatti benissimo. Per farla breve, la visita che sarebbe dovuto al massimo durare un’ora noi la trasciniamo fino all’ora di chiusura dal centro, e quando torniamo al camper siamo davvero contenti di quello che abbiamo visto, anche se la delusione per quello che invece non abbiamo potuto vedere è davvero tanta.

Solo per darvi un’idea inserisco sotto la foto che si trova sul sito ufficiale del luogo.

Newgrange Brun na Boinnecredits www.newgrange.com

Ci spostiamo verso il villaggio di Claine, trovando posto in un parcheggio pubblico presso un pub 53.293018 -6.685411. Concludiamo la serata andando a mangiare al Jonas bar, un bel Pub con molti allegri clienti che guardano la partita di calcio della loro nazionale.

11-06-2025 mercoledì

Ci svegliamo ancora con un bel sole. Ci dirigiamo verso il castello di Trim, sede del set cinematografico di Braveheart. Il parcheggio (53.55534, -6.79036 è molto piccolo e lo troviamo già pieno. Giriamo un po’ e ci sistemiamo in uno stallo lungo una strada vicino al castello (a pagamento 1 euro l’ora).

La visita interna al castello è solo con tour guidato, e dalle recensioni non sembra imperdibile, quindi decidiamo di fare un breve giro (gratuito) negli spazi esterni leggendo la storia del castello dalla brochure in italiano che ci viene gentilmente consegnataci all’ingresso. La storia è veramente affascinante anche se resta poco della grandezza originaria del luogo, ma comunque davvero interessante.

 castello trim

Ripartiamo poi in direzione della collina di Tara (Hill of Tara), dove posteggiamo nel parcheggi a pagamento del sito (53.58133, -6.60964), 2 euro indipendentemente dalle ore di sosta. Da qui con una breve passeggiata si raggiunge questo luogo sacro a tutti gli irlandesi dove leggenda vuole che la grande pietra che si trova in cima alla collina sia stata messa li proprio dagli dei celtici. È una bella visita, ma ritengo che il pezzo forte sia il filmato, circa 20 minuti, che viene proiettato gratuitamente, ed in lingua italiana, all’interno della chiesa adiacente al sito. Questo spiega non solo il sito in se stesso ma anche le tecniche di costruzione e la fase della scoperta. Molto interessante e secondo me da non tralasciare.

hill of tara

Nel frattempo si avvicina l’orario di arrivo del volo di nostra figlia a Dublino. Andiamo a prenderla direttamente in aeroporto, e subito dopo ci spostiamo al grande campeggio che si trova in periferia della città: il Camac Valley Tourist (53.3048, -6.41482). Un po’ caro, ma non ho trovato altra soluzione. Il campeggio è molto grande e sinceramente ben tenuto negli spazi con le piazzole che sono veramente ampie, con parcheggio camper su asfalto e prato ai lati delimitato da siepi. Docce a gettone di 1 euro. C’è anche lavatrice e asciugatrice per 6 euro, anche queste con gettoni da richiedere in reception come per la doccia

12-06/2025 giovedì

Oggi la dedichiamo alla visita della città; per lo meno in alcuni dei suoi aspetti, visto che qui eravamo stati alcuni anni fa e la città l’abbiamo già visitata, ma così non nostra figlia.

Appena fuori del campeggio parte il bus 69, che al costo di 2,6 euro a persona, percorre in 45 minuti il tragitto per portarci in centro a Dublino (attenzione perché i biglietti si fanno a bordo e solo con moneta, non accettano nè carta èe banconote). Frequenza di un passaggio ogni ora.

Naturalmente una sola giornata non è sufficiente per visitare come si deve la bella capitale irlandese; per cui indirizziamo la nostra visita sui posti che ci avevano più affascinato nel nostro precedente viaggio.

La prima tappa è stato il Trinity College: la più prestigiosa università irlandese, nel cuore del centro di Dublino. Purtroppo il sito più gettonato di ogni visita in questo college, la sua famosa biblioteca, è chiusa per restauro. O meglio, la visita è possibile, alla non modica cifra di 20 euro, ma non ci sono libri che per preservarli durante i lavori, sono stati spostati in altri locali. Quello che si vede sono solo scaffali vuoti, e seppur il luogo ha comunque del fascino, una biblioteca vuota, al costo di 20 euro, non mi sembra così attrattiva.

Ci limitiamo quindi ad una bella passeggiata all’interno dei suoi vasti giardini, apprezzando il regalo di vedere gli studenti appena usciti con le loro tesi di laurea, e seppur una leggera pioggerella tenta di guastarci il momento, non ci facciamo scoraggiare.

dublino trinity college

 dublino trinity college2

Breve tappa alla Oscar Wilde House, la casa dove lo scrittore trascorse l’infanzia con la famiglia. Affacciandosi da soggiorno si vede l’appariscente statua di Oscar Wilde nel vicino parco.

dublino oscar wilde

Ci spostiamo alla Cattedrale di San Patrick (11 euro l’ingresso), la cui tradizione ci dice che questa sorse (tra il 1191 e il 1270) nel luogo dove San Patrizio battezzo i capi clan celti. L’edificio, come molti altri della città, è stato più volte distrutto e ricostruito nel corso dei secoli, e oggi è una della due cattedrali anglicane della città.

L’interno è magnifico, con soffitti a volta, vetrate istoriate e imponenti pilastri che rendono la visita davvero speciale.

dublino cattedrale st patrick interno

Sempre accompagnati dalla pioggia, andiamo alla Christ Church. Anche questa molto interessante. Dal transetto sud si scende in una cripta a volta che risale all’originale chiesa vichinga che vi sorgeva prima. Una curiosità che non avevo visto nella nostra precedente visita, una teca di vetro con un gatto mummificato che da la caccia ad un ratto, anch’esso mummificato. Scopro che si chiamano Tom e Jerry, e che rimasero intrappolati dentro un organo intorno al 1860. Davvero bizzarro.

dublino christ church

dublino christ church2

Proseguiamo poi con il Dublin castle, la City Hall, senza tralasciare il famoso quartiere Temple Bar, fulcro della vita notturna, nei cui pub pranziamo e successivamente ceniamo, accompagnati da tanta musica e balli tradizionali, per una giornata veramente soddisfacente, nonostante il tempo birichino.

