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Il paradiso può attendere, la Sardegna no!

 Sardegna in camper silvia f

On the road da Trieste alle spiagge caraibiche dell’isola mediterranea (in bassa stagione)

 

di Silvia F.

Un lungo viaggio in camper da Trieste alla Sardegna, seguendo la costa tra Tavolara, Ogliastra, Costa Rei, Sulcis, Oristanese, Alghero, Stintino e Castelsardo, il tutto raccontato dall'amica di Vacanzelandia Silvia F.

In camper il viaggio inizia nel momento stesso in cui si chiude la porta di casa. Ma la vera magia comincia quando il profumo del mare cambia improvvisamente, quando la luce diventa più intensa e il tempo sembra rallentare. La nostra Sardegna è iniziata così, chilometro dopo chilometro, inseguendo spiagge bianche e tramonti infuocati.

16 maggio 2026

Da Trieste a Marina di Massa, il viaggio verso il mare

Partiamo da Trieste con calma, lasciandoci alle spalle il vento dell’Adriatico e le temperature ancora bassine, puntando verso la Toscana. Dopo una lunga giornata di strada arriviamo in serata a Marina di Massa, giusto in tempo per vedere il tramonto e respirare l’aria salmastra del Tirreno.

17 maggio 2026

La mattina successiva ci regala una passeggiata lenta sul lungomare, con il rumore delle onde, i bar che aprono piano, le biciclette che scorrono leggere. È il classico momento sospeso prima della partenza vera. Dopo pranzo ripartiamo verso Livorno. Giusto il tempo di un passaggio alla Terrazza Mascagni ed è ora di salire a bordo. La traversata per me non sarà delle migliori. Mi aspetta una notte difficile, con poco sonno, anche se il mare non è agitato. All’alba, quando il traghetto entra nel porto di Olbia, tutta la stanchezza passa immediatamente. La Sardegna è lì davanti a noi.

18 maggio 2026

Porto San Paolo e la magia della Tavolara

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La prima meta è Porto San Paolo (OT). Ci fermiamo in via del Corallo, in un parcheggio libero con una vista semplicemente spettacolare sull’isola di Tavolara. Una di quelle immagini che sembrano finte da quanto sono perfette.

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Da lì partiamo a piedi verso il porticciolo, attraversando la macchia mediterranea. Le casette del villaggio turistico Acqua Village sono perfettamente integrate nel paesaggio. Niente eccessi, solo colori morbidi e vegetazione ovunque. Il piccolo borgo è davvero delizioso soprattutto vicino al porticciolo. Giardini curati, qualche bar aperto e la spiaggetta è meravigliosa. Forse perché è la prima che vediamo in Sardegna. Oppure perché qui le spiagge brutte semplicemente non esistono.

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Dopo un breve passaggio a Punta Corallina, con le sue rocce rosse e la sabbia dorata, ci trasferiamo verso Porto Taverna. C’è un grande parcheggio attaccato alla spiaggia al costo di euro 22,50 al giorno, ma optiamo per il piccolo parcheggio di via degli Oleandri, libero e a poca distanza dalla spiaggia.

19 maggio 2026

Cala Brandinchi e la scoperta di Capo Coda Cavallo

Capo Coda Cavallojpg

La mattina seguente, dopo alcune ore di sole e di mare a Porto Taverna (OT), tentiamo di raggiungere Cala Brandinchi, ma, visto il divieto di accesso ai camper posto all'inizio della strada, cambiamo programma e ci dirigiamo in direzione di Capo Coda Cavallo. Qui il mare assume colori irreali, tra il turchese e lo smeraldo, con trasparenze perfette. Restiamo fino al tramonto, quando il sole colora tutto di arancione e rosa. Dormiamo nel park a pagamento, al momento gratuito, con il rumore del mare in sottofondo.

20 maggio 2026

Cala Brandinchi e Lu Impostu alla riscossa!

Cala Brandinchi1

Il giorno dopo ci riproviamo davvero a raggiungere Cala Brandinchi (OT). Lasciamo il camper vicino al campeggio Cala Cavallo e attraversiamo a piedi la macchia mediterranea. Poi, all’improvviso, eccola, la spiaggia che merita davvero il nome di “Piccola Tahiti”.

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Sabbia chiarissima, acqua bassissima e trasparente, colori tropicali, separata da Lu Impostu, più selvaggia e meno “caraibica”, solo da un piccolo promontorio. Sono quei posti che nelle fotografie sembrano ritoccati, e invece dal vivo sono ancora più belli.

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La serata si conclude a Porto Ottiolu (OT), in Via dei Tulipani, fronte marina. Paesino curatissimo, elegante ma rilassato, ha un porto pieno di luci e locali affacciati sull’acqua.

21 maggio 2026

Isuledda, le montagne dell’Ogliastra e il tramonto ad Arbatax

isuledda

Al mattino ripartiamo verso Isuledda (OT), una lingua di sabbia bianchissima circondata da vegetazione lacustre e pascoli, dove le mucche sembrano vivere a pochi metri dal mare.

