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Irlanda in libertà: diario di viaggio on the road tra città, scogliere e paesaggi selvaggi

diario di viaggio giovannoni irlanda

Un viaggio a ritmo lento, una coppia di camperisti racconta la loro esperienza nell'isola di smeraldo

di Daniele G.

Il viaggio di cui vi sto per rendicontare, è stato un bellissimo viaggio, ma allo stesso tempo impegnativo, che ha richiesto una buona preparazione pre-partenza e di cui è necessario conoscere alcuni dettagli prima di intraprenderlo per poterlo goderne al meglio senza sorprese.

Sono soprattutto 5 gli aspetti che secondo me meritano attenzione negli aspetti che andremo ad incontrare in questo bellissimo paese.

Consigli e suggerimenti 

Il primo aspetto è sicuramente le strade che troveremo. Ci sono tre tipologie di strade che in Irlanda vengono definite con L, R e M seguite da un numero. Il numero corrisponde come logica all’indicazione stradale, mentre le tre lettere indicano proprio la strada che andremo ad affrontare. La M può essere un’autostrada a pagamento o anche una semplice superstrada; sono praticamente come le nostre e non presentano nessun tipo di problema. La R è quella che io ho interpretato come “regionale” ed ha diverse tipologie. È come la nostra classica strada a due corsie, una per senso di marcia, ma a volte la corsia su cui viaggiamo è stretta abbastanza tanto da non riuscire a starci dentro perfettamente con il camper, con le ruote che toccano o sulla mezzadria, o sulla linea di delimitazione della strada. Considerate che praticamente quasi tutte le strade hanno i segnalatori acustici sulle due strisce (gialla per il bordo e bianca per la mezzana) per cui ci si rende subito conto se non siamo dentro la carreggiata. In più sulla sinistra, dove viaggiamo, non esiste fossato ne bordo, ma c’è una specie di siepe che spesso appare come un muro verde impenetrabile che spesso ho proprio sfiorato, se non colpito, con lo specchietto retrovisore. C’è da prestare molta attenzione, e soprattutto non tenere elevate velocità. Gli automobilisti irlandesi sono molto rispettosi, e cercano sempre di non mettere in difficoltà chi proviene in senso contrario, e questo aiuta molto.

La tipologia L è una strada locale, che va da una corsia e mezzo contemporaneamente per i due sensi di marcia, ad una singola corsia. Va da sè che qui bisogna guidare con prudenza, lasciando il passo a chi viene in senso contrario dove gli slarghi, che comunque sono molti, lo consentono. Come detto gli automobilisti sono molti rispettosi e vedrete che dopo il primo impatto non avrete difficoltà a guidare su qualsiasi strada. A proposito, nessun problema con la guida a sinistra; unica raccomandazione, la mattina quando si parte per la prima volta. Se non viene nessuno in senso contrario, mi sono ritrovato spesso a partire viaggiando sulla destra per poi ritornare bruscamente nella corsia corretta.

Rifiuti: qui un po’ di problemi li abbiamo incontrati. In tutti i parcheggi ci sono i bidoni della differenziata, ma sono per vetro bianco, vetro verde, vetro colorato, vetro per alimenti ecc. In alcune occasioni ci sono quelli per la raccolta dei vestiti e alcune volte per la plastica. Solo davvero raramente abbiamo trovato i cassonetti per la differenziata. Noi abbiamo risolto il problema utilizzando dei piccoli sacchetti, con naturalmente poca immondizia, che gettavamo nei cestini dei rifiuti che si trovano in giro per le strade dei paesi e dei parchi, con indicazione Waste, o in gaelico, Bruscar. Ho detto piccoli perché l’imbocco è stretto e non apribile.

Bombola del gas: ormai da diversi anni ho smesso di andare a cercare gli eventuali rivenditori che possano riempire le nostre bombole con i vari attacchi sempre diversi in giro per l’Europa.

Per i miei viaggi, cosi come per questo, prima di partire acquisto presso la ditta Truma il tubo ad alta pressione arancione, con valvola di sicurezza, con i terminali adatti per le bombole del paese in cui vado e attacco italiano.

Sotto c’è la foto presa dal sito della Truma con tutte le tipologie di attacco, e nel nostro caso, per l’Irlanda e tutta la Gran Bretagna, l’attacco è il G7 (per l’Italia è il G1).

 attacchi bombole

Questo mi permette di partire con una sola bombola, e una volta sbarcato in Irlanda, prenderne una su cauzione presso i distributori, ma si trovano anche nei supermercati, e sostituirla alla mia. Una volta pronti al rientro è possibile restituire la bombola sempre presso i diversi rivenditori e riavere i soldi della cauzione.

attacco bombola

Le bombole sono da 6 litri

Le bombole sono di propano da 6 litri, di colore rosso, e si trovano davvero dappertutto.

Internet: sicuramente tutti partirete attrezzati con i dati Roaming sufficienti per affrontare il viaggio. L’informazione che voglio però dare e che in tutta l’Irlanda c’è presente la rete WIFI4.EI che si trova in tutti i centri di tutti i paesi che ho visitato, anche i più piccoli, ed è gratuita e illimitata. Questa è stata una piacevole sorpresa.

Costo della vita: il costo della vita è decisamente più alto rispetto a noi, e lo si nota specialmente nell’acquistare frutta e verdura, che proviene quasi tutta dalla Spagna. Se potete partite con una buona cambusa rifornita, e portatevi anche qualche bottiglia di vino, oltre al vostro consumo personale; è spesso utile per fare dei graditissimi regali e ottenere qualche piccolo favore.

Per il gasolio il prezzo è all’incirca come il nostro, forse leggermente più alto.

Ultima nota. L’Irlanda va girata piedi. Non limitatevi ai posti raggiungibili con il camper. È necessario percorre le scogliere e gli altri siti a piedi altrimenti si perde davvero quello che rende così magnifico il viaggio in Irlanda; per darvi un metro di paragone, io e mia moglie, 68 e 66 anni, in 50 giorni, tanto è durato il nostro viaggio, abbiamo percorso poco più di 400 km a piedi.

Il nostro camper è un Challenger  287 del 2021, e la maggior parte delle informazioni turistiche le abbiamo reperite dai diari di viaggio di chi ci ha preceduto (e a cui vanno i miei ringraziamenti), dalla guida Lonely Planet e dal sito di riferimento www.irlanda.com, anche in Italiano.

Per quanto riguarda le spese possiamo riassumerle in 1000 € per il gasolio (percorsi 8000 Km); 786 € per le visite turistiche; 539 € per le aree di sosta e campeggi (i campeggi sono carissimi ma a Dublino, Belfast e Cardiff non è possibile farne a meno); 760 € per i traghetti (Cherbourg-Dublino, Rosslare- Galles, Dover-Calais).

Partenza 11-05 -2025 domenica

Partiamo prestissimo la mattina da Follonica (GR), perché abbiamo prenotato la visita guidata al forte di Fenestrelle (TO), in Piemonte. Sono anni che volevamo fare questa visita, ma per un motivo o l’altro non ci eravamo mai riusciti. Questa volta lo abbiamo inserito come tappa nel nostro viaggio.

Arriviamo al parcheggio dedicato (45.030672, 7.059260) alle 9.30, e 30 minuti dopo iniziamo la visita (ci sono tre possibilità di visita, una che dura 1 ora, una 3 ore, e la più impegnativa più di cinque ora dove si percorre buona parte della scala coperta; noi abbiamo prenotato quella da 3 ore).

La fortezza ancora oggi impressiona il visitatore. Si tratta di un complesso di fortificazioni che si trovano disposte a più altezze lungo la medesima dorsale, collegate tra loro da una scala coperta, la più lunga d'Europa, con quasi 4.000 gradini che superano 600 metri di dislivello. Iniziato nel 1727 sotto il regno Sabaudo, fu terminato circa alla fine del secolo seguente.

E forse è stata la sua imponenza e potenza a far sì che non vi si svolsero mai battaglie. Infatti, le truppe francesi che tentarono l'invasione del Piemonte nella seconda metà del Settecento, preferirono passare lungo le alture dell'Assietta, a 2.500 metri d'altitudine (dove, tra l'altro, vennero fermate dalla truppe piemontesi nello scontro della Battaglia dell'Assietta). Successivamente, in seguito allo spostamento della linea difensiva più in alta quota, iniziò il suo declino.

La sua utilità proseguì come caserma, ma anche come prigione di stato, con una leggenda che vuole che il suo prigioniero più illustre fosse la misteriosa Maschera di Ferro.

fenestrelle1

Divenne poi centro logistico, disarmato nel 1915 e completamente abbandonato dopo la Seconda Guerra Mondiale. Da questo momento cominciò l'incuria più totale ed il forte subì vandalismi e asportazione di pezzi. Il degrado terminò alla fine degli anni Novanta, quando intervenne la Pro Loco e in seguito il Comitato del "Progetto San Carlo-Forte di Fenestrelle onlus". Vennero fatti restauri più consistenti, si organizzarono visite guidate e spettacoli serali.

La visita ci porta nel cortile interno e al pian terreno degli edifici principali che qui si affacciano: la Chiesa e il Palazzo del Governatore. Si visita poi l'interno del Palazzo del Governatore e la sua Collezione di oltre 300 specie di animali imbalsamati provenienti dalle antiche battute di caccia e il percorso museale Come alla corte del Re che presenta abiti del Settecento, che si trova all'interno del Palazzo degli ufficiali. A seconda della scelta di visita prenotata, ci sono poi tre possibilità: La Passeggiata Reale, della durata di tutto il giorno e che porta a visitare il Forte San Carlo per poi percorrere parte della Scala Coperta e parte della panoramica Scala Reale per raggiungere il Forte delle Valli a quota 1.800 metri e scendere poi lungo la Strada dei Cannoni.