13-06-2025 venerdì

Stamani partiamo per l’Irlanda del nord, verso Belfast. Poco prima dell’arrivo facciamo una breve deviazione per andare a Downpatrick per visitare la cattedrale di San Patrizio (parcheggio al centro commerciale B&M vicino alla cattedrale 54.327016, -5.719531), risalente al XI secolo. Visto dall'esterno, l’edificio è suggestivo. Ci sono numerose guglie ed una grande finestra centrale molto bella; l'interno non mi ha impressionato più di tanto. Sono molto belle le vetrate e l’organo, ma sinceramente niente che avrebbe richiesto questa deviazione. In realtà eravamo venuti qui più che altro per visitare il piccolo cimitero che si trova sul lato sinistro dell'edificio, all'esterno, dove è sepolto proprio San Patrizio, il patrono dell'Irlanda. In realtà il tutto è abbastanza anonimo. C’è una grande pietra di granito che indica il luogo della sepoltura ma niente di più. Una visita che si poteva tranquillamente saltare.

Arriviamo a Belfast. Avevamo ricercato in internet la possibilità di sosta nei due campeggi che si trovano in città, ma risultavano tutti pieni. Ci siamo quindi diretti a Newtownabbey, precisamente al Jordanstown Loughshore Caravan Park (54.68092, -5.88395), sul mare ad una decina di chilometri da Belfast. Il personale non è presente; vi si accede tramite prenotazione on-line. Si riceve un codice che serve per far aprire il cancello. Ha tutti i servizi, e fuori dal parco partono i bus che in 30 minuti portano a Belfast. Credo che sia un ottima soluzione, ed anche il costo di 30 sterline non è così esoso come in altri campeggi in Irlanda.

Dato che la giornata è splendida, e domani il meteo mette pioggia, decidiamo di fare un salto in centro per godere delle ore che la giornata ancora ci concede.

Arrivati in centro, la prima visita la dedichiamo alla Cattedrale di St. Anne, che dà anche il nome al quartiere circostante, il Cathedral Quarter. Il suo elemento più appariscente è sicuramente la guglia rivestita di titanio, che attraverso una piattaforma in vetro, si erge per 80 metri creando un effetto davvero insolito.

 cattedrale st.anne s

Da non perdere all’interno il Titanic pall, un drappo funebre su cui sono ricamate 1500 croci in memoria delle vittime del Titanic. Ma la vera emozione l’abbiamo provata arrivando in Commercial ct, il cuore della vita notturna, e diurna, di Belfast, soprattutto in Umbrella street, una coloratissima via con molti ombrelli appesi a ricordare il clima molto piovoso del paese. Qui e nelle vie circostanti, una moltitudine di locali affollati si affacciano sulle strette vie piene di colori. È un luogo che abbiamo trovato veramente magico, dove il tempo sembra non avere importanza, dove è facile perdersi ascoltando la musica che esce dai pub, dove non è necessario aspettare la notte per fermarsi a bere un boccale di birra.

 belfast umbrella street

 belfast scorcio

Belfast è un grande monumento allo stile vittoriano, che ritroviamo visitando i suoi edifici più famosi, come la Grand Opera House, o il Crown, forse il più celebre pub di Belfast, dove vale la pena entrare a bere una birra per ammirare le vetrate istoriate, i marmi e le ceramiche.

È qui che ceniamo prima di tornare al camper. A letto presto; domani sarà una lunga giornata.

14-06-2025 sabato

Come da previsioni oggi piove, e sarà così tutto il giorno. Per la giornata di oggi abbiamo quindi programmato delle visite al coperto.

Dopo aver ripreso il bus che ci porta in centro, andiamo a visitare il fiore all’occhiello dell’architettura di Belfast: la City Hall, che si trova in Donegall Square, dove si riunisce il City Concil da quando la regina Vittoria concesse a Belfast lo status di città nel 1888. L’interno è visitabile con visite guidate gratuite, ma dopo aver prenotato l’orario di queste tra le disponibili. Noi abbiamo fortuna, e dopo mezz’ora che siamo arrivati partecipiamo al tour disponibile.

Questo inizia dalla grande scala che conduce alla rotonda decorata da finestre istoriate colonne greche e marmi italiani.

belfast city hall

Si prosegue per il corridoio che porta alle stanze del primo cittadino, dove sulle pareti ci sono i ritratti dei primi sindaci del passato. Poi visitiamo la camera del consiglio, rivestita in pannelli di quercia, dove si può sedere sulla poltrona del sindaco. La visita dura circa un’ora e mezzo, e risulta davvero interessante.

Fuori, un’imponente statua della Regina Vittoria si erge davanti alla piazza d’ingresso a ricordare che questa non è Irlanda. Accanto al City Hall, merita una visita anche il memoriale delle vittime del Titanic.

Ci dirigiamo poi in quello che sarebbe stato il clou della giornata: il museo del Titanic. Nonostante la pioggia ci dirigiamo a piedi, verso il porto ed il Titanic Quarter. Nel nostro percorso, vicini alla meta, incontriamo un monumento singolare: il Big Fish. Questa particolare opera che si trova sul Laganside Waterfront, rappresenta un salmone lungo 10 metri rivestito da un mosaico di piastrelle che raccontano la storia di Belfast.

belfast big fish

L’opera è del 1999, e sulle piastrelle ci sono graffiti che rappresentano l’architettura della città, politici e artisti, e perfino il cantante degli U2, Bono in ricordo di un concerto che qui tenne.

