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Arquà Petrarca: uno dei Borghi più belli d’Italia incastonato nei Colli Euganei

arqua petrarca copertina

Cosa vedere ad Arquà Petrarca, il borgo veneto del poeta

di Marzia Mazzoni

Con gli occhi ancora pieni della magia dei mandorli in fiore e della nostra passeggiata sul Monte Fasolo (se te la sei persa, recuperala: è un piccolo spettacolo di primavera - eccola → Mandorli in fiore sui Colli Euganei: un trekking tra bianco, rosa e libertà), rimettiamo in moto il camper e ci spostiamo di pochissimi chilometri. Destinazione: Arquà Petrarca (PD  - m 80 slm), uno dei borghi più belli d’Italia. E sì, per un soffio nel 2017 poteva diventare anche “Borgo dei Borghi” nel concorso di Rai3, si aggiudicò il secondo posto e uno stendardo all’inizio del paese ricorda questo.
Appena arrivati capiamo perché è così amato: il borgo è raccolto, scenografico, e sembra appoggiato con delicatezza sulle colline.

Dove lasciare il camper e come entrare nel borgo

Arquà Petrarca dove sostare

Noi abbiamo lasciato il camper nel parcheggio misto terrazzato a pagamento (comodo e ordinato) e da lì siamo saliti a piedi.

Consiglio spassionato: scarpe comode, perché Arquà non si visita “di corsa” e per raggiungere i punti più iconici c’è un po’ di salita… ma è una di quelle fatiche che ripaga a ogni curva.
Punto sosta: parcheggio terrazzato a pagamento in Via Fontana 3 (Arquà Petrarca).

Arquà Petrarca: il borgo del poeta (e non solo)

arqua petrarca borgo


Arquà Petrarca si trova nel Parco Regionale dei Colli Euganei ed è inserito nel circuito de “I Borghi più belli d’Italia” come dicevamo all'inizio.. Qui tutto parla di colline: ulivi, vigne… e sì, anche mandorli. È un posto che mantiene un fascino medievale autentico, fatto di viuzze, pietra, scorci che sembrano creati apposta per rallentare.
Ma il legame più forte è con lui: Francesco Petrarca, che visse qui gli ultimi anni della sua vita (fino al 1374) e qui è ancora oggi “di casa”.

La Loggia dei Vicari e le viuzze “instagrammabili”

arqua petrarca loggia vicari scorci


Mentre si sale verso la parte alta, il borgo regala una sequenza continua di dettagli: archi, scorci, scalette, angolini dove ti viene naturale fermarti a guardare.

Tra i punti che catturano subito l’occhio c’è la Loggia dei Vicari, che dà proprio quell’idea di “borgo importante”, nonostante le dimensioni raccolte.

La Casa del Petrarca: visita che vale il biglietto

arqua petrarca casa poeta


La tappa che non può mancare è la Casa del Petrarca, in via Valleselle 4.
La visita è a pagamento e, al momento (marzo 2026), il biglietto intero è 6 € (con riduzioni previste, ad esempio per over 65 e altre categorie/convenzioni: vale sempre la pena chiedere in biglietteria).
E te lo dico come lo direi a un’amica/a: il costo ne vale davvero la pena. Non è solo “una casa”: è un viaggio nel tempo. La dimora ha origini medievali, venne modificata nel tempo e conserva ambienti legati al mito petrarchesco (compreso lo studiolo associato agli ultimi momenti del poeta). Anche la storia delle trasformazioni successive - tra interventi rinascimentali e passaggi di proprietà - racconta quanta “forza” simbolica abbia avuto questo luogo nei secoli.
(Nota pratica: prezzi e orari possono variare; io controllo sempre il sito ufficiale prima di partire.)
https://padovacultura.padovanet.it/it/musei/casa-del-petrarca

La tomba del Petrarca: un luogo che fa impressione (e un piccolo giallo)

arqua petrarca tomba poeta


Prima di lasciare Arquà, per noi è stato doveroso passare in piazza a vedere la tomba in marmo rosa. È imponente, e ti fa capire quanto questo borgo sia legato al suo poeta.
E poi c’è un dettaglio che molti non conoscono: nel tempo, l’autenticità dei resti ha alimentato un vero “giallo”. Nel 2004 analisi e studi hanno portato a un esito sorprendente sul cranio custodito nell’arca (attribuito a una donna vissuta prima dell’epoca del poeta), mentre nel corso dei secoli non sono mancati episodi di manomissione e sottrazioni.
Noi però, davanti a quella tomba, abbiamo scelto la via più semplice: credere che lì, in qualche modo, ci sia ancora il cuore della sua storia. E Arquà, quello, lo custodisce benissimo.

Giuggiole e “spritz euganeo”: l’aperitivo che sa di Colli Euganei

arqua petrarca spritz euganeo
Arquà Petrarca ha anche un altro simbolo: le giuggiole, frutti legati alla tradizione locale e celebrati con feste e appuntamenti dedicati.
E se ti fermi per un aperitivo, c’è una cosa che merita la menzione: lo spritz euganeo, quello “con la giuggiola”. Nato proprio qui, è diventato un piccolo manifesto del territorio: ti siedi, guardi il borgo scorrere lento, e lo accompagni con un tagliere… e ti sembra di essere in vacanza anche se sei a pochi chilometri da casa.

Prima di ripartire

Arquà Petrarca è una di quelle mete perfette “da camperisti”: ci arrivi facilmente, la visiti a piedi, ti godi atmosfera e sapori, e riparti con la sensazione di aver vissuto qualcosa di vero.
Noi siamo tornati al camper lasciandoci alle spalle il borgo con una promessa: tornarci, magari in un’altra stagione, per vederlo cambiare colore. Capita anche a voi di lasciare un luogo… e promettervi di rivederlo?

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