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Lasciamo il camper in Via Costa Cadoni e dopo un breve percorso su strada sterrata arriviamo alla splendida spiaggia. Fa caldo e abbiamo portato con noi la nostra cagnolina, perciò, verso mezzogiorno siamo di ritorno. Dopo pranzo facciamo una sosta alla Cantina Dorgali per acquistare qualche bottiglia di vino locale e ci dirigiamo verso Arbatax (OG).

arbatax

Scegliamo di fare la strada costiera. Il passaggio da Cala Gonone è spettacolare. Appena usciti dalla galleria compare improvvisamente il mare, in un colpo d’occhio panoramico incredibile. Passato il bivio per Cala Gonone, la strada però cambia rapidamente scenario e si arrampica tra le montagne dell’Ogliastra.

Curve, passi panoramici, silenzi immensi e paesaggi mozzafiato ci accompagnano per quasi due ore. Attraversiamo Baunei, arroccato in alto sulla montagna, autentico e sospeso nel tempo. Colpiscono le donne anziane ancora vestite con abiti tradizionali. La Sardegna qui mostra la sua anima più vera. Ad Arbatax il tramonto sulle famose Rocce Rosse regala fotografie incredibili. Il colore della pietra contro il blu del mare crea uno dei contrasti più belli del viaggio.

Serata vicino alla spiaggia di Porto Frailis (OG) in un parcheggio a pagamento.

22 maggio 2026

Costa Rei e la spiaggia infinita di Piscina Rei

Dopo aver effettuato le operazioni di carico e scarico a Tortolì (OG) presso il Bar La Cambusa, al costo di euro 10,00, partiamo verso Costa Rei (CA). Ci fermiamo a mangiare nelle vicinanze del Chiosco Tabù Beach Club di Piscina Rei.

piscina rei

Qui troviamo una spiaggia selvaggia e chiarissima, lunghissima e quasi deserta che invita a passeggiare o a prendere il sole e che sembra uno di quei posti dove il tempo si ferma davvero. Il vento porta il profumo del mare e della macchia mediterranea, mentre il sole lentamente cala sull’orizzonte.

Isola dei Cavoli a Villasimius

Dopo un passaggio allo scoglio di Peppino e alla statua del Cristo benedicente che domina la spiaggia di Santa Giulia, la serata si conclude a Villasimius (CA), nel parcheggio di Via delle Palme, fronte mare, tra luci soffuse e quell’atmosfera estiva che in Sardegna arriva prima che altrove. E in quel momento capiamo una cosa, questo viaggio non è solo una vacanza. È un continuo susseguirsi di panorami che sembrano cartoline, strade che sorprendono ad ogni curva e spiagge che fanno venire voglia di non ripartire più.

23 maggio 2026

Da Villasimius a Torre delle Stelle, il mare che accompagna la notte

La mattina a Villasimius scorre lenta, con quella luce limpida che solo il Sud Sardegna sa regalare. Lasciamo il parcheggio fronte mare di Via delle Palme con calma, dopo il pranzo, senza alcuna fretta. Prima di ripartire decidiamo di concederci un breve passaggio nel centro del paese. Parcheggiamo vicino al cimitero, soluzione semplice e comoda per raggiungere il cuore di Villasimius a piedi. Le stradine sono già vive ma senza confusione. Dopo una passeggiata tranquilla riprendiamo il camper e ci dirigiamo verso Porto Giunco, dove lo sguardo viene catturato dalla torre spagnola che domina il promontorio e dal faro che si staglia contro il cielo azzurro. In serata ripartiamo seguendo la costa verso Torre delle Stelle (CA). La strada continua a regalare scorci magnifici sul mare, tra curve panoramiche e macchia mediterranea illuminata dalla luce dorata del tramonto. Troviamo posto in un parcheggio sterrato a pochi passi dalla spiaggia. Una sistemazione semplice, ma con un privilegio enorme, il rumore continuo delle onde che ci accompagna tutta la notte. Ceniamo con calma mentre il cielo diventa lentamente blu scuro e le prime stelle iniziano ad accendersi sopra il mare.