Facciamo i biglietti per entrare al museo del Titanic, ed in attesa del nostro turno, sul biglietto c’è l’orario della visita, usciamo dal museo ed andiamo a visitare la SS Nomadic, che si trova adiacente al museo.

Questo è un piccolo battello a vapore che trasportava i passeggeri di prima e seconda classe tra Cherbourg ed i transatlantici che erano troppo grandi per attraccare direttamente al molo. Restaurato a Belfast, da un idea di quello che dovevano essere il lusso su quelle navi.

Quando è il nostro turno iniziamo la visita del museo, e devo dire che è davvero imperdibile, niente a che vedere con il seppur interessantissimo museo di Cherbourg.

Non si limita al solo Titanic, ma spazia anche sui cantieri di costruzione di quelle grandi navi e sulla città di allora.

È un percorso visivo e sonoro che dà l’idea di quello che vedremo. Si inizia con Boomtown, che illustra l’ascesa della città a potenza industriale. Si cammina in una via della Belfast del 1911 con proiezioni e suoni che ricreano l’atmosfera dell’epoca. Si entra poi nel cantiere dove venne costruita la nave, con un trenino che ci fa scendere nello scafo con in sottofondo i rumori e le voci degli operari che qui lavorarono. Infine si rivive il varo della nave, e tramite un tour virtuale si entra nelle cabine e in tutti gli ambienti di intrattenimento. Tutto il percorso dura circa 2,5 ore, ma come al solito noi ne abbiamo impiegate più di 4, ma ne valeva davvero la pena.

Quando usciamo, è quasi sera, ed il tempo ancora piovoso ci convince a rientrare in camper terminando così la nostra giornata.

15-06-2025 domenica

Stamani finalmente a smesso di piovere. Lasciamo il campeggio e ci dirigiamo a Carrickfergus dove si trova il più bel castello normanno di tutta l'isola.

Sostiamo nel comodo parcheggio gratuito proprio sotto il castello 54.712797, -5.809285. La costruzione originale risale al 1177; fu edificato da John de Courcy per controllare l'ingresso al porto. La visita costa 4 pound, e la visita risulta veramente molto bella. Il castello è in ottime condizioni, e poi le sale interne sono state allestite con manichini ed oggetti che rappresentano le funzioni di queste e dei vari personaggi dell’epoca. La sala da pranzo imbandita per un banchetto, con tanto di menù indicato, è uno spettacolo tanto da far desiderare di mettersi a tavola. Le spiegazioni, seppur solo in inglese, sono comunque esaustive tanto da rendere valido il tempo per la sosta.

Carrickfergus castello normanno

Carrickfergus castello normanno2

 

Proseguiamo poi per The Dark Hedges (55.138071, -6.382709, a pagamento, alla sbarra con carta o cash): da questo parcheggio si percorre poche centinaia di metri per arrivare a questo viale veramente eccezionale, ornato da faggi secolari che si piegano verso l’interno sopra la strada fino a formare una specie di tunnel, un vero e proprio spettacolo della natura. La foto rende molto di più delle parole. Si percorre tutto il viale, tornando poi indietro, scattando moltissime foto, d’altra parte dicono che questo sia uno dei posti più fotografati in Irlanda del Nord.

 The Dark Hedges

Successivamente ci avviciniamo alla nostra tappa di domani, andando a sostare al campeggio Causeway di Ballycastle (23 pound per una notte). Facciamo una rapida visita al vicino paese e poi torniamo in camper per una serata tranquilla. Oggi il tempo ci ha sorriso.

16-06-2025 lunedì

mappa6

Anche stamani il tempo è discreto, nuvoloso ma niente pioggia. La prossima meta è stata prenotata tramite internet (15 pound a testa), perché l’ingresso è contingentato. Sospeso tra terra e mare c’è il Carrick-a-Rede Rope Bridge, un ponte di corde lungo 20 metri e sospeso su un baratro di 30 che collega la costa all'isolotto di Carrick, una escursione assolutamente da non perdere. Si parcheggia nel parcheggio dedicato del sito, compreso nel prezzo dell’ingresso al ponte (ci si può anche dormire, ma in caso si deve pagare 10 pound, il costo per l’intera giornata) N55.23971 W6.348752, e da qui si prosegue a piedi per il ponte.

 Carrick a Rede Rope Bridge

Questo posto è un luogo molto frequentato, ma di assoluta suggestione. Si tratta di uno scoglio (Carrick Island) a poca distanza dalla terra ferma vicino al quale si spingevano e si spingono tuttora i banchi di salmoni.
I pescatori avevano capito che per fare un buon pescato le reti andavano calate da qui. La soluzione era connettere lo scoglio alla terraferma e quindi realizzarono questo ponte di corda lungo diciotto metri e sospeso nel nulla per ventiquattro, capace di resistere al vento del Nord. Le corde che lo reggono non sono certo quelle di un tempo, ma camminare lassù fa una certa impressione. Il panorama è di quelli che non si dimenticano.

Carrick a Rede Rope Bridge2

Dopo pranzo proseguiamo verso Bushmills e sostiamo nel parcheggio gratuito (55.20748, -6.52306) segnalato come “Park and drive”. Da qui parte il BUS di linea (fermata davanti al negozio di gelati sulla strada principale, proprio di fronte al parcheggio) che con circa 3.5 sterline a testa A/R in 5 minuti di viaggio ti porta direttamente al centro visitatori della nostra meta: Giant's Causeway

Se interessa a Bushmills si trova la più antica distilleria del mondo, la Old Bushmills Distillery. Nata nel 1608 da allora la produzione di whisky non si è mai fermata e continua tuttora con le stesse modalità di un tempo. C’è una visita guidata, che noi non abbiamo fatto, che consente di osservare come si produce il whisky, ma va fatta su prenotazione.