Viaggio affascinante dentro le mura, della durata di tre ore, quello che abbiamo scelto noi, permette una visita approfondita del Forte San Carlo per poi risalire lungo la Scala Coperta ed un pezzetto della Scala Reale fino a raggiungere la Garitta del Diavolo a quota 1.400 metri.

Alla scoperta del San Carlo, della durata di un'ora, è la terza possibilità, che permette di visitare minuziosamente i diversi edifici della fortezza.

La nostra guida, Giuseppe, ci fa percorrere parte delle due scale illustrandoci gli aspetti sia storici che strutturali della fortezza, con scorci di panorama davvero imperdibili.

Tutto il percorso come detto dura circa 3 ore. Alcuni passaggi sono impegnativi, ma c’è tutto il tempo di sostare e recuperare le energie. Al termine, poco dopo l’una, rientriamo in camper dove pranziamo.

fortezza vista altoLa fortezza vista dall’alto

Riprendiamo il nostro viaggio entrando in FRANCIA dal Monginevro, e percorriamo la bellissima strada che da Briançon  porta a Grenoble facendoci godere di un paesaggio stupendo e incantevole.

In tarda serata arriviamo alla nostra prima tappa francese: il borgo di Saint-Antoine-l'Abbaye (F), che visiteremo domani, sistemandoci nell’area di sosta municipale gratuita di coordinate 45.17301 5.21789. L’area dispone di scarico wc chimico e acque reflue ed è dotata anche di bagni pubblici oltre ad essere vicinissima al paese.

12-05-2025 lunedì

Risaliamo a piedi verso il centro del paese, inserito nell'elenco dei più bei borghi di Francia, e che prende il nome dalla sua famosa cattedrale.

Classificata come monumento storico, questa costruzione in stile gotico presenta un magnifico portale scolpito; fu fondata nel 1297 dall'ordine di Sant'Antonio per accogliere le reliquie di Sant'Antonio Abate, che si trovano all’interno dell’altare maggiore.

Sant Antoine Abbaye

Un nobile francese, Jocelin de Chateau Neuf, di ritorno nel 997 da un pellegrinaggio in Terra santa, condusse con sé le spoglie di Antonio abate, donategli dall'imperatore di Costantinopoli. Le spoglie del Santo furono tumulate nel villaggio di Motte aux Bois, non lontano dal piccolo paese di Saint Marcellin. Nel 1070, Ghigo di Didier, discendente di Jocelin, fece costruire una chiesa per custodire le reliquie. Esse divennero oggetto di devozione popolare e di pellegrinaggio soprattutto per la guarigione dal fuoco di sant'Antonio, e a maggior ragione quando nel 1095 sorse una comunità laicale con fini ospedalieri.

Il paese conserva numerose testimonianze architettoniche del suo prestigioso passato. L'abbazia, in stile gotico fiammeggiante, è una prestigiosa vestigia della sua passata grandezza, ma tutto il paese è pieno di targhe e tracce che ne raccontano la sua storia.

altare spoglie santoAltare spoglie santo

 

Dopo questa visita partiamo per una tappa dal sapore sicuramente affascinante: Hauterives (F), un paesino di 1.800 anime, nella Dròme, un posto che difficilmente ci saremmo passati per caso. Ma qui si trova la bizzarra visione di un uomo, talmente bizzarra da aver entusiasmato persino Picasso. Il "Palazzo ideale", l'opera di una vita del postino Ferdinand Cheval. Mi ero diretto al parcheggio P1 del sito in questione, ma arrivato ho trovato un cartello di divieto per i camper con l’invito ad andare a parcheggiare nell’area municipale. A questa, che si trova comunque adiacente alla precedente, si accede tramite un totem che ci chiede di inserire il numero della targa. Per una sosta inferiore alle 3 ore (tempo più che sufficiente per la visita del palazzo) il parcheggio è gratuito, altrimenti per un tempo superiore si pagano all’uscita 10 euro per 24 ore (N45.25497 E5.03022).

Andiamo quindi al vicino ingresso del Palazzo pagando un ticket di ingresso di 9.5 euro.

Una volta entrati si rimane spiazzati. Da lontano ricorda un tempio indiano, ma avvicinandosi e notando i dettagli ci si rende conto che le cose non stanno così, potrebbe benissimo arrivare da un altro pianeta.

palazzo cheval

La storia di Ferdinand Cheval è decisamente da raccontare. Nasce nel 1836, a 13 anni lascia la scuola inizia a lavorare come panettiere e nel 1867 diventa postino. Ispirato dalle prime riviste illustrate che riportavano le immagini di un oriente piuttosto misterioso o dalle cartoline in arrivo da tutto il mondo che passavano dalle sue mani, la leggenda racconta che dopo una decina di anni di quella vita, inciampando su un sasso trova l'ispirazione. Durante il giro della posta, consegna lettere e raccoglie i sassi che lo ispirano, si riempie le tasche, e arrivato a casa inizia la costruzione del suo palazzo ideale.

Dopo aver trovato la pietra ispiratrice Cheval iniziò lo scavo di una fontana, "la fonte della vita", che gli richiese due anni di lavoro con conchiglie, lumache, ostriche e varie pietre assemblate e modellate con malta di calce.

palazzo cheval dettagli

La sua opera continuò con la costruzione di una grotta alla destra della cascata, la grotta di Sant'Amedeo patrono di Hauterives. Quindi la tomba egizia, una vera e propria camera mortuaria con sarcofago in pietra, e poi un susseguirsi di nicchie, pagode, templi orientaleggianti. Ogni facciata è un mosaico i cui tasselli tridimensionali sono figure, statue, scritte in un disordine affascinante. Su un lato troviamo riferimenti ai personaggi biblici, e ancora un tempio romano, la Casa Bianca, uno chalet svizzero, un castello medievale, un tempio indù, la Grotta della Vergine Maria e Socrate, il tutto inframezzato da scritte e massime dell'autore.

Alla fine della sua opera, ormai anziano, Ferdinand Cheval espresse il desiderio di esservi tumulato all'interno una volta morto.

Per le autorità la cosa non era possibile e allora il nostro eroe costruì un nuovo monumento, il suo mausoleo che si trova all'interno del cimitero cittadino: stesso stile, dimensioni più contenute, terminato in otto anni quando ormai aveva 86 anni, due anni prima della sua morte.

Da allora il Palazzo ideale diventò una curiosità locale, capace di attrarre, come me, una moltitudine di viaggiatori.

Se poi leggiamo i dati di questa impresa rimarremmo davvero affascinati: Cheval lavorò alla sua impresa 10.000 giorni, per un totale di 93.000 ore e 33 anni, completamente da solo.

 palazzo mausloeo cheval

Ci dirigiamo poi a Vienne (F), trovando spazio in un grande parcheggio in Avenue Marcelin Berthelot N45.539050 E4.871280. Non ci sono servizi, ed è in comune con le auto, ma comunque dispone di molti posti.

Da qui partiamo a piedi per il centro storico, circa 1,5 km giungendo in prossimità del rodano e immergendoci nelle strette vie piene di negozi, fino ad arrivare alla stupenda cattedrale romanico-gotica di St. Maurice. La cattedrale è stupenda, ma la parte del leone la fa sicuramente la facciata, veramente ricca, posta alla sommità di una scalinata che ne accentua la maestosità. L’interno è ricco di opere d’arte e tutta la visita richiede un po’ di tempo.

 vienne cattedrale san maurice

 vienne cattedrale san maurice interno

 

Dopo la visita ci dirigiamo verso l’interno del paese. Le origini romane della città sono evidenti, con tante testimonianze che ne confermano i natali. Chiuso fra le antiche case e posizionato nel bel mezzo di una piazza troviamo il tempio di Augusto e Livia ottimamente conservato, grazie al fatto che in epoca medioevale al suo interno fu costruita una chiesa cristiana; visitiamo poi il portico che collegava il foro con le terme, e un tratto di strada romana, il tutto racchiuso in quello che qui viene chiamato “Il giardino romano”.

tempio augusto livia

L’ultima tappa sarebbe l’imponente anfiteatro, che viene classificato come uno dei più grandi di Francia. Ma siccome è ancora utilizzato per spettacoli teatrali, proprio per questo stanno procedendo al montaggio di un palco che ne impedisce la visita.

Al termine torniamo verso il camper. Il parcheggio si presta anche alla sosta notturna, ma il martedì è giorno di mercato e siamo costretti a spostarci. Andiamo quindi all’area di sosta di Reventin-Vaugris (F) distante circa 10 km, alle coordinate 45.46802 4.48276.

L’area è attrezzata di scarico wc e acque reflue e carico acqua. Ci sono anche i bagni, mentre la colonnina della corrente, seppur presente, non è funzionante.

13-05-2025 martedì

Dopo colazione partiamo velocemente perché dobbiamo percorrere 270 km per la nostra tappa successiva: la cittadina di Nevers (F), bagnata dalla Loira e ai confini occidentali della Borgogna.

Andiamo a sistemarci nella bella area attrezzata affacciata sulla Loira alle coordinate 46.98139 3.15865. Completa di carico e scarico, mancano solo i bagni, ed è vicinissima al centro città.