24 maggio 2026

Torre delle Stelle, l’acqua trasparente e l’arrivo a Masua

torre delle stelle

La sera prima, la spiaggia di Torre delle Stelle non ci aveva colpito particolarmente. Forse la luce ormai bassa, forse la stanchezza della giornata. Sembrava una delle tante belle spiagge viste lungo il viaggio. Ma la mattina dopo dobbiamo completamente ricrederci. Appena il sole illumina il mare, tutto cambia. L’acqua diventa trasparente come una piscina, con sfumature incredibili tra l’azzurro chiaro e il turchese. Una calma quasi irreale e il fondale chiarissimo. È domenica e durante il giorno la spiaggia si affolla ma restiamo lì fino al tardo pomeriggio, godendoci il mare senza fretta, semplicemente osservando i colori dell’acqua. Alle 17 ripartiamo in direzione del Sulcis Iglesiente, una delle zone più autentiche e scenografiche della Sardegna sud-occidentale.

pan di zucchero

La meta è Masua (CI), dove vogliamo finalmente vedere dal vivo il famoso Pan di Zucchero. E quando compare davanti a noi capiamo subito perché sia uno dei simboli dell’isola. Enorme, imponente, è quasi sospeso nel mare, illuminato dalla luce calda della sera. Purtroppo non possiamo fermarci nel parcheggio che avevamo scelto, perché sono previsti lavori di asfaltatura a partire dal mattino seguente. Così risaliamo lungo la statale e troviamo posto in un semplice parcheggio a bordo strada, insieme ad altri due van. Una sistemazione improvvisata, ma tranquilla.

25 maggio 2026

Nebida, Cala Domestica e il tramonto infinito sulle dune di Piscinas

nebida

La mattina lasciamo Masua e ci spostiamo di pochi chilometri verso Nebida (SU), piccolo villaggio minerario nel comune di Iglesias, affacciato su uno dei tratti di costa più spettacolari del Sulcis Iglesiente. Qui la storia mineraria della Sardegna è ancora ovunque, tra edifici in pietra, vecchi impianti industriali e panorami che sembrano sospesi nel tempo. Le miniere della zona furono sfruttate già dal Seicento per l’estrazione di piombo e zinco, diventando poi uno dei poli minerari più importanti dell’isola fino alla metà del secolo scorso, quando l’attività venne progressivamente abbandonata. Parcheggiamo vicino all’inizio della passeggiata panoramica e ne approfittiamo anche per fare rifornimento d’acqua da una fontanella.

Il sentiero parte dal centro del paese e conduce lentamente verso il celebre Belvedere 906 Operaio, uno dei punti panoramici più incredibili di tutta la costa occidentale. Da qui lo sguardo si apre sul mare infinito, sul profilo maestoso del Pan di Zucchero e soprattutto sulla gigantesca Laveria La Marmora, costruita a fine Ottocento direttamente sulla scogliera. Un’opera impressionante, simbolo della storia industriale sarda.

Si tratta di un enorme complesso minerario dove il materiale estratto veniva lavorato prima di essere trasportato via mare. Oggi resta lì, sospesa tra cielo e mare, silenziosa e abbandonata come una piccola città fantasma aggrappata alla roccia.

cala domestica

Dopo la passeggiata ripartiamo verso Cala Domestica (SU), percorrendo una strada stretta e panoramica che attraversa montagne brulle e profumate di macchia mediterranea. All’improvviso compare lei, una splendida insenatura racchiusa tra alte pareti rocciose, con un mare color smeraldo incredibilmente trasparente. Cala Domestica ha qualcosa di selvaggio e perfetto allo stesso tempo. Restiamo brevemente sulla spiaggia, perché non siamo interessati a dormire nell'area sosta ed il parcheggio presenta stalli piuttosto piccoli. Il tempo di qualche foto e di percorrere il bellissimo sentiero che conduce alla seconda caletta nascosta. Il passaggio sotto l’arco naturale scavato nella roccia rende tutto ancora più scenografico, quasi cinematografico. Riprendiamo il viaggio in direzione di Buggerru (SU). Dopo il paese, dove facciamo rifornimento di carburante, ci fermiamo alla grande spiaggia di San Nicolò, immensa e quasi deserta in questa stagione. Pranziamo a bordo strada con una vista spettacolare sulla distesa di sabbia e sulle onde che si infrangono lente lungo la costa. Uno di quei pranzi che restano impressi più di tanti ristoranti. Dopo un poco di mare nel tardo pomeriggio puntiamo verso Piscinas (CI), la spiaggia delle dune, attraversando l’entroterra minerario del Sulcis. La strada diventa sempre più stretta e isolata, passando accanto al borgo semiabbandonato di Ingurtosu, altro luogo simbolo della storia mineraria sarda, oggi quasi immobile nel tempo. Poi iniziano chilometri di sterrato, buche, polvere e silenzio assoluto. Un percorso lento, ma che aumenta l’attesa, curva dopo curva. Quando finalmente arriviamo a Piscinas il sole sta scendendo verso il mare. E lo spettacolo è qualcosa che difficilmente si dimentica.

piscinas tramonto

Davanti a noi si aprono dune gigantesche, tra le più alte d’Europa, modellate dal vento e dorate dalla luce del tramonto. Alcune superano i 50 metri di altezza e avanzano lentamente verso il mare creando un paesaggio che ricorda il deserto. Tutto intorno soltanto sabbia, vento e il rumore del mare sardo. Il sole cala lentamente dietro le dune tingendo il cielo di arancione, rosa e rosso intenso. Restiamo lì in silenzio ad osservare uno dei tramonti più belli dell’intero viaggio.