Il bus passa ogni 20 minuti e porta direttamente a questa meraviglia della natura. Noi non abbiamo fatto il tour nel centro visitatori, dove con 12.5 pound si accede all’ingresso con audioguida e dopo l’experience si inizia la camminata verso il sito. Ci eravamo documentati in precedenza, e sapevamo cosa stavamo andando a vedere. Oltre quarantamila colonne di basalto, di origine vulcanica, accolgono il visitatore. Ci sono due sentieri principali (uno in riva al mare e uno in alto sulla scogliera). Vi consigliamo di prendere da prima il sentiero rosso, che passa sulla scogliera, e dopo scendere i circa 160 scalini che portano in basso sul sentiero blu. All’incontrario risulterebbe sicuramente più faticoso, anche perché gli scalini sono davvero ripidi. La scienza ci dice che questo spettacolare panorama si è formato 60 milioni di anni fa in seguito a una formidabile eruzione, quando lo shock termico solidificò la lava modellando questi straordinari pilastri che in gran parte hanno base esagonale.

Bushmills1

 Bushmills2

 Bushmills3

 Bushmills4

Dovrei utilizzare molti superlativi per tentare di spiegare quello che vedono gli occhi, e probabilmente non ci riuscirei. Oltre alle foto posso solo dire che questa unicità della natura è la cosa più bella e straordinaria che ho visto in Irlanda, e da sola vale tutto il viaggio.

Ma oltre alle spiegazioni scientifiche, quello che più mi ha appassionato del "selciato dei giganti" è la sua mitologia. In un tempo remoto il già noto guerriero Finn McCool costruì un sentiero per raggiungere Benandonner, il suo rivale. Alla vista del gigante scozzese, McCool si accorse che era molto più grande di lui e senza farsi vedere tornò precipitosamente indietro. Tuttavia Benandonner notò il selciato, si sentì sfidato e andò a cercare l'avversario fino in Irlanda, dove però McCool e la moglie avevano ideato uno stratagemma. La donna coprì il marito con un grande lenzuolo e gli fece indossare un'enorme cuffia da neonato; all'arrivo del gigante scozzese gli intimò di fare piano, perché il figlio stava dormendo. Vedendo la mole del presunto bambino, pensò a come doveva essere il padre e fuggì distruggendo il selciato per non essere più raggiungibile.

Molto più bello dell’eruzione vulcanica non credete? Il centro chiude alle 17.00, ma noi torniamo al nostro camper solo alle 19.00 tanto per darvi l’idea di quanto siamo rimasti affascinati dal posto.

Data l’ora decidiamo di percorre pochi chilometri per andare a stazionare nell’area di sosta attrezzata di Portrush (55.201, -6.65255); attrezzata di tutto, ad eccezione della corrente, con anche i bagni, chiusi però la notte, a 12 pound per 24 ore.

17-06-2025 martedì

Qualche goccia di pioggia durante la notte, ma la mattinata inizia nel segno del bel tempo e così resterà tutta la giornata. Passiamo gran parte della mattinata a passeggiare sulla bella e lunga spiaggia di questa località. Il mare calmo e la giornata primaverile ci rendono abbastanza pigri, e ci godiamo il dolce far niente.

Portrush

Poi partiamo per la nostra ultima tappa in terra Nord Irlandese: Londonderry - semplicemente Derry per gli irlandesi - la città che più di tutte mantiene vivo il ricordo dei terribili anni del conflitto fra unionisti e nazionalisti. Lasciamo il camper presso il parcheggio della Foyle Arena (55.002357, -7.307510), un semplice parcheggio dietro gli impianti sportivi, ma molto vicino al centro e tranquillo la notte. Londonderry è rimasta tristemente famosa nel ricordo collettivo per i fatti del 30 gennaio 1972, quando tredici civili disarmati furono uccisi dai militari inglesi mentre manifestavano: quel giorno fu chiamato Bloody Sunday e il nome è rimasto a testimonianza di quella tragedia. Per la città e l'intero paese gli anni che seguirono furono i più bui della storia recente. In questa città oggi la comunità inglese e quella irlandese apparentemente convivono pacificamente, ma mi desta ancora impressione il muro fatto da una rete di metallo che divide il quartiere protestante dal resto della città. Alcuni cartelli posti vicino ne raccontano la storia, testimoniando che l’accesso tra i due blocchi è rimasto chiuso per oltre 40 anni, e sebbene ora una piccola porta ne permette il passaggio, i residenti non si sentono ancora sicuri nel togliere la recinzione. E stiamo parlando del 2025.

londoderry scorcio

Nonostante sui documenti ufficiali la città si chiami LondonDerry, per gli irlandesi di qua, si chiama semplicemente Derry.

Si arriva al centro della città attraversando il bel e moderno ponte chiamato “Bridge of Peace”. Poi si comincia la visita passeggiando sulle mura del 1600, ultime ancora intatte sull’isola.

 londonderry bridge of peace s

Dopo le innumerevoli foto di rito, andiamo a visitare la St. Columb’s Cathedral, la prima chiesa a essere stata costruita nel Regno di Irlanda e Bretagna in seguito alla controriforma. Si prosegue lungo il resto della città, attraversando il ponte Craigavon dove una scultura raffigura due uomini che si allungano con le braccia l’uno verso l’altro in segno di riconciliazione. Una scultura simbolo della pace ritrovata. Poi ci spingiamo fino ad arrivare nel Bogside, il quartiere a maggioranza cattolica teatro del Bloody Sunday. Nel gennaio del 1972, l’area intorno a Rossville divenne zona di guerriglia urbana. Questo quartiere, abitato per lo più da cattolici, venne dichiarato dagli stessi “territorio della Repubblica” nel 1969, strettamente controllato dai guerriglieri dell’I.R.A. Si rivive sui murales che caratterizzano la zona, quei tragici eventi.

londonderry murales

 londonderry murales2

Ancora oggi si legge su un monumento all’ingresso del quartiere, oggi chiamata il Free Derry corner, la scritta “You are now entering in Free Derry”. Il quartiere venne così barricato e autogestito, finché nel 1972 non arrivarono le truppe inglesi. Il resto è storia testimoniata dal Bloody Sunday Memorial lungo Rossville street.

 londonderry free derry

Lasciamo la visita al Museum of Free Derry per la mattinata di domani, e concludiamo la giornata con la visita al Municipio. Decidiamo di rimanere a cena qui nel centro, al Trinity bar, un locale un po' retro, dove servono dei deliziosi piatti della cucina irlandese.