Una volta sistemati andiamo ad effettuare la visita di quello che il massimo richiamo di Nevers, il convento dove si trova la cappella che conserva intatto il corpo di Santa Bernardette Soubirous, la veggente di Lourdes. È un po’ distante, circa 2 km, ma si percorrono bene. Una volta arrivati si rimane coinvolti della grande spiritualità che emana il sito. Subito all’ingresso c’è la riproduzione della grotta di Lourdes, con una pietra originale portata appositamente qui. Ma il vero coinvolgimento si ha entrando nella cappella. Il corpo della santa si trova in una teca di vetro, perfettamente visibile e stupendamente conservato. Dalle indicazioni sul loco si scopre che il viso e le mani sono state ricoperte da un leggerissimo strato di cera, ma solo per evitare la decolorizzazione della pelle. Il corpo nel corso degli anni è stato riesumato per 3 volte, ed in tutte e tre le occasioni non aveva mostrato segni di decomposizione. C’è anche un piccolo museo che al suo interno contiene alcuni oggetti della santa oltre a raccontare la sua storia. Come detto, credenti o meno, il luogo esprime davvero una sacralità che non lascia indifferenti.

Nerves palazzo ducale

Oltre a questo, il centro vale sicuramente una visita, per il centro storico con il bellissimo palazzo ducale che fu di un figlio cadetto dei Gonzaga, duchi di Mantova, e che al suo interno conserva una mostra permanente sulle ceramiche, di cui Nevers era famosa (lo è tuttora), e che deve questo proprio al duca che portò dal nord Italia uno stuolo di artigiani che introdussero in Francia queste novità artistiche chiamate in francese Faïence, forse in ricordo della città romagnola di Faenza.

L’altro punto di forza di Nevers sarebbe la sua stupenda cattedrale, la cui mole sovrasta maestosa la città. Purtroppo non è tutto oro ciò che luccica. Entrati al suo interno scopriamo che la struttura è pesantemente in restauro. Più della sua metà è reclusa alla vista e l’unica che cosa che si vede è il coro gotico, peraltro molto spoglio, che si trova nell’abside romanico. Le vetrate che illuminano l’interno sono belle, ma sono datate seconda metà del secolo scorso dato che la cattedrale ha subito forti danni durante la seconda guerra mondiale; non solo le vetrate originali sono andate distrutte, ma anche buona parte della struttura della chiesa. Basta infatti guardare dell’esterno le mura per rendersi conto che ci sono molte parti ricostruite. Comunque ciò non toglie che l’insieme risulti imponente.

Nerves cattedrale

Ritorniamo poi al camper e a nanna presto. Domani ci attende una lunga tappa per avvicinarci al punto d’imbarco.

14-05-2025 mercoledì

Ci siamo alzati presto. Oggi tutto il giorno dedicato al viaggio. Percorriamo i circa 600 km che servono per arrivare a Sainte-Mère-Église (F). Andiamo all’area di sosta per i camper di coordinate 49.40833 -1.31228. È un semplice parcheggio su prato; senza nessun servizio. Il costo è di 2 euro per 8 ore, oppure 10 euro per 24 ore. Anche se un po’ caro, per ciò che offre, decidiamo di passare la notte qui perché il parcheggio è vicinissimo alla piazza centrale.

Eravamo già stati qui alcuni anni fa, ma la famosa piazza con la sagoma del paracadutista appesa al campanile ci lascia sempre affascinati ricordando gli avvenimenti che hanno portato a questa situazione. Dopo cena facciamo due passi verso la chiesa e in giro per il paese, ma la stanchezza si fa presto sentire e presto siamo già sotto le coperte sul nostro camper.

15-05-2025 giovedì

Prima di partire facciamo un ultimo giro sulla piazza andando poi in panetteria a comprare del pane e alcuni dolci che consumeremo stasera. Oggi è un giorno tranquillo, siamo vicini all’ultima meta francese prima dell’imbarco e decidiamo di andare a vedere due siti che avevamo saltato nelle precedenti occasioni dei nostri viaggi in Francia.

Ci dirigiamo sulla Punta di Barfleur (F), precisamente verso il faro di Gatteville, (www.phare-de-gatteville.fr) che con i suoi settantacinque metri è il secondo in Francia per altezza. Ci sono varie zone adibite a parcheggio sul lungo strada sul lungomare vicino al faro, ma noi decidiamo di andare direttamente in paese a Barfleur, nel parcheggio apposito per camper 49.67372 -1.26419, senza nessun servizio, ma sul mare e comodo per visitare la cittadina. Da qui una bella passeggiata di 2 km ci porta direttamente al faro. Devo dire che mi aspettavo decisamente di più, il faro è sicuramente imponente, ma sia la struttura che il contesto ambientale non mi lasciano poi cosi affascinato. Pagando un ticket di 2 euro è possibile giungere sulla sommità del faro percorrendo trecentosessantacinque gradini; sono convinto che la fatica verrebbe ripagata dal panorama che ci si presenterebbe, ma la giornata nuvolosa e molto ventosa, ci sconsiglia la salita.

faro gatteville

Tornati indietro facciamo una visita al paese di Barfleur, e devo dire lo ho trovato interessantissimo. E’ piccolo, ma estremamente pittoresco, con il turismo che ancora non ha stravolto i ritmi di lavoro dei suoi abitanti che ancora si dedicano alla pesca. La bella chiesa e la manciata di case in granito grigio meritano sicuramente la visita.

Facciamo pranzo qui e dopo partiamo per il faro di Goury, che vigila sul promontorio del Cap de La Hague (area sosta per camper, obbligatoria, a un 200 metri dal faro; 49.71431 -1.93481) all’estremità occidentale della Normandia, nella penisola de La Hague, caratterizzata da ambienti selvaggi di brughiere e di insenature rocciose. Lasciato il camper ci dirigiamo a Goury, frazione di Auderville, piccolo borgo costruito intorno al porto. Qui non c’è proprio niente, a parte l'organizzato ufficio del turismo e per qualche locale dove si può mangiare e bere. Ma in compenso c’è l'austera lanterna inaugurata nel 1837, impossibile da raggiungere in quanto costruita in mezzo ai flutti del mare. Ma il contesto è da favola, con le scogliere rese taglienti dal vento. Vi perdiamo molto tempo a percorre i sentieri che corrono lungo le scogliere.

Qui tutto e calma, e non verresti mai via.

Ala fine rimettiamo in moto il camper ed andiamo a Cherbourg (F). Ci sono molte soluzioni per il parcheggio, noi scegliamo l’area municipale 49.64269 -1.61781. È dotata di carico e scarico, è gratuita e vicinissima sia al porto che al centro. L’area si riempie velocemente, dato che viene usata dai camperisti che come noi aspettano l’imbarco verso l’Irlanda, ma il parcheggio anche fuori le righe viene di regola tollerato.

16-05-2025 venerdì

Stamani visita al vicino museo della marina che si trova a poche centinaia di metri dall’area di sosta. Entriamo nel grande complesso (21 euro il biglietto), che è diviso in quattro parti. Noi ci dedichiamo a due parti di questo: la visita di un sottomarino nucleare, e una ricostruzione della storia del Titanic.

Sono state due visite interessantissime; la parte dedicata al sottomarino è quella che mi ha preso di più. Si gira per gli stretti ambienti dove vivevano i marinai, e si visita la parte relativa al propulsore nucleare comprendendone il funzionamento e la storia del sottomarino stesso.

Non riusciamo a visitare le altre due parti, un acquario e una mostra interattiva, perché e ora di imbarcarci. Dopo pranzo ci dirigiamo verso l’imbarco, dove completate le formalità saliamo a bordo e, alle 16.30 partiamo per l’Irlanda. Cena a bordo, un buon film, in italiano, nella televisione di cabina, e poi a nanna.

 mappa1

 

17-05-2025 sabato

In perfetto orario arriviamo a Dublino alle 12.00. Sbarchiamo e, dopo i primi batticuore per la guida a sinistra, partiamo rapidi per la nostra prima tappa in terra irlandese (saltiamo la visita di Dublino che affronteremo in un secondo tempo). Sono 124 km che ci portano a Kilkenny (IRL), dove andiamo a sostare nella comodissima area di sosta in centro (52.65508, -7.24855- costo 10 euro con carico e scarico). Subito dopo andiamo a visitare il bellissimo parco del Kilkenny Castle (si può visitare anche l’interno dell’imponente castello ma noi abbiamo saltato.

Kilkenny Castle

Da qui a piedi verso la Saint Mary Church, a nord ovest del castello, che ospita il Medieval Mile Museum, la cui mappa interattiva illustra gli 800 anni di storia della città. Successivamente andiamo alla Black Abbay, l’abbazia domenicana del 1225 che sfoggia una vetrata di quasi 45mq, la più grande d’Irlanda, realizzata nel 1892.

Black Abbay

Molto particolare all’interno, una statua in alabastro relativa alla santissima trinità, con Dio che sorregge Gesù crocefisso e che non avevo mai visto.

Black Abbay statua alabastro

Ci spostiamo attraversando le caratteristiche vie dei paesi irlandesi, vivaci, fiorite, piene di piccoli negozi di quartiere uno dietro l’altro. Le case sono di una architettura semplice ma accattivante, con le vetrine dei negozi in legno colorato che rendano il tutto veramente piacevole e che ritroveremo in tutti i paesi che visiteremo.

Da qui una ulteriore passeggiata ci porta alla cattedrale di San Canizio, la cui particolarità sta nella sua torre rotonda del IX secolo, che è il monumento più vecchio del paese e notevolmente ben conservata. Salendo i suoi 121 ripidi gradini si ammira un bel panorama della cittadina.

st canice s cathedral

Rientrati in camper, dopo cena, ci concediamo un bel boccale freddo di birra rossa al Kyteler's Inn, forse il Pub più bello e famoso di Kilkenny. Musica dal vivo e ottima birra, a chiudere una giornata davvero soddisfacente.