26 maggio 2026

Da Piscinas a Is Arutas. Dune, strada africana e chicchi di quarzo

La giornata è dedicata soprattutto agli spostamenti, alla spesa, alle operazioni di carico e scarico e a un po’ di meritato relax in spiaggia. Dopo tanti giorni intensi tra cale, panorami e tramonti, serve anche rallentare il ritmo del viaggio. Partiamo da Piscinas solo verso le 11, dopo una splendida passeggiata mattutina lungo la spiaggia ancora quasi deserta. Le dune illuminate dalla luce del mattino hanno un fascino completamente diverso rispetto al tramonto della sera prima. Il colore ambrato della sabbia diventa più intenso, mentre rimane il silenzio assoluto e quel vento continuo che modella lentamente la sabbia. Lasciare Piscinas però richiede pazienza. La lunga strada sterrata con pietre e buche profonde sembra ancora più impegnativa al ritorno e fanno sembrare il viaggio una piccola Parigi -Dakar in versione camper. Procediamo lentamente, tra polvere e sobbalzi continui, godendoci però anche quell’ultimo pezzo di Sardegna più selvaggia e isolata. Arriviamo nella zona di Oristano solo nel pomeriggio, anche perché facciamo tappa alla periferia della città per una spesa piuttosto abbondante in un Despar e successivamente in Viale Leonardo Tatti, dove approfittiamo del comodo punto gratuito per le operazioni di carico e scarico. Dopo pranzo ripartiamo in direzione di Is Arutas, una delle spiagge più particolari della Sardegna, famosa per la sua sabbia composta da piccoli granelli di quarzo simili a chicchi di riso.

is arutas

In zona troviamo soltanto parcheggi a pagamento, così ci adattiamo e scegliamo una sosta da 6 euro per due ore. Alla fine, però restiamo fino alle 20, conquistati dalla bellezza del luogo: spiaggia chiarissima, grana grossa quasi brillante e un’acqua trasparente dai riflessi turchesi e smeraldo. Un mare ancora diverso rispetto al sud dell’isola. Da tenere presente anche la particolarissima gestione del parcheggio. A pagamento di giorno, dalle 20 all’1 di notte non si paga nulla, mentre dall’1 alle 8 del mattino la tariffa sale a 15 euro. Per questo decidiamo di ripartire in serata alla ricerca di una sistemazione più tranquilla per la notte. Poco prima del tramonto raggiungiamo il parcheggio sterrato di Turri di Cabumannu (OR). Arriviamo giusto in tempo per vedere il sole scendere lentamente sul mare, con il cielo che si colora ancora una volta di arancione e rosso. Una conclusione perfetta per una giornata semplice, fatta soprattutto di strada, organizzazione e piccoli momenti che in camper diventano parte stessa del viaggio.

27 maggio 2026

Difficile proseguire, una spiaggia più bella dell'altra…

spiaggia samesa longa

La mattina, appena apriamo la porta del camper, scopriamo che questo angolo di costa è molto più bello di quanto ci fosse sembrato la sera precedente. Con la luce del mattino tutto cambia ancora una volta. Il mare assume tonalità chiarissime, tra il turchese e il verde smeraldo, mentre la spiaggia appare ampia, selvaggia e silenziosa. Trascorriamo tutta la mattina in spiaggia con Chloe, tra passeggiate lente sulla battigia e lunghi momenti semplicemente a guardare il mare. Lei corre felice sulla sabbia ancora fresca, mentre noi ci godiamo quel ritmo lento che in Sardegna sembra diventare naturale dopo pochi giorni. Ogni volta che pensiamo di aver visto la spiaggia più bella del viaggio, l’isola riesce sempre a sorprenderci ancora. Verso l’ora di pranzo ripartiamo con l’idea di raggiungere S’Archittu (OR), curiosi di vedere il celebre arco naturale scavato dal mare. Ma come spesso accade in questo viaggio, i programmi durano poco. Arrivati nella zona di Putzu Idu veniamo letteralmente folgorati dal paesaggio.

putzu idu

Il parcheggio si trova su una sottile lingua di terra sospesa tra due mondi. Da una parte il mare, luminosissimo e dai colori caraibici, dall’altra uno stagno popolato da fenicotteri che si muovono lentamente nell’acqua bassa. Una scena quasi irreale. Scendiamo dal camper. Davanti a noi l’acqua è trasparente, con sfumature che vanno dal turchese chiarissimo all’azzurro intenso, mentre il vento increspa appena la superficie del mare. Ancora una volta capiamo che in Sardegna non serve inseguire troppo una meta precisa: spesso i luoghi più belli sono proprio quelli che non avevamo programmato. Finalmente, nel tardo pomeriggio, riprendiamo la strada verso S’Archittu. Dopo tante soste improvvisate e panorami che continuano a rallentare il viaggio, arriviamo in serata in uno dei luoghi più iconici della costa occidentale sarda.