18-06-2025 mercoledì

Giornata un po’ uggiosa. Stamattina è dedicata al museo della memoria di Free Derry, dove si può vedere video sul Bloody Sunday, gli striscioni dei manifestanti macchiati di sangue e i resti di bombe molotov. Tutto molto ben fatto, che fa drammaticamente capire cosa si è respirato in quei giorni.

E’ una visita molto lunga, che prende tutta la mattinata; perché non si può assolutamente saltare le descrizioni e i filmati che rappresentano parte anche della nostra storia, che per mia colpa, mi risultava molto ovattata.

Dopo pranzo lasciamo Derry, andando a raggiungere il parcheggio 55.166453, -6.800360 a Coleraine per la visita al "Mussenden Temple".

In realtà il parcheggio dedicato a questa visita sarebbe alle coordinate 55.162765, -6.813866; molto più vicino al sito in questione. Ma la nostra scelta ci permette di percorrere un bel tratto di strada con accesso ad un belvedere panoramico su tutto il complesso.

Mussenden Temple è una costruzione circolare sul ciglio di una scogliera, voluta nel 1722 dal vescovo di Derry nell'allora tenuta di Downhill. Conteneva l'importante biblioteca di famiglia e, grazie alla sua formidabile ubicazione, serviva anche come luogo di meditazione; ma considerata l'elevata eccentricità del vescovo alcuni sostengono che il tempietto non fosse destinato solo alla lettura e all'introspezione.

Mussenden Temple

La visita è completamente gratuita con accesso aperto h 24 anche perché la parte della vecchia residenza è completamente un rudere e il tempio è di fatto chiuso alla visita interna, ma la sua posizione rende comunque apprezzabile il tempo dedicatogli.

Mussenden Temple2

Riprendiamo infine il nostro mezzo avvicinandoci in direzione aeroporto di Belfast. Domani mattina nostra figlia ha l’aereo che la riporterà a casa. Ci fermiamo in un bel posto, a Cushendun al Beach Car Park (55.12811, -6.04324), un parcheggio a 50 metri dalla spiaggia, accanto ad un parco giochi, dove già sostano altri camper. Vi passeremo una nottata tranquilla.

19- 06-2025 giovedì

Ci alziamo presto, con un sole bello in un cielo per una volta senza nuvole. Dopo aver accompagnato nostra figlia all’aeroporto, in questa bella bella giornata, iniziamo il lungo viaggio che ci porterà a Sud verso il porto di Rosslare. Durante il viaggio controlliamo via internet la disponibilità dei posti in traghetto per il Galles per la giornata di domani.

Ci sono due possibilità: Con la Stena Line si fa rotta verso Fishguard, oppure con la Irish Ferries verso Pembroke. Il viaggio dura leggermente di più ma il prezzo è leggermente meno caro. Prenotiamo sulla Irish Ferries per domani mattina alle 8.45 (285 euro con posto in poltrona). Per la sosta notturna troviamo un po' di difficoltà. Poi andando a leggere qualche vecchio diario di viaggio, sentiamo di un posto in un tranquillo e piccolo parcheggio in riva al mare (52.21634, -6.3414) a circa 10 minuti dal porto. Sono un po’ scettico, oltretutto la strada per arrivarvi alla fine risulta ad una sola corsia, ma la scelta si rivela invece azzeccata (grazie amico camperista). Il posto è piacevole, tranquillo, e dopo cena terminiamo la serata con una bella passeggiata sulla vicina spiaggia, in compagnia di diversi pescatori.

irlanda sosta spiaggia

20-06-2025 venerdì

Ci svegliamo di buon’ora, e per tempo ci dirigiamo verso il molo di Rosslare (52.251838, -6.333016) dove facciamo il ceck-in. La giornata si presenta bella e calda. In compenso partiamo con più di un’ora di ritardo e quando arriviamo a Pembroke (GB) sono quasi le 14.00.

 mappa7

 

Avevamo intenzione di fare una deviazione per andare a vedere quello che doveva essere un’autentico gioiello: St Davids, con il suo Bishop's Palace e la vicina cattedrale, ma dato il ritardo decidiamo di puntare direttamente su Cardiff.

Arrivati a Cardiff (GB), ci siamo diretti al Sofia Garden 51.48303 -3.18919 un grande parcheggio senza servizi, al costo di circa 20 pound a notte, ma una volta arrivati scopriamo che qui, oggi e domani, c’è un festival musicale, ed il parcheggio è tutto pieno e contingentato. Nessun problema, nello stesso parco c’è anche il campeggio Cardiff caravan park (51.48964, -3.19738), bello e con tutti i servizi, ma al costo di 96 euro per 2 notti. Uno sproposito. Purtroppo bere o affogare. La giornata è molto calda, decidiamo di passare il resto del pomeriggio in loco nel dolce far niente. Poi, dopo cena, andiamo invece nel vicino centro a vedere la movida locale. Devo dire che sono rimasto veramente impressionato. Avevamo già visto Dublino, Belfast e Derry, ma qui si raggiunge davvero il massimo. Il centro è un caos di locali senza interruzione di continuità, pieni di gente che beve, canta e balla, riversandosi lungo la strada. Ci sono persone di tutti i tupi, coloratissime, vestite anche in modo assurdo, ma tutte con la voglia di divertirsi. Devo dire che ci siamo divertiti molto anche noi, tanto che quando siamo rientrati in campeggio erano quasi le 1.00. Per una notte siamo tornati giovani anche noi.