18-5-2025 domenica

Ci svegliamo con calma, e dopo aver espletato le operazioni di carico e scarico dell’acqua, partiamo per Rock of Cashel. La nostra idea era di fermarci al parcheggio del castello, a pagamento forfait di 4,5 € a notte con servizi (ma chiusi la notte), 52.52064 -7.88911, ma prima di arrivare abbiamo notato un altro parcheggio, gratuito, ad un centinaio di metri dal precedente 52.522290, -7.889629, e qui ci siamo fermati (gli stalli permettono la sosta anche a mezzi di 8 metri). Rock of Cashel è uno dei siti storici più spettacolari dell’Irlanda; un’alta collina che si erge con le sue imponenti fortificazioni antiche. Una cerchia di mura protegge una torre circolare, una cattedrale gotica e una cappella romana affrescata del secolo XII, la più vecchia del paese, con annesso un cimitero disseminato di croci celtiche. La visita ha un costo di 8 euro a persona, ma se si vuole vedere anche la Cormac's Chapel, fatta realizzare dal re del Munster meridionale, Cormac Mac Càrthaigh, e considerata tra i principali esempi di romanico irlandese decorata da un importante ciclo di affreschi (così dicono le brochure), il costo aumenta di 3 euro e si deve effettuare una visita guidata. La visita è naturalmente in inglese, e la velocità di parlata della nostra guida ha reso praticamente impossibile seguire qualsiasi cosa abbia detto. Fortunatamente sul posto con un QRcode si scarica la guida in italiano, e dopo il tour, riabbiamo fatto il giro per conto nostro.

Rock of Cashel

Per quanto riguarda la Cappella, è stata una vera delusione. Non contesto che l’architettura della stessa sia affascinante e anche un po’ atipica, ma il nostro interesse era relativo ai pubblicizzati affreschi. Purtroppo dobbiamo fare sempre i conti col fatto che veniamo da un paese che di opere affrescate, anche molto antiche, ne abbiamo da vendere. Qui, quello che loro fanno pagare di extra, non sono che dei frammenti anche difficilmente individuabili, che dalle nostre parti non troverebbero posto nemmeno tra le opere da segnalare.

Rock of Cashel interno

Detto questo comunque dal punto di vista architettonico la cappella non è disdegnabile. Rifacendo il giro per conto nostro, siamo rimasti moto colpiti dalla caratteristica più unica che rara della cattedrale, che ha un coro che è due volte lungo rispetto alla navata. È comunque nell'insieme che la rocca esprime tutto il suo fascino, offrendo già da lontano un'immagine scenografica di grande impatto.

hore abbey

Prima di rientrare al camper facciamo una breve passeggiata verso un rudere che si nota dalla rocca: la Hore Abbey, un’abbazia benedettina del 1270.

hore abbey 2

Dopo esserci rifocillati partiamo per la nostra prossima tappa: Cork, andandoci a sistemare nel suo porto, Cobh, in una bell’area di sosta, con carico e scarico, direttamente sul mare al costo di 10 euro a notte (N.51.846921 -8.308574); sosta massima 48 ore

19-05-2025 lunedì

La mattina andiamo a prendere il treno, che parte 200 metri fuori dell’area di sosta (partenze ogni 30 minuti), e al costo di 7 euro in 25 minuti ci porta alla stazione di Cork. Il centro dista circa 20 minuti a piedi, ma la passeggiata è piacevole e non richiede nessun sacrificio.

Devo dire che per quanto la città mi sia piaciuta dal punto di vista di vivacità e vivibilità, altrettanto non mi ha lasciato grande impressione nei suoi luoghi storici. Carini, ma niente che mi spingerebbe a ritornarci. Comunque iniziamo la nostra visita dal Nano Nagle Place, un ex convento che comprende uno splendido museo dedicato a Honora Nagle, la donna che nel XVIII secolo dedicò la vita all’istruzione dei bambini poveri di Cork.

Tiriamo la visita fino all’ora di pranzo, e decidiamo di fruttare il pasto andando a visitare il Market English, così chiamato perché nato nel 1788 dalla corporazione protestante (ovvero inglese) che all’epoca controllava la città. È un piccolo gioiello, con i soffitti a volta, colonne e addirittura una fontana in marmo. E’ pieno di bancarelle che vendono praticamente ogni articolo regionale, sia di carne che pesce o formaggio e altro. Facciamo pranzo in uno dei numerosi stand dove potete sbizzarrirvi. Noi optiamo per un classico piatto a base di salcicce locali con patate e salsa gaelica; veramente buono.

Riprendiamo il nostro cammino per andare a visitare il particolare Old Butter Market (intorno al 1860 Cork vantava il più grande mercato di burro al mondo), e la chiesa di Sant'Anna con il suo particolare campanile; costruita nel 1722 viene soprannominata “la bugiarda dai quattro volti”, perché ognuno degli orologi sui quattro lati del campanile segna un’ora diversa.

cork chiesa sant anna campanile

 

Saliamo al primo piano dove è possibile suonare le campane “Shandon Bell”, e poi saliamo i 132 gradino che ci portano sulla cima dove si ammira un panorama a 360 gradi sulla città.

Si e fatta sera, e ci sarebbe ancora qualcosa tanto da vedere, ma decidiamo che per oggi va bene così. Riprendiamo il treno e torniamo a Cobh. Prima di dirigersi al camper però andiamo verso il lungomare a prenotare per domani la visita allo Spike Island.

20-05-2025 martedì

La partenza per il tour dell’isola di Spike è alle 12.00 quindi abbiamo tutto il tempo per fare un giro della città. Usciti dall’area di sosta la prima cosa che notiamo e una Statua dedicata ad Annie Moore, ovvero la “migrante zero”, cioè una ragazzina sui 15 anni che il Capodanno del 1892 entrò, prima donna, nella grande stanza dell’Immigration Bureau, la nuova stazione per le ispezioni federali costruita ad Ellis Island, New York.

La prima tappa è alla cattedrale di San Colman, che ho trovato interessante, nonostante la posa della prima pietra sia del 1868 e la costruzione sia terminata nel 1915.

cattedrale san colman

Da qui scendiamo costeggiando la fila di casette a schiera coloratissime che portano al porto

case colorate verso porto

 

Il traghetto che ci porterà sull’isola parte in orario. Il costo è di 27 euro a persona comprende oltre alla traversata anche un breve tour guidato del posto. Naturalmente è esclusivamente in Inglese, e questo potrebbe scoraggiare la visita. In realtà consiglio vivamente di farla. Noi abbiamo saltato la visita guidata, non saremmo riusciti a seguire con il nostro livello di conoscenza dell’inglese, ma i cartelli esplicativi sono chiari e ben scritti. La visita vale la candela se si vuole davvero conoscere la storia dell’Irlanda e delle sue lotte per l’indipendenza. Sull’isola c’è la fortezza di Micheal che costruita come baluardo difensivo contro eventuali invasioni è diventata la triste e famosa prigione, la più grande al mondo, che ha accolto prima i ribelli irlandesi contro la corona, e successivamente i miserabili diventati per necessità ladri durante la grande carestia della metà dell’ottocento che provocò oltre due milioni di morti in Irlanda. Si percorrono gli ambienti tetri delle prigioni e si viene a conoscenza della storia di molti detenuti e della loro sorte. In totale il tour duro circa 3.5 ore, ma vi assicuro che sarà un tempo ben speso.

mappa2

Tornati a terra facciamo un po’ di spesa e poi percorriamo i circa 40 Km che ci portano a Kinsale.

Non ci sono molti posti dove parcheggiare. Noi abbiamo optato per un parcheggio misto, usato anche dai bus, che si trova subito fuori paese e comodissimo per raggiungere il centro (51.70966 -8.51974), e vicinissimo ad un grande supermercato. Abbiamo scelto questa cittadina dopo aver saputo che questo era il posto considerato il migliore per mangiare pesce in Irlanda. Noi ci siamo diretti sul mare, al ristorante Dino’s, dove abbiamo assaggiato una zuppa di salmone davvero superlativa, e una grigliata di gamberi, oltre al classico fish & chips. Devo dire che la fama non era immeritata. 10 e lode.

21-05- 2025 mercoledì

Appena svegli e fatto colazione partiamo verso la parte più meridionale dell’Irlanda, prendendo la statale 71; dopo una 60tina di chilometri facciamo una deviazione per andare a visitare Drombeg, dove si trova uno stone circle, un cerchio di pietre megalitiche di origine celtica.

drombeg stone circle

Attenzione agli ultimi 700 metri per arrivare al sito, che vede la strada ad una sola corsia. Ci sarebbe un parcheggio, ma una sbarra in altezza ne limita l’accesso; comunque lungo la strada ci sono alcuni spazi che ci permettono la sosta (N. 51.565632 -9.086892).

Questo è un insediamento megalitico che gli studiosi datano attivo intorno al 1000 a. C. Il cerchio di pietre originariamente era costituito da diciassette pietre ravvicinate, di cui 13 sono sopravvissute. Le pietre sono realizzate in arenaria locale, ed il cerchio ha un diametro di 9,3 metri. Vicino al cerchio di pietre si trovano due capanne preistoriche rotonde con muri in pietra. La capanna più piccola contiene i resti di un luogo di cottura. Una strada rialzata conduce dalle capanne ad un focolare, un pozzo e un abbeveratoio. Terminata la visita rimettiamo in moto e dopo altri 70 km arriviamo a Mizen Head, il punto più meridionale d’Irlanda. La strada che percorriamo è una litoranea con molti panorami che ci obbligano a varie fermate per molte fotografie.