s archittu

Lasciamo il camper all’ingresso del paese, vicino alla piazza del mercato. Una sistemazione comoda e tranquilla, perfetta per partire subito a piedi verso il lungomare. Da lì inizia la splendida passeggiata panoramica che conduce al celebre arco naturale di S’Archittu. Il sentiero costeggia il mare tra scogliere bianche, vegetazione mediterranea e scorci continui sull’acqua trasparente. Ad ogni curva il panorama sembra aprirsi sempre di più, con il blu intenso del mare che contrasta con le rocce chiare modellate dal vento e dalle onde. Quando finalmente compare davanti a noi il grande arco naturale, capiamo immediatamente perché questo luogo sia così famoso. La roccia calcarea scavata dal mare forma una perfetta finestra sull’orizzonte, imponente ma allo stesso tempo armoniosa, quasi sospesa sopra l’acqua. Scendiamo fino alla piccola spiaggia ai piedi dell’arco e decidiamo di aspettare lì il tramonto. È uno di quei momenti che valgono da soli un intero viaggio. Il sole cala lentamente sul mare e, poco prima di sparire all’orizzonte, i suoi raggi attraversano perfettamente l’interno dell’arco, illuminandolo di luce rossastra e creando riflessi spettacolari sull’acqua. Tutto intorno si accende di colori intensi, mentre il rumore delle onde accompagna il silenzio delle persone sedute sugli scogli ad osservare lo spettacolo. Concludiamo la serata nel migliore dei modi, cenando al Ristorante Marongiu, affacciato sul mare. La vista dalla terrazza accompagna tutta la cena, mentre le ultime luci del giorno lasciano spazio lentamente alla notte. Uno di quei finali di giornata semplici ma perfetti, che in Sardegna sembrano ripetersi ogni sera senza mai diventare uguali.

s archittu tramonto

28 maggio 2026

Da Porto Alabe ai murales di Tinnura, fino alla strada panoramica verso Alghero

La mattina ripartiamo da S’Archittu seguendo la costa verso nord, senza particolare fretta e con quella sensazione ormai familiare di voler assaporare ogni chilometro di questa Sardegna che continua a sorprenderci. La prima tappa della giornata è Porto Alabe (OR), piccolo tratto di costa segnalato in alcuni diari di viaggio letti prima della partenza. Arriviamo a metà mattina e ci sistemiamo nel parcheggio adiacente alla spiaggia, perfetto per una sosta tranquilla fronte mare. La spiaggia non è tra le più spettacolari viste durante questo viaggio, (dopo giorni trascorsi tra acque caraibiche e dune immense è quasi inevitabile fare paragoni), ma ha comunque un fascino semplice e rilassato. Il mare è leggermente mosso, il vento porta il profumo della salsedine e tutto intorno regna quella calma tipica delle località ancora poco turistiche in questa stagione. Pranziamo qui e ci concediamo un paio d’ore di relax in spiaggia, chiacchierando con una coppia di signori liguri trapiantati in Sardegna. Nel tardo pomeriggio riprendiamo la strada verso l’interno raggiungendo Tinnura (OR), piccolo borgo famoso per i suoi splendidi murales. Appena entriamo nel paese sembra quasi di passeggiare dentro un museo a cielo aperto.

tinnura murales

Le pareti delle case raccontano la Sardegna più autentica. Ci sono scene di vita quotidiana, costumi tradizionali, attività agricole, pastori, feste popolari e antichi mestieri. Ogni vicolo conserva dettagli diversi e il paese trasmette un senso d'identità fortissima. Ci fermiamo per un aperitivo nella piccola piazzetta del centro. Anche questi momenti semplici, lontani dalle spiagge più famose, stanno diventando una parte importante del viaggio. Decidiamo poi di andare alla ricerca del Nuraghe Nuraddeo, immerso nella campagna poco fuori dal paese.

Il nuraghe appare subito affascinante e misterioso, circondato dal silenzio e dalla vegetazione mediterranea. Purtroppo, però il sito archeologico è chiuso e possiamo soltanto osservarlo da lontano, abbastanza comunque per immaginare il fascino antico di questi luoghi che raccontano una Sardegna millenaria. Riprendiamo quindi il viaggio passando per Bosa (OR), che compare improvvisamente con le sue case colorate adagiate lungo il fiume Temo e dominate dal Castello Malaspina. Attraversiamo il paese mentre la luce accende i colori delle facciate e rende tutto ancora più suggestivo. Per la notte scegliamo uno dei tratti più panoramici dell’intero viaggio, la strada provinciale Bosa-Alghero. Dopo alcune soste fotografiche e aver sorpassato un poco a malincuore la spiaggia di S'Abba Druche, difficilmente accessibile se non parcheggiati nell'area di sosta, troviamo posto in un parcheggio panoramico lungo la costa, in compagnia di altri tre camper. Davanti a noi soltanto il mare infinito e le scogliere illuminate dalle ultime luci del tramonto. Ancora una volta la giornata si chiude così, nel silenzio di un parcheggio vista mare, con la sensazione sempre più forte che in Sardegna il viaggio conti quasi più della meta stessa.