21-06-2025 sabato

Stamani ci alziamo con una leggera pioggerellina, un po’ fastidiosa ma accettabile. Ci dirigiamo subito verso il centro di questa città collocata alla foce del fiume Taff. Se ieri eravamo rimasti sorpresi dal festival musicale, stamani per le vie del centro troviamo la sfilata per il Gay Pride. È una cacofonia di stupendi suoni e colori, con una stragrande parte della città che segue il corteo. È difficile non lasciarsi trascinare dallo spettacolo che si svolge davanti a noi. Passiamo anche noi un po’ di tempo a seguire il corteo, e poi ci dirigiamo per la nostra prima tappa al castello. In origine era un forte romano, poi trasformato in un maniero con influenze legate ai diversi stili del momento dove subì ristrutturazioni e modifiche. L'attuale costruzione in stile neogotico, del 1867, è del marchese John Crichton-Stuart che affidò il progetto all'architetto William Burges. Il complesso è davvero imponente e vale sicuramente i 13 pound del biglietto d’ingresso. Saltiamo la visita guidata, solo in inglese, ma utilizziamo l’app in italiano che ci spiega in maniera esaustiva tutti i particolari della visita. Il pezzo forte si trova nel parco, su una collinetta, dove spicca la torre normanna risalente al XII secolo.

cardiff castello

La visita richiede molto tempo, e da non tralasciare è anche la passeggiata nelle gallerie sotto le mura perimetrali del castello, che in epoca seconda guerra mondiale, sono state usate come rifugio per la popolazione. All’interno si ascoltano i suoni di quei giorni, che simulano i bombardamenti. Ci sono poi le cucine da campo dove venivano serviti i pasti, ed i cartelli propagandistici di quel periodo. E’ stato un percorso davvero interessante.

Ci siamo poi diretti per pranzo al Central Market Cardiff; un mercato coperto dove è possibile trovare un po’ di tutto. Qui abbiamo pranzato in uno dei tanti banchi che offrono cibo locale a buon prezzo.

Dopo abbiamo percorso gli 800 metri che ci hanno portato alla City Hall, il municipio, un bell'edificio in stile neorinascimentale costruito agli inizi del '900.

cardiff city hall

Torniamo indietro e passiamo accanto al Millennium Stadium, lo stadio di rugby coperto più grande del Regno Unito, e da qui, attraverso l’omonimo parco, ci siamo diretti alla cattedrale di Llandaff, circa 1,8 km. E’ la chiesa principale della diocesi anglicana di Llandaff, una delle due cattedrali della capitale gallese, insieme a quella cattolica. L'edificio attuale risale al XII secolo e fu costruito sul sito di una precedente chiesa. La cattedrale è dedicata ai santi Pietro e Paolo, oltre ai tre santi gallesi Dubricio, Teilo e Odoceo.

Notevole à la statua di Sir Jacob Epstein, che rappresenta il Cristo in Maestà, che domina la navata.

cattedrale di Llandaff interno

Ritorniamo in camper, stanchi ma soddisfatti, con una giornata che nel pomeriggio è girata ad un bel sole che ci ha accompagnato fino a sera.

22-06-2025 domenica

Appena alzati, ci prepariamo e partiamo subito. Dobbiamo fare parecchi chilometri (90 miglia) per andare a visitare questa meta che agognavamo da anni.

Arriviamo a Stonehenge (GB) per l’ora di pranzo, leggermente più a Sud rispetto alla rotta più rapida per la nostra meta finale di Dover, ma non possiamo mancare questo appuntamento. Arriviamo al parcheggio visitatori per auto (51.18308, -1.8590), che paghiamo direttamente on line, non ci sono altri modi, al costo di 4 euro.

Pranziamo in camper, e poi andiamo alla biglietteria. Decidiamo di prenotare i biglietti On Line (con la prenotazione internet si ha un costo inferiore rispetto alla biglietteria) anche se alla fine per 2 persone ci vuole la bella cifra di 89€ (compreso il nostro extra acquisto del book in italiano per 7 euro). Il tragitto per arrivare al sito non è breve; sono circa un paio di chilometri. Ma dal centro visitatori partano frequenti navette che evitano la camminata. Del famoso circolo di pietre non aggiungo altro. Credo che sia abbastanza famoso tanto che tutti possano conoscerlo. Devo dire che la visita è stata fantastica, ben organizzata, fornita anche di una App ufficiale da scaricare, che anche in italiano fa la storia di questa meraviglia e che ci accompagna in un percorso circolare intorno al monumento.

 Stonehenge

Terminata la visita ci rimettiamo in moto in direzione Oxford, parcheggiando all’area di sosta di Redbrige Park and Ride (51.73121, -1.24953) ad 8£ per notte. Da qui ci sono bus che passano ogni 15 minuti per il centro che si trova a circa 2 km.

Rimandiamo la visita a domani, e ci apprestiamo ad un meritato riposo.

23-06-2025 lunedì

Stamattina ci apprestiamo a visitare la bella città di Oxford. Davanti al parcheggio come detto passano i bus che portano in centro, ma dato che ieri non abbiamo mai camminato, decidiamo di percorrere a piedi i due chilometri che ci separano dal centro cittadino. La passeggiata è piacevole, anche grazie alla bella giornata. La prima tappa è la Radcliffe square, dove al centro c’è la famosa biblioteca Radcliffe Camera. È una bomboniera, che racchiude oltre 600.000 volumi. Non è possibile visitarla, in quanto utilizzata dall’università, ma vale tantissimo anche la visita dall’esterno.

oxford Radcliffe Camera

Prima di proseguire facciamo qualche decina di metri verso nord per andare a vedere in una piccola stradina, il Hertford bridge. Questo è un ponte sospeso e coperto che collega due college, ma la sua caratteristica è che somiglia in modo impressionante al famoso ponte dei sospiri di Venezia. È uno dei punti più fotografati di Oxford, e lo testimoniano il gran numero di turisti che vi si affollano.

oxford Hertford bridge

Ritorniamo in Radcliffe Square, ed entriamo nella chiesa di Sant Mary Virgin. La chiesa dall’esterno è veramente imponente. Risale al XI secolo ed è l’edificio più importante di Oxford. L’interno non è all’altezza dell’esterno, ma qui c’è la sua torre (a pagamento, 6 pound) dove percorrendo i suoi 127 gradini ci appare forse la vista più bella sulla città. Davvero da non perdere.

oxford Sant Mary Virgin

È l’ora di pranzo, e come ormai abbiamo fatto in altri posti, andiamo al locale mercato coperto, sempre molto variopinto e pieno di vita, dove pranziamo con prodotti locali.