Ci fermiamo presso il parcheggio dedicato, dove ci sono già molti camper, e adatto anche alla sosta notturna (gratuito), presso il centro visitatori (51.4526500 -9.808500). Nella struttura acquistiamo il biglietto d’ingresso a 6 euro che comprende la passeggiata sino al Mizen Bridge e al vecchio osservatorio ora riconvertito a museo e che vede anche la storia del nostro Marconi che qui iniziò a fare i suo esperimenti di trasmissione radio. Il percorso per arrivare al vecchio faro è veramente stupendo. Ci sono scorci da sogno che rubano la vista. Si arriva poi ad attraversare il famoso ponte che collega due speroni rocciosi e che ci fa godere di un panorama mozzafiato. Oltrepassato il ponte altri punti di osservazione che ci danno la possibilità di ammirare altre scogliere sempre con panorami fantastici.

mizen bridge

Che dire, si rimane incantati tanto da non accorgersi del passare del tempo.

mizen bridge2

mizen bridge3 scogliere

Alla fine, sono ormai le 18.00, rientriamo in camper. Siamo indecisi se rimanere qui la notte in compagnia di molti camper che già si sono messi in attesa del tramonto, oppure proseguire. Alla fine propendiamo per la partenza, in modo tale da anticipare un po’ i tempi, e proseguiamo nel nostro percorso fino a decidere di passare la notte a Bantry. L’area di sosta si trova in un grande piazzale dietro l’Hotel Westlodge. Ci si presenta alla reception e dopo il pagamento di 15 euro ci danno l’accesso all’area 51.67221 -9.47574. Il prezzo è un po’ esoso visto che c’è solo carico e scarico, ma decidiamo comunque di restare. Una bella doccia calda e poi dopo cena a nanna.

22-05-2025 giovedì

La mattina ci alziamo presto. È ancora una bella giornata e decidiamo di fare un salto in paese prima di partire. Partendo dall’area di sosta una passeggiata di 1,8 km ci porta al centro di Bantry. Un bel paese variopinto con un porticciolo altrettanto carino. A proposito, qui sul porto c’è un’area camper completamente attrezzata con tanto di corrente e con accesso con sbarra, al costo di 22 euro a notte.

Dopo aver trascorso così la mattinata, rientriamo in camper, e dopo pranzo partiamo in direzione contea di Kerry, insieme al Clare, la più bella regione visitata.

La nostra meta è l’isola di Valentia, ma raccomando vivamente di non fare la strada diretta ma prendere invece quella che viene chiamata il Ring of Kerry, è un circuito della Iveragh Peninsula, che si snoda tra villaggi, spiagge e montagne; con panorami sempre diversi che invitano ad innumerevoli soste. L’itinerario completo, che parte e termina a Killarney, è di circa 170 Km. Noi ne facciamo un po’ meno partendo da Kenmare. Il senso corretto è proprio questo, in senso orario, dato che tutti i numerosi bus lo percorrono invece in senso antiorario. La strada è quasi tutta a due corsi, con qualche tratto un po’ più stretto ma fattibile con un po’ di attenzione.

ring of kerry1

ring of kerry2

Dopo innumerevoli fermate nei punti panoramici con le immancabili foto, alla fine, tramite il ponte da Portmagee, raggiungiamo Valentia Island che grazie al suo microclima favorisce la presenza di una vegetazione rigogliosa. La prima tappa dove andiamo a sostare è un luogo davvero magico, Bray Head, dove si gode di un bellissimo panorama (51.89201, -10.39637) con fantastica vista su Portmageer (da qui partono le imbarcazioni per le Skelligs).Il parcheggio è a pagamento, con un cartello che indica il costo di 2 euro all’ora, o dieci per tutta la notte. Il totem accetta solo monete, ma intorno all’ora di cena una gentile signora busserà alla porta chiedendo di pagare 10 € per il pernottamento.

 veduta oceano scogliere valencia island

La luce è ancora piena, e quindi facciamo una lunga passeggiata di circa 4 Km A/R sino al Bray Head (raggiungibile unicamente a piedi per un bel sentiero passando tra pecore e mucche che ti guardano curiose). Arrivati al termine del percorso si viene gratificati da una vista davvero impagabile sull’Oceano e le scogliere della Valencia Island.

Stanchi fa soddisfatti rientriamo e ceniamo e ci addormentiamo con una splendida vista sulla sottostante baia.

23-05-2025 venerdì

Stamani quando ci alziamo abbiamo la brutta sorpresa di trovare un tempo nuvoloso e con una bassa nebbia. Dopo tutti questi giorni in cui abbiamo avuto giornate splendide, il tempo ci richiama alla dura realtà dell’Irlanda. Questo praticamente ci costringe a cambiare i piani, visto che consultando il meteo anche i prossimi giorni qui sarà così.

Avevamo intenzione di andare sul punto più alto dell’isola da dove alcuni percorsi garantivano dei panorami spettacolari, ma che con la nebbia a poco senso percorrere. La seconda tappa non effettuata invece ci lascia con più rammarico. Dal vicino porto di Portamagee partono le escursioni in barca per le isole Skellig che volevamo fortemente fare, ma anche qui vale il concetto del tempo. Con molto rammarico, vi rinunciamo.

Un po’ mosci partiamo per la successiva meta: la cittadina di Killarney, vivace e importante località della contea del Kerry. Per il viaggio percorriamo l’altro tratto del ring del Kerry, che seppur decisamente meno scenografico, offre dei buoni spunti fotografici. Il tempo continua ad essere molto nuvoloso ma fortunatamente non piove e la nebbia ci ha infine abbandonato.

Appena entriamo in città la prima cosa che notiamo è la scenografica cattedrale di Saint Mary, che si erge solitaria proprio all’ingresso del paese.

Killarney st Mary Cathedral

Ci sarebbe un parcheggio accanto alla cattedrale, ma ci impedisce l’accesso una sbarra che l’imita l’altezza ai 2 metri. Ci dirigiamo quindi ad uno dei numerosi parcheggi cittadini (attenzioni sono tutti interdetti alla sosta notturna), nel nostro caso alle coordinate 52.057423, -9.511083.

È un parcheggio per auto, 1 euro all’ora il ticket, ma come in tutte le altre città visitate, la sosta dei nostri mezzi è molto tollerata, ed insieme a noi ci sono altri numerosi camper, irlandesi e no, che occupano regolarmente due stalli.

L’abbazia è molto bella, ma come le sue simili, la prima pietra di costruzione è datata seconda metà dell’ottocento, per cui manca di quelle opere artistiche che rendono uniche le visite. Ciò non toglie che risulti interessante, anche se trovo la navata centrare un po’ troppo stretta rispetto all’impatto sulla basilica stessa.

Dopo essere rientrati in camper e dopo un pasto veloce, andiamo con il camper a visitare il castello, il Ross Castle. Parcheggiamo nel suo parcheggio gratuito dedicato, solo diurno, 52.042610, -9.529966, e ci dirigiamo verso il castello.

La visita, come ormai siamo edotti, è esclusivamente guidata e naturalmente solo in inglese. Comunque alla cassa (5 euro il biglietto) una gentile signora ci rifornisce di opuscoli in italiano, ed anche con il nostro inglese un po’ stentato, alla fine riusciamo a seguire il tour. In realtà il suo nome sarebbe “castello di Blarney”, costruito nel 1446 da Cormac Laidir McCarthy come fortezza difensiva. Ma quello che oggi è conosciuto come il Castello, è in realtà il mastio di una fortezza molto più grande.

Prima di abbandonare il sito facciamo una lunga passeggiata sulle rive del lago che lambisce il castello osservando i molti turisti che qui prendono le barche per farsi portare in giro su di esso.

È l’ora di cercare un posto dove passare la notte in zona, perché domani contiamo di visitare la Muckross House. Come ho detto i parcheggi qui sono tutti diurni, ma fortunatamente, leggendo il diario di viaggio di un collega camperista, percorriamo i 3 km che ci portano in un buon parcheggio immerso in bel bosco, dove è possibile passare la notte 52.00026 -9.50535 (strada ad una corsia e mezzo, fare attenzione). Credo che sia un posto ben conosciuto da chi viaggia con i nostri mezzi. Infatti vi troviamo 3 camper già parcheggiati, e prima di sera veniamo raggiunti da altri 4 equipaggi. Passiamo una buona serata, e una notte tranquilla.

24-05-2025 sabato

Ci alziamo di buon ora sotto un celo grigio e una pioggerellina sottile. Facciamo colazione e ci dirigiamo subito su quello che è il pezzo forte di Killerny: la splendida residenza vittoriana della Muckross House, che si trova all’interno del Killarney National Park, distante poco meno di 3 km dal nostro parcheggio.

Si accede alla proprietà tramite un cancello che chiude i battenti rigorosamente alle 21.00 (52.017622, -9.494009). Da qui si prosegue seguendo le indicazioni che portano all’area di sosta dedicata ai camper. La sosta è gratuita, ma consentita solo fino alla chiusura del cancello, oltre fanno pagare 37 euro per la sua riapertura, e gentilmente invitano ad uscire.

Muckross House

Facciamo subito i biglietti, 9 euro, per visitare la residenza. L’imponente edificio vittoriano fu costruito nel 1843 come residenza per la caccia e la pesca ed è circondato da magnifici giardini che si affacciano sul Middle Lake. La visita dei suoi ambienti interni è veramente splendida, e rileva molti cimeli affascinanti, per lo più originali, con i suoi arredi anch’essi originali e tutti gli ambienti, sia padronali che domestici, che ci fanno immergere in un’altra epoca.