29 maggio 2026

Verso Stintino, dove il mare incontra il vento

bosa torre argentina

La notte trascorre tranquilla nel parcheggio panoramico affacciato sul mare, dove assistiamo a uno spettacolo inatteso dalla finestra del camper. Una luna enorme e rossa tramonta riflettendosi sull'acqua scura. Per lunghi minuti restiamo semplicemente ad osservare quel disco rossastro scendere lentamente fin sotto l'orizzonte, in un silenzio interrotto soltanto dal rumore del mare. Al mattino ripartiamo seguendo uno dei tratti stradali più belli dell'intera Sardegna, la panoramica Bosa –Alghero, una strada che sembra scolpita nel costone roccioso e che per chilometri corre sospesa tra cielo e mare. Ad ogni curva si aprono nuovi scorci sulle scogliere a picco sull'acqua e sulle insenature nascoste della costa occidentale.

Spiaggia di Porto Managu

Superiamo il selvaggio Capo Marrargiu (OR), uno dei tratti più incontaminati dell'isola, dove la natura domina ancora incontrastata, e proseguiamo verso la spiaggia di Poglina, che compare all'improvviso ai piedi delle falesie. Poco oltre costeggiamo anche la base militare dei guastatori, mentre il paesaggio continua ad alternare macchia mediterranea, rocce e panorami mozzafiato sul mare. Attraversata Alghero, raggiungiamo la zona di Fertilia, dove una lunga e bella pineta separa la strada dalla spiaggia. Il contrasto tra il verde degli alberi e l'azzurro del mare accompagna il viaggio mentre puntiamo verso l'estremo nord- ovest dell'isola, in direzione di Stintino (SS). Prima di arrivare facciamo una piacevole sosta al Biscottificio Demelas, in località Pozzo San Nicola, a circa otto chilometri dalla celebre spiaggia delle Saline di Stintino. Un'occasione perfetta per acquistare qualche specialità locale e concederci una breve pausa prima di riprendere la strada. La giornata prosegue alla scoperta della spiaggia La Pazzona. Il luogo è molto bello e selvaggio, ma oggi il vento soffia con decisione e il mare è piuttosto mosso. Le onde rimestano la posidonia accumulandola lungo la battigia e riducendo quel contrasto cromatico tra sabbia bianca e acqua turchese che rende famosa questa parte di costa. Nonostante questo, il paesaggio conserva un fascino autentico e poco turistico. Nel tardo pomeriggio decidiamo quindi di spostarci di qualche chilometro e raggiungiamo il parcheggio dedicato ai camper poco distante, dove trascorreremo la notte. La posizione è tranquilla e comoda per esplorare il territorio nei prossimi giorni. Ancora una volta la Sardegna ci ricorda quanto sia difficile rispettare programmi e tabelle di marcia. Ogni strada panoramica, ogni spiaggia e ogni scorcio sul mare invitano a rallentare, a fermarsi qualche minuto in più e a godersi il viaggio. E proprio questa continua capacità di sorprendere, giorno dopo giorno, sta diventando il ricordo più bello di questa lunga avventura on the road.

30 maggio 2026

Castelsardo, il castello sul mare e la magia del tempo sospeso

Dopo tanti giorni, trascorsi tra spiagge caraibiche, dune dorate e strade panoramiche, decidiamo di dedicare la giornata ad un borgo affascinante, Castelsardo (SS). Lasciamo il camper nel parcheggio di fronte al cimitero, abbastanza vicino al paese e raggiungiamo il centro storico, che appare subito come una visione. Il borgo medievale si arrampica sul promontorio roccioso affacciato sul mare, con le sue case color pastello strette una accanto all'altra, vicoli acciottolati e scorci che si aprono all'improvviso sul Golfo dell'Asinara.

castelsardo

La salita verso il castello è lenta ma piacevole. Ci lasciamo guidare dai vicoletti, affollati da negozietti e turisti, che si intrecciano tra archi in pietra, scalinate e piccole piazze dove il tempo sembra essersi fermato. Ad ogni curva compare un nuovo panorama, tetti, campanili, terrazze fiorite e soprattutto il mare, sempre presente, immenso e luminoso. Man mano che saliamo, il vento si fa più intenso. È lo stesso vento che da secoli accompagna la vita di questo borgo fortificato, fondato dai Doria nel Medioevo e rimasto ancora oggi sorprendentemente autentico. Quando raggiungiamo la cima e le mura del Castello dei Doria, lo spettacolo è semplicemente magnifico. Da quassù lo sguardo spazia a 360 gradi. Da una parte il centro storico che scende verso il porto, dall'altra il mare che sembra non finire mai. Nelle giornate più limpide si distingue perfino il profilo della Corsica all'orizzonte. Restiamo ad osservare il panorama sorseggiando un aperitivo su una terrazza panoramica. Nel tardo pomeriggio scendiamo nuovamente verso il lungomare. Le luci iniziano a diventare più calde e le facciate colorate delle case si tingono d'oro. Il castello, illuminato dal sole che cala lentamente verso occidente, domina ancora una volta il paese come fa da secoli, fino all’imbrunire, quando si accendono le luci artificiali che lo tingono di rosso.