Passiamo per la Christ church, dove vicino si trova la "Divinity School" sede di una scena del film di Harry Potter. Non entriamo, ci limitiamo a vedere l’edificio dall’esterno, anche perché ad Oxford i prezzi sono davvero esosi

Dopo aver passeggiato un po’ per il centro e visto la bella Carfax Tower, che rappresenta il cuore di Oxford, dove si incontrano le 4 strade che provengono dalle 4 porte cittadine, andiamo a fare l’ultima visita al Castello, un piccolo castello normanno medievale. Di cui non abbiamo potuto visitare l’interno per lavori di manutenzione.

Terminato il nostro tour, torniamo al camper, questa volta in bus, e ci apprestiamo a compiere l’ultima tappa del nostro viaggio in terra inglese; la più lunga con i suoi 240 Km che ci porta a Canterbury (GB), a solo venticinque chilometri da Dover, porto del nostro futuro imbarco.

Si parcheggia al Nuovo Parco Stradale di Dover, 51.261546, 1.099861. Il costo per 24 ore è di 4 pount, e vi è compreso il bus, fino a 6 persone, che domani mattina ci porterà in centro. L’area è bella, grande e completa di carico e scarico acqua e wc chimico. Ci sono anche i bagni, anche se chiusi la notte.

24-06-2025 martedì

Con il biglietto d’ingresso del parcheggio, prendiamo il bus, sono frequentissimi, che ci porta in centro città alla stazione dei pullman. Da qui andiamo a vedere l’attrazione il cui nome è indissolubilmente legato a quello cittadino: la straordinaria cattedrale in stile romanico e gotico inserita nel patrimonio dell'Unesco, la cui prima fondazione risale al 597. La Cattedrale di Canterbury è il primo esempio importante di architettura gotica inglese; ha una pianta a croce latina che successivamente con le aggiunte nei secoli, è stata stravolta: nel coro sono presenti 5 cappelle, degno di nota la Cappella della Trinità, che anticipa quella della Corona. Comunque l’architettura risulta un po’ strana, poco unitaria; la chiesa sembra essere costituita da ambienti distinti l'uno dall'altro, diversi anche nello stile. Questo edificio a tre navate, lungo ben 168 metri, è ricordato anche per quello che successe il 29 dicembre per volontà di Enrico II: l’assassinio del vescovo Thomas Becket.

 canterbury cattedrale

La visita ci prende molto tempo, ma la cattedrale è veramente infinita, e merita una visita approfondita. Da non tralasciare poi una passeggiata nel centro cittadino, che ho trovato il più bello e caratteristico di quelli visti in Gran Bretagna.

Una volta tornati al camper percorriamo i 25 km che ci dividono dal nostro porto di imbarco. Arrivati nella cittadina di Dover prima di partire vale la pena fare una visita alla sua attrazione maggiore: le White Cliffs, l'imponente formazione di roccia gessosa che si estende da Dover verso oriente. Si parcheggia al centro visite 51.131548, 1.338823, gestito dal National Trust, costo una tantum 9 pound (il cancello d’ingresso chiude alle 19.00). C’è anche un parcheggio dedicato ai camper, e da qui le scogliere sono percorribili grazie a una rete di sentieri che percorrono la cima delle scogliere fino ad arrivare al faro di Dover.

dover.white cliffs

Nel percorso ci sono alcuni Sali scendi, e per il faro ci vogliono 50 minuti di camminata, ma l’emozione e forte nel vedere queste alte scogliere, 110 metri il punto più alto, candide ed a picco sul mare. Resta inteso che le foto si sprecano.

dover.white cliffs2

A Dover varrebbe una visita anche il castello del XII secolo, il più grande d'Inghilterra, ma la stanchezza alla fine delle vacanze si fa sentire e decidiamo di andare a sostare al Parco Maison Dieu 51.12884 1.31227 (costo 10 sterline 24 h) in attesa del nostro imbarco di domani mattina alle 10.00 (costo 120 euro prenotato poche ore fa on line). Ci sono altri numerosi camper, anche loro in attesa di imbarcarsi. Ci rilassiamo, e passiamo una nottata tranquilla.

25-06-2025 mercoledì

Ci svegliamo per tempo, ma riceviamo un avviso che la nostra nave è stata cancellata e la partenza rimandata di 2 ore. Un po’ di disappunto, ma fa parte degli inconvenienti del viaggio. Per il nuovo orario di partenza, 11.45, ci facciamo trovare pronti all’imbarco, e questa volta puntualissimi salpiamo per Calais. Appena arrivati facciamo spesa al vicino Carrefour, e subito dopo ci dirigiamo verso Berk (F), una nota località turistica sull’oceano a circa 80 Km, dove arriviamo a metà pomeriggio. Ci sistemiamo all’area di sosta municipale (50.39701, 1.56431) ed andiamo subito alla vicina spiaggia per ammirare il motivo per cui questa località è così conosciuta. Dalla spiaggia, complice la bassa marea, si vedano a poche decine di metri, un nutrito numero di foche che, incuranti dei numerosi turisti che le fotografano, stanno placidamente a crogiolarsi sotto il sole. È uno spettacolo bellissimo e appagante; facciamo numerose foto, aspettando a cogliere ogni loro movimento, con tante persone che si sono portate attrezzature sofisticate per immortalare questi momenti. È uno spettacolo che se non lo avessi visto con i miei occhi non ci avrei creduto.

berk foche

Per cena compriamo del cibo da asporto al baracchino proprio davanti all’area camper. Due abbondanti porzioni di cozze con patatine fritte che ci gustiamo in camper accompagnate da un buon calice di vino bianco.