Muckross House interno

Al termine della visita, pranziamo velocemente, e nonostante il tempo inclemente che continua a mantenere una pioggerellina che ha tratti diventa fastidiosa, decidiamo di affrontare il percorso pedonale che effettua il giro del lago di Muckross. È un percorso ad anello di circa 10 km, su asfalto, che attraversa un bosco. Non è impegnativo, l’unico problema è la pioggia; decidiamo comunque di procedere. Zaino in groppa, e mantella antipioggia a rinverdire i ricordi di quando fatto nel Camino di Santiago nel 2023, partiamo. Durante il giro tocchiamo davvero dei punti stupendi: un cottage vittoriano, un vecchio ponte medioevale e una bella cascata sul fiume che scende dal monte Torc. Il tutto condito dal bel panorama del lago intorno a noi.

 muckross lake

Verso le 17.00 la pioggia inizia ad essere più insistente, ma ormai siamo arrivati al camper. Ci cambiamo, una doccia calda e, non volendo riprendere il viaggio, decidiamo di tornare a passare la notte nel buon parcheggio di ieri notte, anche questa volta in compagnia di numerosi altri camper.

25-05-2025 domenica

Tutta la notte una pioggerellina insistente a cullato il nostro sonno. Al risveglio però, nonostante il cielo grigio, ha smesso di piovere. Una volta pronti partiamo per la nostra prossima tappa nella contea di Kelly: la penisola di Dingle. La giornata di oggi sarà impegnativa, in quanto toccheremo diverse località. Ci dirigiamo verso Kenmare, e da lì prendiamo la N80 direzione Dingle. Durante il viaggio si alza un forte vento, e il tempo cambia da sole a pioggia per poi ritornare a sole, una costante che ci accompagnerà per tutta la giornata.

Prima di arrivare a Dingle ci fermiamo in un posto fantastico che non è possibile tralasciare: Inch Strand. Inch Strand è una lingua di sabbia lunga 5 km punteggiata di dune. È famosa anche per essere stata il set di numerosi film, tra cui “La figlia di Rayan” ed “Excalibur”.

Un’altra sua particolarità che mi ha lasciato stupito, è che è stato realizzato un accesso tale in modo che sia possibile andare direttamente sulla spiaggia sia con auto che con i camper (ed in effetti quando siamo arrivati cerano numerosi mezzi parcheggiati). Ad evitare impantanamenti, e soprattutto perché il tempo a ripreso al brutto, ho preferito sostare nel piccolo parcheggio che si trova adiacente alla spiaggia stessa 52.142348, -9.981514.

Sempre a causa del brutto tempo, evitiamo di andare a passeggio sulla sabbia, ma ci limitiamo a qualche foto.

 inch strand

Arriviamo a Dingle, da dove poi prenderemo la Slea Head drive, la strada che percorre tutto il promontorio omonimo e che inizia e finisce in questa cittadina. Facciamo una sosta qui trovando posto nel grande parcheggio proprio sul porto (1 euro all’ora il costo) 52.139262, -10.277600.

Passeggiamo un po’ per le belle e colorite strade del paese, e durante uno di quegli scrosci di acqua che coloreranno la giornata di oggi, ne approfittiamo per una pausa alimentare in uno dei numerosi punti ristoro che qui si trovano.

 dingle

mappa3

È tornato il sole, con il forte vento che continua ad imperversare e noi riprendiamo il cammino per andare a visitare il Dunbeg Fort 52.105113, -10.409348, una fortificazione del 500 a.C Si dovrebbe trattare del forte meglio conservato d’Irlanda, sebbene nel corso dei secoli abbia perso molte parti precipitate in mare lungo le ripide scogliere. In realtà questa è stata l’unica delusione alle mie aspettative qui in Irlanda. Il sito è per metà impedito alla visita da cancelli e transenne che impediscono l’ingresso; ma il peggio è che nonostante questo per accedervi abbiamo pagato 2,5 euro di ticket. Quello che si vede alla fine è un muro e una capanna circolare in pietra, alla debita distanza di un cancello, senza nemmeno poter entrare dentro. A mitigare la delusione, nel bar del parcheggio dove abbiamo posteggiato il camper, con il biglietto acquistato, si può accedere ad una saletta dove viene trasmesso un filmato molto interessante che spiega come era il sito in origine e la tecnica di costruzione.

dunberg fort

Riprendiamo il percorso verso la punta del promontorio. Ci sono circa 6 km da percorrere. La strada inizia a restringersi, e l’ultimo chilometro è abbastanza impegnativo in quanto la strada diventa un tortuoso tracciato ad una corsia con la corsia di destra che si incunea nella parete rocciosa.

Ma infine riusciamo ad arrivare senza problemi, ed andiamo a fermarci nel parcheggio dedicato di coordinate 52.11033, -10.46445. Siamo sulla Dunmore Head. Rimaniamo in camper aspettando che passi l’ennesima burianata di pioggia, e quando dopo circa dieci minuti rispunta nuovamente un bellissimo sole, ci apprestiamo alla nostra escursione. Questo posto è famoso per essere stato il set di Star Wars, ed il panorama che si apre davanti a noi ne spiega il motivo.

dunmore head

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dunmore head3 s

Ci vuole una passeggiata di un chilometro per arrivare fino alla punta del promontorio, che è il punto più ad ovest dell’Irlanda. C’è un bel sole che incornicia il panorama che si perde fino alle vicine isole Blasket. Ma ciò che rende il paesaggio superlativo sono le potenti onde del mare che si abbattono sulle taglienti scogliere. Non smettiamo di togliere gli occhi da questo, e le foto si sprecano.

Ma il tempo incombe, ed abbiamo ancora alcune tappe da fare. Ci dirigiamo verso il vicino Blasket center (52.133071, -10.461418), uno splendido centro interpretativo allestito in un moderno edificio con una lunga sala che termina con una vetrata affacciata sulle isole. Usciti da centro prima di ripartire andiamo sulla terrazza panoramica allestita sulle vicine scogliere per godere ancora una volta dell’impressionante panorama del mare in tumulto.

 blasket center

Ultima tappa della giornata: il Gallarus Oratory. Sostiamo al parcheggio dedicato, (52.173658, -10.353562) ed entriamo pagando i 4 euro dell’ingresso. Questo è considerato uno degli edifici antichi più belli d’Irlanda. Costruito con pietre a secco a forma di barca rovesciata è datato 1200 anni fa’, sembra costruito ieri. Davvero notevole e merita sicuramente la visita.

gallarus oratory

Dopo la visita al sito, in una saletta appartata un bel filmato mostra le dinamica della costruzione e le antiche tecniche per realizzarlo.

Nel frattempo si è fatta sera. Decidiamo di percorrere i 60 km che ci separano da Tralee, per andare a passare la notte nell’ottimo parcheggio, senza servizi ma gratuito, alle coordinate 52.25695, -9.73524, proprio davanti ad un mulino che scopriremo essere il più vecchio e ancora funzionante d’Irlanda.

26- 05-2025 lunedì

Ci svegliamo sotto la pioggia, non è una novità. Il programma prevede di andare in direzione della penisola della contea di Clare. Ci sono due possibili percorsi: dirigersi verso Tarbert, per prendere il battello che per una 40 di euro ci trasporta dall’altra parte della costa, a Killmer, risparmiando così parecchi chilometri di strada, oppure dirigersi verso Limerik per poi ripercorrere la costa a ritroso. Noi scegliamo questa seconda soluzione perché vogliamo andare a visitare 2 attrattive della città: il Milk market e il castello di Re Giovanni (quello di Robin Hodd).

Dopo un viaggio sotto una costante pioggia, arriviamo al parcheggio dedicato ai visitatori del castello a Limerik (52.671156, -8.624927).

Questo è un parcheggio custodito ma gratuito che sta aperto fino alle 17 del pomeriggio (poi chiudono i cancelli), ma è dedicato esclusivamente ai visitatori del castello. All’uscita è necessario mostrare il biglietto di ingresso del castello. Se si ha intenzione di visitarlo questa è la soluzione migliore di sosta, in quanto è centrale alla città e permette di visitarla tranquillamente. Ci dirigiamo quindi vero il castello e paghiamo l’ingresso di 15 euro. Devo subito dire che questo, pur colpendo per l’imponenza delle sue mura che sono ancora in piedi, internamente non è altrettanto attraente. Non ci sono infatti ambienti da visitare ne sotterranei o quant’altro; ma la visita la ritengo oltremodo interessante perché all’interno è stata allestita una mostra interattiva per far scoprire non solo la storia del castello e dei suoi abitanti, ma anche dell’Irlanda, di come sia divenuta dominio inglese, come mai il suo nord è ancora protestante al contrario dell’Ulster, e di tutti i tentativi di ribellione fatti dai suoi abitanti.

Il tutto è ben fatto, e anche se l’interattività è sempre e solo in lingua inglese, è tutto molto chiaro e affascinante.

castello Limerik

Usciamo subito dopo esserci ristorati nel locale bar. Continua a piovere, e ci dirigiamo verso la vicina cattedrale di Santa Maria, ingresso 5 euro. L’ultima tappa sarebbe dovuto essere il famoso Milk Market, il mercato dei formaggi che qui arrivano non solo da tutta l’Irlanda, ma anche dal Regno Unito. Ma purtroppo scopriamo che il mercato apre solo il venerdì e il sabato. Siamo un po’ abbattuti, e con la pioggia che oggi non ha mai smesso, decidiamo che può bastare.