31 maggio 2026

Osilo, la Scala di Giocca e il ritorno verso Olbia

Prima di lasciare il nord della Sardegna decidiamo di fare una breve deviazione verso Osilo (SS), piccolo borgo arroccato sulle colline dell'Anglona. È una sosta diversa da tutte quelle vissute finora, niente spiagge, niente mare caraibico o tramonti sul litorale. Qui ci aspettano alcuni parenti che non vedevamo da tempo e che ci accolgono con quella cordialità semplice e genuina che caratterizza l'entroterra sardo. Ammiriamo il panorama che si apre sulle campagne circostanti e sul Golfo dell'Asinara. Da quassù la Sardegna mostra ancora una volta un volto completamente diverso rispetto a quello delle coste, più autentico, più silenzioso, profondamente legato alle sue tradizioni. Dopo i saluti riprendiamo il viaggio in direzione di Olbia. Per raggiungere Sassari percorriamo uno dei tratti stradali più caratteristici della zona, la celebre Scala di Giocca. Il nome racconta già molto di questa strada spettacolare. In lingua sarda, scala indica una strada ripida e di difficile accesso, mentre “giocca” significa chiocciola, un chiaro riferimento all'andamento lento e tortuoso imposto dalle curve che si susseguono tra salita e discesa. Lunga appena tre chilometri, la Scala di Giocca permette di passare rapidamente dai 132 ai 342 metri sul livello del mare attraverso sei stretti tornanti scavati tra alte pareti calcaree a strapiombo. Percorrerla in camper è un'esperienza particolare. Ad ogni curva il panorama cambia, mentre la strada si avvolge su sé stessa come una spirale tra le rocce bianche. Superata Sassari, il viaggio verso Olbia prosegue più veloce. I chilometri scorrono sotto le ruote e lentamente iniziamo a realizzare che questa lunga avventura sta ormai volgendo al termine. Dopo quasi due settimane trascorse a inseguire spiagge da cartolina, borghi sospesi nel tempo, strade panoramiche e tramonti indimenticabili, la Sardegna continua ancora a regalarci scorci e paesaggi che rendono difficile pensare al ritorno.

Alcune informazioni utili per la sosta in camper in Sardegna

Dopo aver percorso una buona parte delle coste dell'isola in camper, possiamo condividere alcune considerazioni che potrebbero essere utili a chi desidera organizzare un viaggio simile. Maggio è probabilmente uno dei periodi migliori per visitare la Sardegna in camper. Le spiagge sono ancora poco frequentate, le temperature generalmente piacevoli e molti parcheggi risultano gratuiti.

Dal 1° giugno cambia molto. Numerosi parcheggi che fino a fine maggio consentono la sosta gratuita diventano a pagamento. In molte spiagge dell'isola sono presenti limitazioni o divieti specifici per i camper, che durante l'estate vengono fatti rispettare, soprattutto nelle strade di accesso più strette. Conviene sempre verificare la segnaletica prima di imboccare le strade che conducono alle spiagge.

Premesso che, durante i nostri viaggi in camper prediligiamo le soste libere, è doveroso precisare che le operazioni di carico e scarico gratuite sono generalmente abbastanza difficili da trovare. Ci sono però numerosi campeggi ed aree sosta private che offrono il servizio di rifornimento a pagamento. In molte località costiere è tollerata la semplice sosta nei parcheggi pubblici, mentre il campeggio libero resta vietato su tutto il territorio sardo.

Tavoli, sedie, tendalini e qualsiasi occupazione del suolo pubblico possono comportare pertanto sanzioni. Le strade costiere sono spesso spettacolari ma richiedono attenzione. Alcuni tratti, come quelli dell'Ogliastra, del Sulcis o della Bosa-Alghero, presentano curve frequenti e carreggiate non particolarmente larghe. Per le spiagge più famose, come Cala Brandinchi, Lu Impostu o La Pelosa nei mesi estivi è opportuno informarsi in anticipo sulle modalità di accesso, sulle prenotazioni e sui parcheggi disponibili.