Concludiamo la piacevole giornata, con una passeggiata lungo mare fino alla cittadina di Berck, che ha una spiaggia talmente larga da sembrare inverosimile. Bellissimo.

26- 06-2025 giovedì

Ha piovuto tutta la notte, ma stamani, seppur nuvolo, sembra che tenda a migliorare. Oggi prendiamo la direzione per il rientro a casa, ma faremo alcune tappe per interrompere la lunghezza del viaggio.

La prima tappa, destinazione molto sottovalutata ma in realtà ricca di fascino, è Amiens (F). Non ho trovato molte soluzioni per il parcheggio, in realtà questi sono numerosi, ma non specifici per i nostri mezzi, e molto frequentati. Avendo letto alcuni diari di viaggio, io mi sono indirizzato verso il parcheggio di Boulevard Faidherbe (49.895626, 2.288122). Il vantaggio è che è praticamente in centro, ma è sempre molto pieno e non tutti gli stalli possono essere utilizzati da camper di 7 metri come il nostro. Quando arriviamo il parcheggio è al completo, proviamo quindi verso altri parcheggi senza fortuna, ma prima di darmi per vinto ritorno al Faidherbe, dato che qui il ricambio è veramente sostenuto, e questa volta riesco a trovare un posto comodo anche per il mio mezzo. Con il senno di poi ho trovato un posto sempre vicino al centro che è il parcheggio Allende, vicino allo zoo. È poco frequentato, e anche se un po'isolato qui c’è sempre posto (49.898987, 2.282517). Amiens è conosciuta per avere una delle più superbe cattedrali della Francia, la duecentesca gotica Notre-Dame. Con i suoi 700 metri quadrati di superficie, batte in dimensioni anche la sua omonima parigina! Un'architettura capolavoro del XIII secolo, dedicata a San Firmino, ma che al suo interno contiene anche una bella decorazione sulla vita di san Giovanni.

La cattedrale a ben 9 portali, 3 per ogni lato. Il più superbo è quello dell’ingresso principale a ovest, ma anche i 3 a sud, dedicati alla vergine Maria, sono da lasciare senza aggettivi. La facciata non è davvero descrivibile, bisogna vederla. Si rimane davvero stupefatti per l’enorme numero di sculture e particolari che attirano lo sguardo.

Amiens cattedrale

All’interno bellissimo anche il coro, stupendo, con ben 110 stalli in legno che fanno da contorno a un grande altare monumentale, senza dimenticare l'enigmatico labirinto ottagonale - lungo più di 200 metri - intarsiato sul pavimento della navata centrale; particolare interessante, almeno per me perché è la prima volta che lo vedo, la pregevole statua dell'Angelo Piangente collocata alle spalle del sontuoso altare barocco, sulla tomba monumentale del vescovo. Dopo la visita della cattedrale, siamo andati nel caratteristico quartiere di Saint-Leu, dove l'acqua dei canali fa da contorno alle variopinte facciate delle case dei pescatori che oggi sono diventate locali alla moda. Ci sono anche due vecchi mulini, anche se piuttosto fatiscenti.

Amiens si fa amare anche grazie al suo centro storico, sviluppato attorno al quartiere di St. Paul dove si trova il Museo della Piccardia che espone sculture e quadri di artisti francesi e stranieri. Da non perdere al numero 2 di rue Char les Dubois, la Maison a la Tour, conosciuta anche come Maison de Jules Verne, dove il grande scrittore visse tra il 1882 e il 1900. La residenza ospita un museo che lo ricorda, raccogliendo anche alcuni dei suoi oggetti. L’arredo è originale, con le stanze del secondo piano che mostrano lo studio, la ricca biblioteca e la curiosa ricostruzione dell'interno del suo yacht.

Non posso poi tralasciare la soffitta, dove sono esposti i modelli delle ricostruzioni delle macchine che lo scrittore aveva immaginato per i suoi racconti e le testimonianze dei lavori ispirati dalle opere dello scrittore.

Nel frattempo si è fatto tardi, e torniamo velocemente al camper ripartendo per la nostra meta di domani: REIMS (F). Percorriamo i 170 km che ci separano da questa località, e all’arrivo andiamo a sostare alle coordinate 49.245147/004.027551; un bel parcheggio all’ombra vicino allo stadio, a circa 1,5 km dal centro.

27-06-2025 venerdì

Andiamo subito alla cattedrale che ha visto l’incoronazione di tutti i re di Francia ed è stata testimone della storia di questo paese.

reims cattedrale

È molto bella sia dentro che fuori e tra le innumerevoli sculture e le splendide vetrate dei tanti rosoni non si rimane delusi, anche se aver appena visto la splendida omonima di Amiens ne riduce il gradimento. Comunque non toglie il fascino che si prova guardando le volte slanciate e leggere. Unico neo, l’interno, che ho trovato molto buio, ma comunque nell’insieme vale sicuramente la visita. Da non mancare di fotografare l’angelo ridente, vero simbolo della città, posto sul timpano del portale di sinistra.

Siamo infine arrivati all’ora di pranzo. Questa è stata la nostra ultima visita di questo itinerario, e qui si conclude il nostro racconto. Il resto del viaggio sarà un monotono quanto rapido viaggio verso casa.

Il mio racconto probabilmente vi sarà sembrato lungo, ma spero di avervi fornito spunti per il vostro eventuale viaggio nella bellissima terra irlandese.

A presto e buoni chilometri a tutti.

Daniele e Anna

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