Torniamo al camper, mostriamo il biglietto al gentile addetto e partiamo per andare a passare la notte nel piccolo paese di Kildysart alle coordinate 52.66989, -9.10143. Un parcheggio dove c’è lo scarico del wc e il carico dell’acqua. Se si vuole usufruire anche dei bagni si telefona ad un numero dedicato, si paga 10 euro nella cassetta postale all’inizio del parcheggio, e si riceve un codice da inserire tramite tastierino per aprire la porta dei bagni. Continua a piovere e c’è un forte vento. Andiamo a dormire sperando che domani sia migliore.

27-05-2025 martedì

Ci svegliamo sotto una pioggia battente. Il programma prevedeva di dirigerci verso le Cliffs della contea di Clare, ma il tempo, con la scarsa visibilità e le previsioni della giornata, ci fanno propendere nella decisione di prenderci una pausa. Ci dirigiamo quindi verso la bella area di sosta Kilrush, completamente attrezzata, con corrente e bagni (52.63514 -949445). Si paga 25 euro ma è praticamente come un campeggio (ci vengono consegnanti anche 2 gettoni per la doccia). C’è pure la lavanderia, con lavatrice e asciugatrice, e ne approfittiamo per fare il bucato e asciugare i panni. Verso sera termina di piovere; facciamo una passeggiata verso il centro della cittadina e in un pub carino ci godiamo un Irish coffee e una buona cioccolata calda. Poi una doccia calda e terminiamo la giornata con un buon film a bordo del nostro camper. Non piove più ma continua ad esserci un forte vento.

28-05-2025 mercoledì

Ci svegliamo finalmente con il sole. Facciamo le operazioni di carico e scarico e partiamo con una giornata almeno per ora luminosa. Ci dirigiamo verso la punta della penisola di Loop Head, percorrendo strade strette, facendo la prima tappa a Carrigaholt, andando a posteggiare al grande parcheggio del suo famoso castello 52.6001676 -9.7022313. Costruito nel 1480, è uno dei castelli meglio conservati del paese. Abbandonato nel XIX secolo, oggi i suoi ruderi si possono visitare solo esternamente; ma la sua posizione ai margini dello Shannon Estuary lo rendono molto fotogenico. La leggenda poi vuole che sia luogo infestato dai fantasmi, tanto che al suo interno si trova una stanza sigillata un secolo fa per proteggere gli abitanti dal demone che vi abita. Si racconta che negli anni '20 un famoso esorcista tentò di liberare l’edificio dalle demoniache presenze, ma fu trovato morto il mattino successivo.

Carrigaholt castello

Ripartiamo, e dopo poco chilometri di strade ad una corsia e mezzo eccoci arrivati a Loop Head (N.52.560932 W.009.930369). Qui per entrare dentro il perimetro del faro si paga un ticket di 3 euro, aumentato a 8 se si vuole effettuare la visita del faro stesso costruito nel 1854 (la visita è possibile solo fino alle ore 18.00) salendo direttamente sulla sua cima. Noi preferiamo saltare ed effettuare la bella passeggiata che porta sul capo del promontorio dove campeggia, formata con candide pietre, la parola EIRE, composta all’epoca della seconda guerra mondiale per segnalare ai piloti l’entrata nella neutrale Irlanda. Si cammina su un soffice tappeto verde, tanto soffice che verrebbe voglia di togliere scarpe e calze e camminare a piedi nudi. La vista è impagabile, e ci prendiamo molto tempo prima di decidere di tornare al camper, tanto che si è oramai fatta ora di pranzo.

 Loop Head faro

Loop Head scogliere

Dopo esserci rifocillati, nuovamente in partenza, ma dopo 6 km nuova tappa, questa volta al Bridges of Ross 52.5900986 -9.8682942. Se la visita di prima era impagabile non ho aggettivi per descrivere questa. Un tempo qui si trovavano 3 archi naturali in pietra; oggi ne rimane soltanto uno, ma estremamente suggestivo. Il belvedere dista 5 minuti a piedi dal parcheggio, e lo spettacolo è davvero da lasciare senza fiato. Quello che poi affascina è il vento forte che ci ha accompagnato nell’arco della giornata, e che provoca onde che si infrangono contro le scogliere che non fanno smettere di osservare e scattare foto.

Bridges of Ross

Percorriamo a piedi tutto il percorso possibile fino ad arrivare sull’ultimo lastrone di roccia prima del mare, con il serio rischio di venire investiti da un’onda, ma siamo incantati dall’ambiente che ci circonda. Inutile dire che passiamo qui più tempo di quanto avevamo preventivato.

Loop Head mare

Mentre torniamo al camper, il mutevole tempo irlandese varia decisamente verso il grigio. Quando ripartiamo, inizia a piovere, e noi proseguiamo verso l’ultima tappa della giornata: le pittoresche Kilkee Cliffs, scogliere che s’innalzano a sud dell’omonima cittadina 52.655854, -9.720176

Quando arriviamo la pioggia è aumentata, mentre la visibilità e al contrario diminuita. Decidiamo di fermarci qui a dormire, e rimandare la visita all’indomani.

29-05-2025 giovedì

Tempo pessimo; pioggia forte e vento impetuoso. In queste condizioni la visita è impossibile. Prendiamo la decisione di fermarci qui tutto il giorno e aspettare l’indomani che le previsioni danno tempo in miglioramento. Durante la giornata arrivano e ripartano numerosi viaggiatori, ma nessuno si avventura sulle scogliere.

30-05-2025 venerdì

Ci svegliamo con un timido sole che fa capolino dalle nuvole. È sufficiente per riempirci di entusiasmo e dirigerci subito verso la punta di questo sito. Scattiamo tante foto allo straordinario panorama, e facciamo una lunga passeggiata costeggiando la scogliera cogliendo ogni sfumatura del posto.

Kilkee Cliffs

Soddisfatti ripartiamo con il camper verso la vicina cittadina di Kilkee per andare a percorrere il Kilkee Cliff walk. Questo percorso parte dal Diamond Roks Cafe, e si estende su un tracciato di circa 2-3 km su una bella strada asfaltata senza particolari difficoltà, ad eccezione degli ultimi 200 metri che sono su una strada in particolare pendenza. Arriviamo al parcheggio del Diamon cafe (52.6817706 -9.6639176), dove un cartello in bella vista ne vieta l’uso notturno. Il massimo della sosta è di 10 ore per 5 euro, altrimenti sono 2 euro all’ora. Scesi dal camper e intrapreso il nostro percorso, tempo 5 minuti un consistente temporale ci inzuppa in maniera sistematica facendoci tornare di corsa sui nostri passi. Ci spogliamo, ci asciughiamo e con il fon tentiamo di asciugare anche i nostri vestiti belli fradici. Rapida come era venuta nel frattempo la pioggia smette e lascia il posto ad un bel sole che ci accompagnerà per tutto il resto della giornata.

Ci rivestiamo e ripartiamo, e questa volta non abbiamo più inconvenienti.

La passeggiata è davvero notevole, ci sono molti punti di osservazione che meritano la sosta e una foto, ed il tempo tra andata e ritorno, come prevedibile, si allunga. Il punto più spettacolare è sicuramente il Duggerna Rocks, un insolito anfiteatro naturale, e le pozze chiamate Pollock Holes.

Duggerna Rocks

Tornati indietro facciamo pausa pranzo al Diamond cafè, e dopo un’ulteriore sosta a Kirkee per fare spesa nel locale supermercato, partiamo per l’ultima tappa della giornata: la grande attrazione delle Cliffs of Mohter sulla carta uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti d’Irlanda. Arrivati a destinazione, parcheggiamo agevolmente nel grande parcheggio di fronte all'ingresso del sito pagando per la visita 12 € compreso il parcheggio (N.52.972592 W.009.423418), con sosta permessa 24 ore. Mi tolgo subito il dente dicendo che queste magnifiche scogliere, perché magnifiche lo sono di certo, e che in gaelico significano “forte in rovina”, nome dato ad una fortificazione eretta nel I secolo avanti Cristo nella zona di Hag’s Head e demolita durante le guerre napoleoniche, seppur possiedono numeri importanti: come la loro lunghezza di 8 chilometri e altezza massima di 214, non mi hanno entusiasmato più di tanto.

Cliffs of Mohter

Questa famosissima meta turistica da sempre è una tappa fondamentale da includere in un viaggio in Irlanda. Ma per mia impressione è che questo sia un sito creato al solo scopo di avere un ritorno economico turistico troppo marcato. Tutto è inquadrato e regolamentato. I due percorsi che da qui in origine andavano verso le due vicine cittadine di Lescaron e Doolin per un totale di 12 km, sono stati amputati ad 1-2 km, per mettere in sicurezza il percorso, contenuto da alti muretti per impedire che la genti si sporga; con scale e passeggiata in cemento per rendere agevole il percorso, e anche con macchine elettriche per portare sulla cima dei due promontori la gente che non vuole camminare. Questo naturalmente ha reso accessibile il sito a tutti, basta vedere il numero di camper, auto e pullman che affollano il parcheggio, e la ressa di gente che si trova affacciata alle terrazze. Ripeto, l’insieme del panorama è bello, ma dal mio punto di vista manca quella selvaggia bellezza che mi ha impressionato nella visita alle precedenti scogliere. Di contro ho trovato molto ben realizzato il moderno centro visite, il Visitor Centre, che si raggiunge in pochi minuti dal parcheggio, che comprende un’area espositiva, un caffè panoramico e un negozio di souvenir.

Ho trovato molto apprezzabile anche il fatto che sia questo che i 5 negozi che si trovano all’esterno, siano stati realizzati ubicandoli sotto la terra collinare, riducendo davvero a zero l’impatto ambientale.