Frequentemente in prossimità dei lidi si viene raggiunti da persone del luogo che vendono formaggi o salumi di maiale, cinghiale o addirittura di pecora. Infine, il consiglio più importante, soprattutto in bassa stagione, non programmare troppo. In Sardegna le tappe migliori spesso nascono per caso, da una strada secondaria imboccata all'ultimo momento, da una spiaggia non prevista o da un tramonto che convince a fermarsi un giorno in più. Perché alla fine il vero rischio di un viaggio in Sardegna non è perdersi. È accorgersi, troppo tardi, che il tempo a disposizione non sarà mai abbastanza.

Parcheggi ed aree di carico e scarico da noi utilizzate

1. MARINA DI MASSA - Park gratuito di Via Tornaboni 2 vicino al lungomare a 2 passi dal centro vicino ad una pasticceria, pizzeria e ristorante

2. CARICO/SCARICO gratuito in autostrada CASTAGNOLA OVEST pulita e funzionante

3. PORTO SAN PAOLO park gratuito Via del Corallo in alto dopo il Piscina Acqua Village

4.PORTO TAVERNA park a pagamento. Area vicinissima alla spiaggia euro 22,50 al giorno, o via degli oleandri park gratuito poco distante

5.CAPO CODA CAVALLO park a pagamento alla fine della strada Euro 1, 50/h dal 01.06

6. CALA BRANDINCHI strada di accesso alla spiaggia vietata ai camper. Conviene lasciare il camper nel parcheggio a pagamento (ora gratuito) vicino camping Cala Cavallo e poi a piedi con una breve passeggiata si può accedere sia a Cala Pipara che a Cala Brandinchi e doppiato il promontorio che le divide anche a Lu Impostu

7. PORTO OTTIOLU parcheggio in via dei Tulipani nella marina fronte mare

8. ISULEDDA park libero sulla strada in via Costa Caddu

9. ARBATAX parcheggio al porto per vedere le rocce rosse. Per la notte tranquillo parcheggio della spiaggia di Porto Frailis di fronte Hotel Bitta a pagamento dalle 09.00 alle 20.00 costo 0,50 euro/h

10. CARICO/SCARICO TORTOLÌ presso il Bar La Cambusa a pagamento euro 10,00

11. COSTA REI Parcheggio sulla spiaggia di Piscina Rei vicino al chiosco Tabù Beach in Contrada Ziu Franciscu

12. VILLASIMIUS Park comunale a pagamento dal 01.06 fronte spiaggia Via delle Palme a fianco del Ristorante-pizzeria " L'ancora spagnola". Per visitare il centro park del cimitero in viale dei Cipressi

13. PORTO GIUNCO park a pagamento ora libero N.39.11253, E.9.516134

14. TORRE DELLE STELLE grande park sterrato separato dal mare solo da una siepe di oleandri in via dell'Acquario N.39.157360, E.9.392781

15. MASUA Park per vedere il Pan di Zucchero. Si accede ad una delle 2 spiaggette da una scaletta N.39.33297, E. 8.420607

16. NEBIDA Park in paese Piazza Belvedere inizio passeggiata panoramica sulla Laveria La Marmora. FONTANELLA per carico acqua nelle vicinanze e buona pizzeria panoramica a circa metà della passeggiata

17. CALA DOMESTICA unica possibilità di parcheggio camper in a rea sosta alla fine della strada di accesso. Il parcheggio a pagamento è molto piccolo e con stalli corti. Talvolta passa la polizia e multa i veicoli che sono fuori dagli stalli.

18. BUGGERRU - SPIAGGIA DI SAN NICOLÒ park panoramico a bordo strada attaccato al mare N. 39.421869, E. 8.412566

19. PISCINAS Grande park sterrato fronte dune e spiaggia alla fine della strada. In stagione a pagamento

20. CARICO/SCARICO ORISTANO Gratuito in Viale Leonardo Do Tatti vicino al cimitero

21. IS ARUTAS Park a pagamento dal 01.05 a pagamento fino alle 20.00, dopo fino all'1 di notte libero. Dall'1 alle 8.00 del mattino Euro 15.00. Sosta 2 ore euro 6,00

22. TURRI DI CABUMANNU - Parcheggio sterrato fronte mare (N 40.042829, E 8.396302)

23. PUTZU IDU Park fronte bellissima spiaggia N.40.032476, E.8.402910

24. S'ARCHITTU Park piazza del mercato in via dei Gelsomini N.40.089722, E.8.492308

25. PORTO ALABE Grande parcheggio asfaltato vicino alla spiaggia

26. TINNURA molto difficile parcheggiare, trovato un parcheggio di fortuna in una via a fondo cieco

27. BOSA Park panoramico sulla statale Bosa-Alghero N.40.33329, E.8.43443

28. STINTINO Parcheggio sterrato della spiaggia delle saline N.40.903293, E.8.235076

29. CASTELSARDO Parcheggio fronte cimitero in via dei Mille N.40.911574, E.8.719877, ottimo per la visita al borgo ma rumoroso per la notte vista la presenza di un locale nelle vicinanze.

(prezzi validi a maggio 2026)

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