Dopo aver visitato il Centro visitatori, dove si assiste anche ad un apprezzabile video di realtà virtuale sulle scogliere con tanto di vento e odori, ci dirigiamo sul sentiero Nord (quello più lungo, circa 1km e mezzo. Come detto il posto è davvero molto inflazionato dal turismo di massa; dopo una breve passeggiata si arriva sulla collina fino alla O’Brien’s Tower, fatta costruire nel 1835 dal chi poi le dette il proprio nome, e che oggi viene usata come punto d’osservazione per i turisti.

OBrien s Tower

Ritorniamo in camper per la cena e dopo, quando si accendono i colori del tramonto e la maggior parte dei turisti è ormai andata via, torniamo sulla terrazza panoramica per fotografare il panorama offerto da una giornata priva di grosse nuvole.

Ora, senza la cacofonia della folla, insieme ai pochi presenti, sentiamo il suono della straordinaria colonia di uccelli marini: gabbiani, pulcinella di mare, corvi e gazze marine che popolano queste falesie.

31-05-2025 sabato

Per tutta la notte una bella pioggia battente ha picchiettato sopra il tetto del nostro camper, ma quando ci alziamo c’è un timido sole che ci saluta, e che ci farà compagnia per tutto il giorno.

Prima di partire facciamo un giro sulla scogliera sud, quella che non avevamo fatto ieri, e dopo le conseguenti foto, mettiamo in moto e partiamo.

Passiamo Doolin, e poi prendiamo la scenografica R477, chiamata la Burren Way, che costeggia tutto il promontorio roccioso del Burren. La nostra meta è raggiungere il punto panoramico di Black Head, dove ci sono le ultime propaggini rocciose del Burren, una vasta regione su una superficie di 250 chilometri quadrati nel nord-ovest della contea di Clare caratterizzata da un ambiente brullo e roccioso, con profonde fenditure dove disseminati si trovano i resti di antiche tombe, chiese e forti.

La strada è un po’ stretta, ma l’impegno vale la candela. Ci sono diversi punti panoramici dove è possibile fermarsi ed esplorare le particolarissime conformazioni rocciose, cosi dissimili da tutte le altre, dove a volte è anche difficile camminare, ma che costituiscono un ambiente particolare ed imperdibile. Il punto clou si raggiunge arrivando sulla punta 53.140463, -9.276124 (poco più avanti c’è anche un faro ma non c’è possibilità di sosta), dove uno slargo lungo la strada dà la possibilità di fermarsi e di passeggiare sulle rocce. Imperdibile.

Black Head

Proseguiamo poi per la strada fino ad arrivare a Ballyvaughan, e deviamo sulla R480 per andare a visitare uno dei siti più fotografati del Burren: il dolmen di Poulnabrone. Si tratta di una tomba costruita oltre 5000 anni fa formata da una grande pietra rettangolare poggiata su altre. (53.046911, -9.140891). Il lastrone orizzontale pesa oltre 5000 tonnellate, e gli scavi archeologici condotti negli anni ottanta, hanno rilevato i resti di 33 persone insieme a molti oggetti.

dolmen di Poulnabrone

Prima di ritornare sui nostri passi, percorriamo ancora 13 km verso il villaggio di Kilfenora: per andare a vedere i resti di una cattedrale del XII secolo 52.990304, -9.215880. Ma non è tanto la cattedrale a rendere interessante questo sito, ma piuttosto l’altissima concentrazione di croci celtiche d’altezza elevata: in particolare la Doorty Cross (la più alta con i suoi quattro metri di altezza, restaurata nel 2009 dopo che era stata divisa in due parti, e sistemata fra le mura della chiesa) e la meno appariscente West Cross, che s’innalza solitaria in mezzo a un prato. Le sculture impresse specialmente sulla prima meritano sicuramente il viaggio.

Doorty Cross

Al termine della visita torniamo indietro, direzione Galway. Qui purtroppo le dolenti note. Non c’è alcuna possibilità in tutto il territorio comunale di Galway di sostare per la notte con i nostri mezzi, dato che vige divieto dappertutto. È quindi obbligatorio spostarsi fuori, e l’unica possibilità che ho trovato, costosa, 44 euro a notte, anche leggendo altri diari, è dirigersi al Salthill Caravan Park, Knocknacarra, Salthill (sul mare, a due chilometri e mezzo dal centro) 53.257 -9.10486, www.salthillcaravanpark.com. Fuori dal campeggio c’è l’autobus di linea 402 che ogni mezz'ora porta direttamente in centro. Il campeggio è molto bello e sul mare, con piazzole grandi e ben posizionate, ma comunque caro.

Ci sistemiamo e ci concediamo un meritato riposo.

1-06-2025 domenica

Appena pronti prendiamo il bus 402, i biglietti si fanno a bordo, 1.90 euro, che ci porta accanto alla cattedrale, uno degli edifici più simbolici della città. Molto belli i mosaici e le decorazioni in pietra con le vetrate policrome. Ci dirigiamo poi verso il vicino pittoresco ponte Salmon weir bribge, da dove nei mesi di giugno e luglio, si possono osservare i salmoni che risalgono la corrente per andare a deporre le uova.

Galway cattedrale 

Proseguiamo verso il centro e facciamo tappa alla vecchia chiesa di San Nicola, risalente al 1320, uno dei monumenti più antichi dell’Irlanda. Ma Galway non è propriamente una meta prettamente culturale. È piuttosto una città vivace, multietnica, caratterizzata da una notevole vivacità turistica che si ritrova specialmente nel Quartiere Latino, dove numerosi artisti di strada si esibiscono tra gli innumerevoli locali, pub e ristoranti, sempre pieni di gente e di musica.

Ci perdiamo tra le sue strade colorate e piene di vita. Raggiungiamo l’Arco spagnolo, gli unici resti delle antiche mura cittadine, e attraversiamo il ponte successivo che ci da un’ampia visione delle coloratissime case che si trovano sulle sponde del porto.

Ma non è finita: Gatway, oltre ai coloratissimi pub, la musica tradizionale, è un’eccellente meta gastronomia con specialità di mare, tanto che ogni anno vi si tiene il festival internazionale delle ostriche. Anche noi, prima di rientrare al campeggio, vogliamo provare questi sapori. Da una rivista del settore avevo individuato il McDonagh’s, nel quartiere latino vicino all’Arco spagnolo. Specializzato in piatti di mare; ci facciamo servire le immancabili ostriche ed un’enorme piatto di calamari e patatine fritte. Fama meritata.

mappa4

2-06-2025 lunedì

Lasciamo Galway che ci saluta con una soleggiata giornata, e puntiamo verso la cittadina di Clifden. Il nostro obbiettivo è andare a percorrere l’anello della penisola omonima chiamato Sky road. Questo è un percorso di 16 km che parte e termina a Clifden e che offre magnifici paesaggi sulla costa.

La prima tappa è il John D’Arcy monument. Si trova subito1 km passato Clifden, ma non ci sono parcheggi sulla strada, quindi si prosegue per quello del Clifden Castle 53.492065 -10.047950 che visiteremo dopo, che si trova 1 km più avanti, e dopo aver parcheggiato torniamo indietro a prendere la strada pedonale. Dopo una salita si arriva in cima alla collina dove si trova questo monumento che è dedicato alla memoria di D’Arcy e che si affaccia sulla parte occidentale della città con una bellissima veduta della stessa e della baia che la circonda.

monumento d arcy

Ritorniamo al parcheggio e andiamo a visitare il castello. Da dove abbiamo lasciato il nostro mezzo si percorre circa 1,5 km, dopo aver attraversato un bell’arco in pietra.

Questo era la residenza della famiglia D’Arcy, che lo fece costruire nel 1818 in stile neogotico. È oggi diroccato, privo di tetto e parte dei pavimenti. Sinceramente non mi ha detto molto. Diciamo che non ci tornerei una seconda volta.

residenza famiglia d arcy

Ci rimettiamo in cammino. La strada ora diventa ad una corsia e mezzo, ed in molti punti è ad una singola corsia. Ma con un po’ di attenzione non presenta particolari rischi. I panorami che incontriamo sono davvero notevoli, e quando arriviamo al punto più alto del percorso: il Sky Road Viewpoint (53.500722, -10.096569) veniamo ampiamente ripagati da ciò che vediamo. Sotto di noi si estende tutta la baia, con scogliere e insediamenti. Un panorama coinvolgente che ci fa scattare una miriade di foto.

Sky Road Viewpoint

Appagati ripartiamo proseguendo l’anello, fermandoci un’ultima volta proprio sulla punta per una rapida occhiata alla Eyrephort Beach, (53.512157, -10.136517) una bella spiaggia da dove in lontananza il panorama si riempie del profilo delle isole Inishturk e Turbot.

Eyrephort Beach

Andiamo a terminare l’anello proseguendo verso Clifden, sul versante nord, dove il panorama è decisamente meno coinvolgente.

Passato Clifden ci dirigiamo al Connemana National Park 53.5506065 -9.9455901 dove c’è la possibilità di fare delle belle escursioni a piedi che toccano punti interessanti. Quando arriviamo all’ingresso dove c’è il centro informazioni però, il tempo è decisamente cambiato, ed una bella intensa pioggia ci sconsiglia di uscire dal camper. Aspettiamo una mezz’ora ma il tempo non sembra voler migliorare. Qui non si può passare la notte, come molti cartelli non mancano di ricordarci, per cui decidiamo di tornare indietro dove avevamo visto in un parcheggio lungo la strada altri camper in sosta.

Dormiremo qui e domani a seconda del tempo decideremo cosa fare.

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